I talebani annunciano la conquista del principale valico verso il Pakistan

Pubblicato il 15 luglio 2021 alle 10:46 in Afghanistan Pakistan

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il 14 luglio, i talebani hanno annunciato di aver preso il controllo di un valico di frontiera con il Pakistan. Intanto, il presidente afghano si è recato in visita nella contesa provincia settentrionale di Balkh. 

L’agenzia stampa Reuters ha citato un  video, diffuso dai militanti, che mostra la loro bandiera che sventolava al posto della bandiera dell’Afghanistan, sopra la Porta dell’Amicizia, al valico di frontiera nella città afghana di Wesh, situata di fronte alla città pakistana di Chaman. “Dopo due decenni di brutalità degli americani e dei loro burattini, questo cancello e il distretto di Spin Boldak sono stati catturati dai talebani”, ha dichiarato un combattente alla telecamera. “La forte resistenza dei mujaheddin e della sua gente ha costretto il nemico a lasciare questa zona. Come potete vedere, quella è la bandiera dell’Emirato Islamico, la bandiera per cui migliaia di mujaheddin hanno versato il loro sangue”, ha continuato.

Tale area, nel distretto di Spin Boldak, a Sud della principale città meridionale dell’Afghanistan, Kandahar, è il secondo punto di ingresso più trafficato del Paese e rappresenta la principale arteria commerciale che collega la vasta regione Sud-occidentale afghana e i porti marittimi pakistani. Secondo i dati del governo di Kabul, il percorso è attraversato da 900 camion al giorno. Anche per quest’ultima presunta conquista, le versioni dei fatti sono contrastanti. Funzionari afgani hanno affermato che le forze governative hanno respinto i talebani dall’area e mantengono il controllo del distretto. Alcuni civili e funzionari pakistani sostengono invece che i talebani abbiano mantenuto il controllo del valico. In particolare, le autorità pakistane di Chaman hanno riferito della sospensione di tutti i viaggi attraverso il passaggio.

I talebani hanno preso il controllo anche di altri importanti valichi di frontiera, nelle province di Herat e Farah, al confine con l’Iran, e a Kunduz, che confina con il Tagikistan. Fonti militari a Kabul hanno annunciato, l’8 luglio, che i militanti hanno conquistato il distretto di Islam Qala, a confine con l’Iran. Il 22 giugno, i talebani avevano cacciato le forze armate afghane dal principale valico di frontiera dell’Afghanistan con il Tagikistan, presso la città di Shir Khan Bandar. Il controllo dei posti di frontiera consente ai talebani di raccogliere dazi e rafforzarsi. In tale contesto, la tenuta delle forze armate afghane appare sempre più a rischio, considerato che entro la fine di agosto la NATO e gli Stati Uniti avranno completato il ritiro dal Paese. Il timore è che i militanti islamisti afghani stiano attendendo che tutte le truppe straniere siano fuori dall’Afghanistan, per lanciare un assalto finale a Kabul. 

Il 13 luglio, il presidente afghano, Ashraf Ghani, si è recato nella provincia settentrionale di Balkh per valutare la situazione, dopo che i talebani hanno cacciato le forze governative da diversi distretti della zon Ghani, 72 anni, ha incontrato i civili e ha assicurato loro che “la spina dorsale dei talebani sarà spezzata” e che le forze governative avrebbero presto riconquistato le aree perse. Secondo la presidenza, la situazione nella regione migliorerà nei prossimi tre mesi. Intanto, nella provincia occidentale di Herat, un funzionario della sicurezza ha riferito che i combattenti talebani hanno sparato diversi colpi di mortaio verso la diga di Salma, un progetto idroelettrico e di irrigazione di vitale importanza per il fabbisogno afghano. Funzionari della National Water Affairs Regulation Authority hanno lanciato un appello ai militanti affinché trattino la diga come un “tesoro nazionale, proprietà comune di tutti, che non dovrebbe essere danneggiato in un conflitto militare”.

È da decenni che l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. Il talebani, un’organizzazione di matrice fondamentalista islamista, sono stati dapprima impegnati nella lotta antisovietica in Afghanistan. Una serie di guerre intestine hanno poi visto trionfare questi ultimi, che nel 2001 controllavano la maggioranza del territorio afghano. Lo stesso anno, con l’intervento degli Stati Uniti e il successivo sostegno offerto dalla NATO il regime teocratico instaurato dai talebani è stato rovesciato. Tuttavia, il gruppo ha continuato a lottare per il controllo del territorio e per l’imposizione di un emirato islamico in Afghanistan, lanciando attacchi contro le truppe della coalizione internazionale dell’Alleanza Atlantica schierate in Afghanistan, nonché contro le forze governative di Kabul, considerate “burattini” della potenze occidentali. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.