UE: altri 5 Paesi sostengono le sanzioni contro la Bielorussia

Pubblicato il 14 luglio 2021 alle 15:02 in Bielorussia Europa

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L’Alto rappresentante dell’UE per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza, Josep Borrell, ha dichiarato, mercoledì 14 luglio, che altri cinque Paesi extra UE hanno sostenuto le sanzioni imposte dall’Unione Europea, il 24 giugno, contro la Bielorussia. Si tratta di  Macedonia del Nord, Montenegro, Albania, Islanda e Norvegia. A riferirlo è stato il quotidiano russo Izvestija, citando l’agenzia stampa Urdupoint.

Le relazioni tra l’Occidente e la Bielorussia, a partire dal 23 maggio, si sono progressivamente deteriorate. A seguito dell’atterraggio forzato, definito da Bruxelles “un atto di pirateria”, l’Occidente ha imposto sanzioni punitive contro il regime di Minsk per colpirne l’economia. Le sanzioni sono state annunciate il 21 giugno e applicate il 24. Nello specifico,  Stati Uniti, Canada, Gran Bretagnaseguendo le orme dell’UE, hanno imposto misure restrittive per condannare quanto accaduto il 23 maggio, nonché le continue violazioni dei diritti umani nel Paese. Oltre a colpire il settore petrolifero, del potassio e del tabacco, le sanzioni occidentali hanno anche preso di mira numerosi stretti collaboratori del presidente bielorusso, Alexander Lukashenko, accusati di aver svolto un ruolo chiave nella repressione delle manifestazioni antigovernative pacifiche dell’agosto 2020. “Gli Stati Uniti e i suoi partner non tollereranno più i continui attacchi alla democrazia, nonché l’incessante repressione delle voci indipendenti in Bielorussia”, ha affermato in una nota ufficiale il direttore dell’Ufficio per il Controllo dei beni esteri del Tesoro di Washington, Andrea Gacki.

La risposta delle autorità di Minsk non ha tardato ad arrivare. Il giorno successivo, il 22 giugno, la Bielorussia ha definito le misure occidentali una “dichiarazione di guerra economica”. A distanza di pochi giorni, il 28 giugno, il Ministero degli Esteri del Paese ha annunciato nuove contromisure contro l’UE. Tra queste, la sospensione della cooperazione con l’Unione Europea nella lotta all’immigrazione illegale, al contrabbando e al narcotraffico. La Bielorussia si è anche ritirata da numerosi progetti congiunti con l’UE. Tra questi vale la pena menzionale il “Partenariato Orientale”, un programma congiunto proposto su iniziativa europea. Oltre a ciò, le autorità bielorusse hanno convocato il rappresentante dell’Unione Europea in Bielorussia, Dirk Schuebel, per discutere delle sanzioni e delle relative risposte del Paese. 

Poco dopo, il 12 luglio, l’Agenzia europea per il controllo delle frontiere, Frontex, ha annunciato di aver avviato una “missione rapida” lungo i confini tra Lituana e Bielorussia per contenere il crescente flusso migratorio, diventato ingestibile per le autorità del Paese europeo a causa del ritiro di Minsk dai programmi di lotta all’immigrazione clandestina. A partire da gennaio, nel Paese europeo è cresciuto di 20 volte il numero di persone che ha tentato di giungere in Lituania passando attraverso il confine con la Bielorussia. Il recente incremento è legato alle contromisure adottate dal presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko, a seguito delle sanzioni che l’Unione Europea ha imposto contro il regime di Minsk per il dirottamento del volo Ryanair del mese di maggio.

La nuova ondata di sanzioni è da inserire nel quadro dell’atterraggio forzato che è stato ordinato, il 23 maggio, dal presidente bielorusso. Attraverso il dirottamento del volo Ryanair Atene-Vilnius, con il pretesto di “allerta bomba”, è stato arrestato l’attivista Roman Protasevich. Quest’ultimo è un personaggio scomodo nel Paese poiché è impegnato in attività volte a denunciare l’illegalità delle azioni del regime, tra cui la violazione dei diritti umani. Co-fondatore di Nexta, uno dei più importanti canali informativi su Telegram, Protasevich ha organizzato numerose proteste antigovernative, principalmente per denunciare i brogli elettorali che hanno portato alla vittoria di Lukashenko alle elezioni del 10 agosto 2020.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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