Cina: i dati sulla crescita del PIL nel primo semestre

Pubblicato il 15 luglio 2021 alle 17:46 in Asia Cina

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L’Ufficio nazionale di statistica della Cina ha reso noto che, nel primo semestre del 2021, che è anche il primo semestre del 14esimo piano quinquennale 2021-25, il PIL cinese ha raggiunto il valore di 53,2167 trilioni di yuan, crescendo del 12,7% anno su anno. Per la Cina, i dati mostrerebbero che lo sviluppo economico cinese sta attraversando una fase stabile e positiva.

Il portavoce dell’Ufficio nazionale di statistica, Li Aihua, ha affermato che, nella prima metà dell’anno, l’economia cinese ha proseguito con la sua tendenza in ripresa stabile. In termini di trimestri, nei primi tre mesi del 2021 il PIL cinese ha avuto una crescita anno su anno del 18,3%, con una crescita media biennale del 5%, mentre da aprile a giugno 2021 il PIL è cresciuto del 7,9% anno su anno con una crescita media biennale del 5,5%. Il dato relativo al PIL cinese nel primo semestre del 2021 ha a sua volta evidenziato una crescita media nei due anni precedenti del 5,3%.

Dal punto di vista produttivo, il valore aggiunto industriale su scala nazionale e oltre è cresciuto del 15,9% rispetto al primo semestre del 2020, per una crescita media biennale del 7%. Il valore aggiunto del settore dei servizi ha contribuito per il 53% alla crescita economica.

In termini di domanda, nei primi sei mesi del 2021 la vendita al dettaglio di beni di consumo ha totalizzato un valore di 21,1904 trilioni di yuan, crescendo del 23% anno su anno. L’investimento nazionale in immobilizzazioni, escluse le famiglie rurali, è stato di 25,59 trilioni di yuan con un incremento annuo del 12,6% e un tasso di crescita medio del 4,4% in due anni. I prezzi del lavoro sono rimasti generalmente stabili. Nella prima metà dell’anno sono stati creati 6,98 milioni di nuovi posti di lavoro nelle città e nei comuni di tutto il Paese, raggiungendo il 63,5% dell’obiettivo annuale .Infine, l’indice nazionale dei prezzi al consumo (CPI) è aumentato dello 0,5% su base

In tale quadro, il reddito pro-capite disponibile è stato di 17.642 yuan, con un aumento nominale del 12,6% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Escludendo i fattori relativi ai prezzi, la crescita effettiva del dato è stata del 12% e, come specificato da Xinhua, l’alto livello di tale dato è dovuto ad una base bassa dei dati relativi al primo semestre 2020. Rispetto ai primi sei mesi del 2019, il reddito pro-capite disponibile è cresciuto del 15,4%, contrassegnando una media biennale del 7,4% che, dedotti i fattori relativi ai prezzi, è del 5,2%. Il rapporto reddito pro capite dei residenti urbani e rurali è stato di 2,61, in diminuzione di 0,07 rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

Nel 2020, il PIL cinese, aveva registrato una perdita del 6,8% nel primo trimestre dell’anno rispetto al 2019, nei tre mesi successivi era però tornato a crescere con un aumento del 3,2% del dato, che aveva invertito il trend in diminuzione. Tale tendenza era stata poi confermata nel trimestre luglio-settembre, quando il PIL aveva avuto un aumento del 4,9% rispetto allo stesso periodo del 2019. Infine, nel quarto ed ultimo trimestre del 2020, il dato aveva registrato un’ulteriore crescita rispetto all’anno precedente, attestandosi al 6,4%.

Nonostante la diffusione della pandemia di coronavirus e la conseguente crisi economica a livello mondiale, nel 2020, il PIL della Cina ha totalizzato oltre 100 trilioni di yuan, per un valore di circa 14,7 trilioni di dollari, registrando una crescita del 2,3% rispetto all’anno precedente, secondo i dati pubblicati per la prima volta il 18 gennaio scorso. Nel 2020, quella cinese è stata l’unica tra le grandi economie mondiali a mostrare una crescita positiva, nonostante il tasso del 2,3% sia stato il minore mai registrato nel Paese dal 1976, quando, a termine della Rivoluzione culturale, tale dato si attestò all’1,6%.

Presentando i dati relativi al primo semestre 2021, Li Aihua ha sottolineato che l’epidemia sta continuando ad evolversi e che ci sono molti fattori di instabilità esterni e di incertezza. Per tali ragioni e per il fatto che la ripresa dell’economia interna cinese non è uniforme,  il portavoce ha affermato che la Cina dovrà mettere in campo sforzi per consolidare le basi per una ripresa e uno sviluppo stabili.

Per indirizzare la ripresa economica, la Cina ha deciso di adottare la strategia di doppia circolazione dell’economia che prevede un grande focus dell’economia cinese verso il mercato domestico, ovvero verso la circolazione interna, per far sì che il Paese si adatti ad un ambiente esterno sempre più instabile.  In base a questo, la Cina farà minor affidamento su una strategia di sviluppo orientata alle esportazioni, ovvero alla circolazione esterna, senza però abbandonarle. La doppia circolazione è prevista nel 14esimo piano quinquennale della Cina per il periodo 2021-25. Lo stesso presidente cinese, Xi Jinping, ha affermato che il Paese avrebbe portato avanti gradualmente un nuovo modello di sviluppo nel quale la circolazione domestica ha un ruolo predominante.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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