Israele-Emirati Arabi Uniti: apre l’ambasciata a Tel Aviv, primo accordo nel settore agricolo

Pubblicato il 14 luglio 2021 alle 11:36 in Emirati Arabi Uniti Israele

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Gli Emirati Arabi Uniti (UAE) hanno inaugurato, mercoledì 14 luglio, la propria ambasciata in Israele, nella città di Tel Aviv. Alla cerimonia era presente anche il presidente israeliano neoeletto, Isaac Herzog, e l’ambasciatore emiratino, Mohamed al-Khaja.

La sede della rappresentanza diplomatica degli UAE si trova nell’edificio della Borsa di Tel Aviv. La sua apertura fa seguito a quanto avvenuto il 29 giugno scorso, quando la visita “storica” del ministro degli Esteri israeliano, Yair Lapid, negli Emirati Arabi Uniti è stata occasione per inaugurare l’ambasciata di Israele ad Abu Dhabi, la prima in un Paese del Golfo. Ora, il 14 luglio, è stato il turno di Israele. “Vedere la bandiera emiratina a Tel Aviv era un sogno lontano solo un anno fa, mentre ora appare normale”, ha affermato Herzog, aggiungendo: “Abbiamo reso possibile l’impossibile”. Herzog, il cui mandato come presidente ha avuto inizio il 7 luglio, ha poi ringraziato l’ex premier Benjamin Netanyahu e il principe ereditario degli UAE, Mohammad bin Zayed, per aver guidato il processo di normalizzazione delle relazioni e ha fatto accenno alla possibilità di ulteriori accordi di pace regionali nel breve periodo.

Da parte sua, l’ambasciatore al-Khaja ha definito l’inaugurazione dell’ambasciata a Tel Aviv una pietra miliare rilevante nello sviluppo delle relazioni tra Israele e gli UAE. Tuttavia, a detta del rappresentante emiratino, si tratta solo dell’inizio. Inoltre, è stato evidenziato come dalla sigla degli accordi di Abramo, firmati il 15 settembre 2020 alla Casa Bianca, siano state avviate diverse trattative in ambito commerciale, create opportunità di investimento e avviate collaborazioni tra ospedali e università. “L’ambasciata non sarà solo una casa per i diplomatici, ma una base per la nostra missione continua”, ha poi affermato al-Khaja, dichiarando di voler continuare a costruire sulla base del nuovo partenariato, alla ricerca del dialogo e non di conflitti, al fine di creare un “nuovo paradigma di pace” che possa essere un esempio di collaborazione nella risoluzione delle tensioni in Medio Oriente. “Speriamo di continuare a lavorare per rendere gli accordi di Abramo una realtà”, ha infine dichiarato l’ambasciatore.

In generale, da settembre 2020, sono diversi i progressi registrati a livello diplomatico ed economico tra i due Paesi. In tale quadro si inserisce l’accordo siglato da Lapid e il suo omologo emiratino, Sheikh Abdullah bin Zayed al-Nahyan, durante i colloqui del 29 giugno, in materia di cooperazione economica e commerciale. Poi, il 13 luglio, Israele e gli UAE hanno siglato il primo accordo relativo al settore agricolo. In particolare, il ministro dell’Agricoltura israeliano, Oded Forer, e il ministro della sicurezza alimentare e idrica degli Emirati Arabi Uniti, Mariam al-Muhairi, hanno firmato un’intesa che consentirà alle parti di cooperare nell’ambito della ricerca e dell’innovazione nel settore agricolo, oltre che in materia di commercio e sicurezza alimentare.

Tra le iniziative previste, vi sono lo sviluppo di prodotti da poter coltivare in aree desertiche e piani per la gestione delle risorse idriche. “Gli Emirati Arabi Uniti e Israele condividono molte sfide quando si tratta di sicurezza alimentare e stiamo collaborando per trovare soluzioni innovative e fattibili”, ha affermato al-Muhairi durante la cerimonia. Dall’altro lato, Forer ha dichiarato che l’accordo del 13 luglio rappresenta “una grande opportunità di cooperazione tra i due Paesi”, considerato che l’agricoltura svolge un ruolo fondamentale per fornire cibo fresco ai cittadini. “Abbiamo gettato i semi per molti progetti futuri”, ha poi dichiarato il ministro israeliano, senza, però, specificare ulteriori dettagli.

Si stima che gli scambi commerciali tra Israele e UAE abbiano raggiunto un valore di oltre 354 milioni di dollari. Alcune delle intese siglate nell’ultimo anno tra i due Paesi riguardano anche l’ambito energetico. In tale quadro, il 20 ottobre 2020, la società di gasdotti israeliana Eilat Ashkelon Pipeline Company (EAPC) aveva dichiarato di aver firmato un accordo preliminare per favorire il trasporto di petrolio dagli Emirati Arabi Uniti all’Europa, attraverso un gasdotto che collega la città di Elat, sul Mar Rosso, e il porto di Ascalona, situato sulla costa mediterranea. 

Oltre agli Emirati Arabi Uniti, anche il Bahrein, il Marocco, il Sudan e il Bhutan hanno raggiunto accordi di normalizzazione con Tel Aviv, riconoscendo, in tal modo, la sovranità dello Stato di Israele. Il primo ad aver agito in tal senso era stato l’Egitto, nel 1979, e poi la Giordania, nel 1994. Per gli UAE, la decisione di normalizzare le relazioni con Israele ha “infranto la barriera psicologica” e rappresenta “la via da seguire” per portare la pace nella regione mediorientale. 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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