Gli USA adottano nuove sanzioni e misure su Hong Kong

Pubblicato il 16 luglio 2021 alle 20:15 in Cina Hong Kong USA e Canada

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Il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato, il 16 luglio, sanzioni contro sette vicedirettori dell’Ufficio di collegamento del governo centrale cinese a Hong Kong, accusati di aver danneggiato le libertà sull’isola. Nella stessa giornata, Washington ha anche emesso un avvertimento alle società statunitensi rispetto ai rischi che corrono con le loro attività e operazioni a Hong Kong.

L’ avvertimento è stato emesso dal Dipartimenti del Tesoro, di Stato, del Commercio e della Sicurezza Interna degli Stati Uniti. Il documento ha avvertito le imprese che operano a Hong Kong che sono soggette alle leggi del territorio, inclusa la legge sulla sicurezza nazionale, in base alla quale alcuni cittadini stranieri, tra cui un cittadino statunitense, sono stati arrestati. Altri rischi deriverebbero poi dalla sorveglianza elettronica senza mandato e dalla consegna dei dati aziendali e dei clienti alle autorità. Per gli USA: “Gli sviluppi dell’ultimo anno a Hong Kong presentano chiari rischi operativi, finanziari, legali e di reputazione per le multinazionali”.

Il 16 luglio, prima della conferma ufficiale delle sanzioni statunitensi, il portavoce del ministero degli Esteri cinese, Zhao Lijian, aveva affermato la ferma determinazione del governo cinese ad opporsi all’interferenza degli Stati Uniti negli affari di Hong Kong. Zhao aveva ribadito che gli affari di Hong Kong sono questioni interne della Cina e che nessun Paese straniero ha il diritto di fare osservazioni o interferire. Per la Cina, gli Stati Uniti dovrebbero attenersi al diritto internazionale e alle norme fondamentali delle relazioni tra Paesi e smettere di interferire negli affari di Hong Kong e negli affari interni della Cina. Zhao aveva concluso affermando che la Cina risponderà con fermezza e forza alle misure adottate dagli Stati Uniti.

Dall’insediamento del presidente degli USA, Joe Biden alla Casa Bianca, le sanzioni del 16 luglio sono state il secondo round di sanzioni riguardanti Hong Kong imposte dagli USA. In particolare, il 17 marzo scorso, gli Stati Uniti avevano imposto sanzioni economiche su 24 funzionari cinesi in risposta alla decisione di Pechino di cambiare  il sistema elettorale di Hong Kong del precedente11 marzo.

Hong Kong è uno tra i principali temi di scontro tra gli USA e la Cina. L’isola fa ufficialmente parte della Cina dal primo luglio 1997, quando fu ultimato il passaggio della sua sovranità dal Regno Unito al governo di Pechino, secondo una serie di condizioni stabilite nella Dichiarazione congiunta sino-inglese, siglata il 19 dicembre 1984 e registrata come un trattato dall’Onu. In base a tale documento, le relazioni di Hong Kong con il governo centrale sono state regolate dal modello “un Paese, due sistemi”, volto a garantire un certo grado di indipendenza all’isola, che negli anni si era sviluppata su un modello economico, politico e sociale inglese e capitalista, molto distante dal modello del socialismo con caratteristiche cinesi adottato da Pechino. Tale principio e modalità di gestione sarebbero dovuti restare in vigore fino al 2047, per alcuni critici, già la legge sulla sicurezza nazionale avrebbe anticipato la loro scadenza.

Quest’ultima è stata approvata il 30 giugno 2020 dall’Assemblea Nazionale del Popolo di Pechino ed è entrata in vigore il successivo primo luglio . Con essa sono stati proibiti movimenti secessionisti e sovversivi, interferenze straniere e azioni di terrorismo sull’isola, rendendoli atti criminali per i quali sono previste pene fino all’ergastolo. Oltre a questo, è stata istituita la Commissione di Salvaguardia della Sicurezza Nazionale, che prevede l’impiego sull’isola di forze dell’ordine rispondenti al governo centrale di Pechino. Successivamente, lo scorso 11 marzo, la Cina ha poi modificato il sistema elettorale di Hong Kong in modo da garantire che siano i patrioti, ovvero coloro che amano il proprio Paese, a governare Hong Kong. 

La legge sulla sicurezza nazionale era arrivata dopo che, nel 2019, l’isola era stata teatro di proteste iniziate il 31 marzo di quell’anno, quando gli abitanti dell’isola erano scesi in strada per manifestare contro una controversa proposta di legge che prevedeva l’estradizione verso la Cina continentale per i residenti di Hong Kong. Nonostante tale proposta fosse stata ritirata, le proteste si erano evolute in una generale rivendicazione contro le ingerenze del governo centrale di Pechino nelle questioni interne dell’isola, diventando sempre più violente.

Per la Cina la legge sulla sicurezza nazionale è servita a stabilizzare Hong Kong e a ripristinare sull’isola un ambiente adatto agli affari in seguito alle proteste del 2019.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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