Taiwan: arriva un aereo militare USA, Pechino protesta

Pubblicato il 15 luglio 2021 alle 18:44 in Cina Taiwan USA e Canada

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Un aereo militare da trasporto degli USA, di tipo C-146A Wolfhound, è atterrato a Taiwan, il 15 luglio, attirando critiche e avvertimenti da parte di Pechino che ha chiesto a Washington di “non giocare con il fuoco”.

Il portavoce del Ministero della Difesa della Cina, Wu Qian, ha commentato la notizia esprimendo la “seria preoccupazione” della Cina a riguardo e affermando che l’isola di Taiwan è una parte “sacra e indivisibile” del territorio della Cina. In quanto tale, ha ricordato Wu, qualsiasi aereo militare che intende atterrare entro i confini cinesi deve ottenere un permesso dal governo della Repubblica Popolare Cinese (RPC) di Pechino. Il portavoce ha poi aggiunto che le azioni di qualsiasi nave e aereo che entra senza permesso in territorio cinese avranno serie conseguenze.

La Cina ha quindi chiesto agli USA di “non giocare con il fuoco”, di interrompere immediatamente le provocazioni, di non inviare segnali erronei alle forze indipendentiste dell’isola e di evitare di aggravare la situazione nello stretto di Taiwan. Rivolgendosi alle autorità del Partito Progressista Democratico (PPD), Wu ha poi chiesto loro di non fraintendere la situazione e di non “far entrare il lupo in casa”, correndo così un rischio e collegarsi a forze straniere creando provocazioni indipendentiste. Tutto ciò, ha detto Wu, potrà solamente condurre Taiwan in una situazione pericolosa.

Il portavoce ha quindi ribadito che la Cina deve essere riunificata e che nessuno dovrebbe sottovalutare la determinazione e la capacità del popolo cinese di difendere la sovranità nazionale e l’integrità territoriale. L’Esercito Popolare di Liberazione (EPL) della Cina mantiene uno stato di massima allerta e adotterà tutte le misure necessarie a reprimere risolutamente qualsiasi complotto per l'”indipendenza di Taiwan”.

Secondo quanto riferito da South China Morning Post, l’aereo statunitense è decollato dalla base aerea statunitense di Kadena a Okinawa, in Giappone, e ha effettuato una consegna all’American Institute in Taiwan (AIT), l’ambasciata de facto di Washington a Taipei, per facilitare l’assunzione dell’incarico da parte della nuova direttrice de Sandra Oudkirk. Quest’ultima ha sostituito  Brent christensen che aveva copletato il proprio mandato triennale.Sia l’AIT, sia il Ministero degli Esteri di Taiwan non hanno voluto commentare l’arrivo dell’aereo da trasporto statunitense, ma l’Aviazione taiwanese ha affermato di non aver gestito l’arrivo dell’aereo statunitense e di aver appreso del volo solo dopo l’atterraggio all’aeroporto di Taipei.

Prima del 15 luglio, un altro aereo da trasporto militare statunitense si era recato a Taiwan, il 6 giugno scorso, per accompagnare tre senatori statunitensi, Ladda Duckworth, Christopher Coons e Daniel Sullivan, in visita a Taipei. Anche in tal caso la Cina aveva protestato contro la visita statunitense sostenendo che Washington avesse violato il principio “una sola Cina”.

In base a quest’ultimo Pechino considera l’isola una sua provincia e quindi parte integrante del territorio nazionale. A Taipei, però, è presente un esecutivo autonomo e l’isola si auto-definisce la Repubblica di Cina (ROC), sostenendo di essere un’entità statale separata dalla Repubblica Popolare Cinese. Dal 2016, tale esecutivo è guidato dalla presidente Tsai Ing-wen, a capo del Partito progressista democratico (PPD), la quale ha sempre rifiutato di riconoscere il principio “una sola Cina” ed è stata rieletta con un’ampia maggioranza alle ultime elezioni sull’isola dell’11 gennaio 2020. Tsai si è altresì impegnata ad intensificare i rapporti dell’isola con Washington, suo maggior fornitore di armi da difesa.

Il governo di Pechino, da parte sua, ha più volte affermato di voler risolvere la questione di Taiwan, che rappresenta la sua maggiore problematica dal punto di vista territoriale e diplomatico, e non ha escluso la possibilità di farlo utilizzando la forza. Al momento, l’EPL sta conducendo frequenti operazioni militari nei pressi di Taiwan.

In tale contesto, gli USA sono il maggior sostenitore dell’isola, nonché il suo principale fornitore di armi di difesa. Durante l’amministrazione dell’ex presidente, Donald Trump, Washington ha adottato più iniziative volte ad intensificare i propri legami con Taipei, nonostante, dal primo gennaio 1979, gli USA abbiano riconosciuto ufficialmente il governo della Repubblica Popolare Cinese (RPC) di Pechino, rinunciando a riconoscere la legittimità del governo di Taiwan. Anche con l’ascesa del nuovo presidente statunitense gli USA sembrerebbero voler continuare a sostenere Taiwan.  Di fronte alle crescenti pressioni militari esercitate da Pechino, Washington ha ripetutamente ribadito che il suo sostegno per Taiwan è “solido come una roccia”. 

di Redazione

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