Pakistan: avviate indagini congiunte con la Cina, attentato nel Balochistan

Pubblicato il 15 luglio 2021 alle 20:32 in Cina Pakistan

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La Cina invierà una squadra speciale in Pakistan per lavorare con le autorità locali sulle operazioni di soccorso e di indagine relative all’esplosione di un autobus il 14 luglio, in seguito alla quale hanno perso la vita almeno 13 persone. Il ministro degli Esteri cinese, Wang Yi, ha chiesto un’indagine per capire se si sia trattato di un atto di terrorismo. Intanto, il 15 luglio, 2 poliziotti pakistani sono morti in un attentato nella provincia del Balochistan.

Il 14 luglio, Wang ha incontrato il suo omologo pakistano, Mahmood Hussain Qureshi, nella capitale del Tajikistan, Dušanbe. Durante l’incontro il ministro cinese ha affermato che la Cina è scioccata per le gravi perdite del personale cinese coinvolto nelle vicende del 14 luglio e spera che la parte pachistana possa identificare le cause dell’accaduto al più presto e per evitare che incidenti simili si ripetano. Wang ha dichiarato che se si trattasse di un atto di terrorismo, gli autori dovranno essere arrestati immediatamente ed essere severamente puniti. Wang ha dichiarato che i due Paesi dovrebbero imparare da quanto accaduto e rafforzare ulteriormente le misure di sicurezza per i progetti di cooperazione Cina-Pakistan per garantire che tutti i progetti possano funzionare in modo sicuro e senza intoppi.

Qureshi ha espresso le proprie condoglianze alla Cina per le perdite subite e ha affermato che le indagini preliminari avrebbero indicato che si sarebbe trattato di un incidente e che non è stato trovato alcun indizio che faccia pensare ad un attacco terroristico. Qureshi ha definito la Cina “l’amico più importante e il partner più affidabile del Pakistan”, aggiungendo che Islamabad non risparmierà alcuno sforzo per curare i feriti e indagare sull’incidente.

Il 14 luglio, un’esplosione che ha colpito un autobus che trasportava alcuni lavoratori verso una diga nel Nord del Pakistan, a Dasu, costruita con la partecipazione di Pechino, uccidendo 13persone, tra cui 9 cittadini cinesi e 2 soldati pakistani. L’autobus è precipitato in un profondo burrone dopo l’esplosione. Non è ancora chiaro se questa sia stata causata da un’esplosione sull’autobus o da un ordigno posto sul ciglio della strada. Il progetto idroelettrico Dasu fa parte del Corridoio Economico Cina-Pakistan (CPEC) che sarà realizzato da Pechino e Islamabad nell’ambito del grande progetto infrastrutturale e di finanziamenti delle Nuove Vie della Seta e nel quale il governo cinese intende investire circa 62 miliardi di dollari.

La presenza cinese in Pakistan è stata colpita da più attacchi. Tra gli ultimi, l’11 maggio 2019, un uomo armato aveva ucciso 8 persone in un hotel di lusso della città portuale di Gwadar, uno snodo fondamentale del progetto delle Nuove Vie della Seta, in quanto rappresenta un importante punto di convergenza tra le rotte terrestri e marittime dell’iniziativa, dove l’azienda statale cinese China Overseas Port Holding Company gestisce le attività del porto. Il 29 giugno 2020, invece, un altro attentato, poi sventato, era stato indirizzato al Mercato azionario del Pakistan, posseduto in parte da aziende cinesi. In entrambi i casi, gli attentati erano stati rivendicati dall’Esercito di Liberazione del Balochistan, con sede in Afghanistan e ritenuto un’organizzazione terroristica da Pakistan, USA e Regno Unito.

Nella provincia pakistana del Balochistan sono attivi gruppi separatisti di etnia baloch che, da anni, starebbero portando avanti insurrezioni nell’area, dove sono però presenti anche gruppi di estremisti islamici e di talebani. La provincia è caratterizzata da povertà diffusa, nonostante disponga di ricche risorse naturali e gli abitanti hanno spesso lamentato di non ricevere una parte della ricchezza derivante dal gas e dai minerali.

Il 15 luglio, la provincia è stata teatro di un attacco contro le forze dell’ordine nel distretto di Pasni. Una bomba collocata lungo il ciglio di una strada ha colpito due poliziotti uccidendoli. L’attacco non è stato rivendicato ma le autorità hanno affermato che dietro all’episodio vi siano “forze di intelligence straniere”. Lo scorso 4 luglio, Islamabad aveva accusato l’India di aver organizzato un attentato eseguito per mezzo di autobomba il 23 giugno scorso a Lahore, nella provincia pakistana del Punjab.

di Redazione

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