L’Estonia annuncia l’espulsione di un diplomatico russo

Pubblicato il 15 luglio 2021 alle 18:51 in Repubbliche Baltiche Russia

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Il Ministero degli Affari Esteri dell’Estonia ha annunciato, giovedì 15 luglio, l’espulsione di un diplomatico russo dall’Ambasciata moscovita a Tallinn. A riferirlo è stata l’agenzia di stampa russa RIA Novosti, la quale ha aggiunto che il Dipartimento estone ha dichiarato che il diplomatico espulso dovrà lasciare il Paese entro le 48 ore.

Si tratta della risposta del governo estone a seguito dell’espulsione del console del Paese, Mart Lyatt, avvenuta il 7 luglio. In tale occasione, il Servizio Federale per la Sicurezza (FSB) della Federazione Russa aveva arrestato Lyatt a San Pietroburgo, mentre un cittadino russo gli consegnava documenti “classificati”. Le autorità russe avevano definito tale attività un “gesto ostile”. Dall’altra parte, la portavoce del Ministero degli Esteri di Tallinn, Aari Lemmik, ha definito le accuse di spionaggio politico “completamente infondate”, aggiungendo che il fermo del diplomatico è “una provocazione” della Federazione.  

All’interno dell’Unione Europea, l’Estonia è tra i principali sostenitori del regime sanzionatorio contro la Russia. Inoltre, il Paese incoraggia attivamente  l’espansione delle forze e delle infrastrutture della NATO nella regione baltica. A partire dal 2004, l’Alleanza Atlantica ha avviato una missione di polizia internazionale aerea per proteggere i cieli del Mar Baltico sopra le tre omonime Repubbliche, quali Lituania, Lettonia ed Estonia. L’operazione è stata annunciata poiché queste ultime non dispongono delle risorse militari necessarie per garantire il controllo dello spazio aereo dell’Alleanza Atlantica nei pressi delle frontiere russe. I Paesi membri della NATO, a rotazione, schierano nei tre Stati il proprio contingente militare. Ad oggi, in Estonia, presso la base di Emari, l’Italia vi ha dispiegato il proprio arsenale. Dal punto di vista di Mosca, l’atteggiamento di Tallinn danneggia gli scambi bilaterali e le relazioni economiche tra i due Paesi. Nello specifico, le contromisure russe alle sanzioni dell’UE hanno causato notevoli lesioni alle industrie agricole e alimentari estoni. Le esportazioni tra Mosca e Tallinn riguardanti i suddetti settori sono diminuite di quasi il 70% rispetto al 2014.

Gli ultimi sviluppi tra la Russia e l’Estonia rappresentano il primo caso di espulsione diplomatica dallo scorso maggio. In precedenza, tra il mese di maggio e aprile, Mosca e l’Occidente sembravano aver avviato una vera e propria guerra diplomatica, dove le armi utilizzate dagli Stati erano le continue espulsioni e le conseguenti misure ritorsive. Nello specifico, oltre alla Polonia, anche la Slovacchia, la Repubblica Ceca, la Bulgaria, l’Ucraina, l’Italia e, infine, gli Stati Uniti avevano annunciato l’espulsione di diplomatici russi. Mosca aveva sempre risposto adottando misure speculari.

Un’ulteriore misura adottata dalla Russia per condannare l’Occidente è stata quella di pubblicare, il 14 maggio, la lista dei “Paesi impegnati in atti ostili” contro Mosca. L’elenco, ad oggi, include solo due Paesi: gli Stati Uniti e la Repubblica Ceca. Sono numerose le ripercussioni per Washington e Praga, come il fatto che sarà la Russia a determinare il numero di personale delle missioni diplomatiche estere dei suddetti Paesi. Il decreto impedisce categoricamente agli Stati Uniti di sottoscrivere contratti lavorativi con persone situate in Russia, essendo il Paese al primo posto nella lista nera. Washington è obbligata a conformarsi alle disposizioni del documento russo entro il primo agosto.

Infine, gli ultimi eventi nel quadro delle relazioni bilaterali russo-europee sembrano, da una parte, confermare l’intenzione di Mosca e Bruxelles di rilanciare il dialogo ma, dall’altra, negarla. Le dichiarazioni dell’Alto rappresentante dell’Unione Europea, Josep Borrell, hanno confermato l’aspetto duplice dei rapporti bilaterali. Il funzionario europeo ha affermato che la nuova strategia di politica estera che Bruxelles intende adottare nei confronti di Mosca ne implica sia il contenimento sia l’interazione.

Inoltre, in occasione del Consiglio Europeo del 24 e 25 giugno, la cancelliera tedesca, Angela Merkel, ha proposto di creare una piattaforma per avviare i negoziati tra Mosca e Bruxelles senza il capo del Cremlino, Vladimir Putin. Tale proposta giunge a seguito di un’altra proposta di Berlino e Parigi. Quest’ ultimi avevano suggerito, il giorno precedente, di tenere un vertice di alto livello con Putin per discutere delle questioni di reciproco interesse, nonché delle tematiche di attrito. Tuttavia, numerosi Paesi europei, tra cui le Repubbliche Baltiche e la Polonia, hanno respinto categoricamente la richiesta, affermando che fosse prematuro tenere un summit con il leader russo nel breve futuro.  Dopo essere venuto a conoscenza dell’iniziativa franco-tedesca, il ministro degli Esteri di Kiev, Dmytro Kuleba, ha convocato gli ambasciatori di Francia e Germania in Ucraina per discutere della questione.

  

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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