Russia-Tagikistan: al via le esercitazioni militari congiunte al confine con l’Afghanistan

Pubblicato il 14 luglio 2021 alle 19:03 in Afghanistan Russia Tajikistan

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’ufficio stampa del Distretto Militare Centrale della Federazione Russa ha annunciato che, mercoledì 14 luglio, sono iniziate le esercitazioni militari congiunte tra le Forze Armate russe e tagike, sullo sfondo dell’avanzata dei talebani nel Nord dell’Afghanistan.

A riportare la notizia è stata l’agenzia di stampa russa Interfax, la quale ha specificato che le manovre militari coinvolgeranno circa un migliaio di militari russi presso la 201° base di Mosca nel Tagikistan. Inoltre, nelle basi di addestramento di Lyaur e Sambuli, nel Paese Centroasiatico, i militari hanno schierato sul campo posti di comando, i quali saranno accompagnati da aerei da guerra dell’Aviazione dei due Paesi. Secondo quanto reso noto, le operazioni militari termineranno il 18 luglio.

Nel frattempo, il medesimo mercoledì, Mosca ha annunciato un nuovo progetto per la costruzione di un avamposto di frontiera in Tagikistan, al confine con l’Afghanistan.  A fornire maggiori dettagli sulla questione è stato l’inviato speciale russo per l’Afghanistan, Zamir Kabulov, il quale ha rilasciato un’intervista all’agenzia di stampa russa RIA Novosti. Nello specifico, l’asse Mosca-Dushanbe prevede di sottoscrivere un accordo per la costruzione del distretto, dove la Russia svolgerebbe il ruolo di principale finanziatore dell’opera infrastrutturale. Analoghe dichiarazioni erano state rilasciate dal ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, nel mese di maggio, in occasione di una visita di alto livello nella capitale tagika.

In precedenza, il primo luglio, il rappresentante della Camera Bassa del Parlamento russo, Vladimir Shamanov, che Mosca, nel quadro dei suoi obblighi derivanti dall’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO), intendeva fornire al Tagikistan l’assistenza militare necessaria nel caso in cui si registri un aumento della minaccia terroristica del gruppo dei talebani al confine con il Tagikistan. Shamanov ha dunque ricordato la posizione della Russia in merito alla situazione in Afghanistan, sottolineando che sia il Ministero della Difesa della Federazione sia il capo del Cremlino, Vladimir Putin, hanno dichiarato di voler attivare i fondi necessari per rafforzare la 201° Divisione militare russa in Tagikistan.

Si tratta di una base militare terrestre situata a Dushanbe dai tempi dell’Unione Sovietica. Nel 2001, la Divisione era stata dispiegata al confine con l’Afghanistan, dopo che i talebani avevano tentato di attraversare il confine afghano-tagiko. Nell’ottobre 2012, è stato firmato un accordo che estende, fino al 2042, il periodo di stazionamento della base militare russa in Tagikistan.

Per quanto riguarda la situazione transfrontaliera con il Tagikistan, il 5 luglio, l’ufficio stampa del Comitato per la Sicurezza Nazionale di Dushanbe ha annunciato che circa 1.037 militari afghani si erano ritirati nei territori tagiki per sfuggire alla violenta marcia verso Nord dei talebani. A seguito di tale epilogo, il presidente del Tagikistan, Emomali Rakhmon, ha ordinato la mobilitazione di 20.000 soldati per rafforzare il confine con l’Afghanistan e ha richiesto il sostegno degli Stati membri dell’Organizzazione del Trattato di Sicurezza Collettiva (CSTO), un’alleanza militare difensiva fondata nel 1992 per difendere i Paesi dell’ex Unione Sovietica. In risposta, la Russia si è resa disponibile a dispiegare le proprie forze militari qualora la situazione si aggravasse.

Gli ultimi sviluppi si collocano nel quadro della rapida ascesa dei talebani in Afghanistan.  Fonti militari di Kabul hanno riferito, la sera di giovedì 8 luglio, che i talebani hanno preso il controllo di Islam Qala, un importante distretto nell’Afghanistan Occidentale, confinante con il vicino Iran. Il giorno precedente, ad essere teatro degli scontri inter-afghani era stata la città di Qala-e-New. Il 7 luglio, i miliziani erano riusciti a prendere il controllo dell’ufficio provinciale della Direzione Nazionale della Sicurezza (NDS) e del quartier generale della polizia. L’altra sede presa di mira, senza successo, era stato l’ufficio del governatore Shams. Prima di respingere l’avanzata nemica attraverso una serie di attacchi terra-aria, fonti locali avevano dichiarato che la città, per un breve lasso di tempo, “era caduta nelle mani dei talebani”.

La violenta marcia dei talebani verso il Nord dell’Afghanistan continua, obbligando civili ad abbandonare il Paese e militari filo-governativi a fuggire in Tagikistan e Uzbekistan. Gli episodi dell’8 e 9 luglio si collocano nel quadro di una grave escalation che si è intensificata da quando è stato annunciato il graduale ritiro delle truppe statunitensi, che si concluderà l’11 settembre.

È da decenni che l’Afghanistan è caratterizzato da una profonda instabilità politica. Il gruppo dei talebani, di matrice fondamentalista islamica, è stato dapprima impegnato nella lotta antisovietica in Afghanistan. L’intervento degli Stati Uniti, nel 2001, e il successivo sostegno offerto dalla NATO con la missione International Security and Assistance Force (ISAF), dell’agosto 2003, ha rovesciato il regime teocratico che era stato imposto nel Paese Asiatico tra il 1995 e il 1996. Tuttavia, il gruppo ha continuato a perseguire attività terroristiche contro le truppe della coalizione internazionale dell’Alleanza Atlantica schierate in Afghanistan, nonché contro le forze governative di Kabul. Nel corso degli anni, i talebani hanno ciclicamente perso e riconquistato terreno, complice anche l’avanzata dell’organizzazione terroristica dello Stato Islamico (IS). Il 12 settembre 2020, nella capitale del Qatar, sono stati avviati i colloqui di pace tra il governo afghano e i talebani.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.