Iraq, incendio a Nassiriya: aumenta il numero di vittime, e la rabbia della popolazione

Pubblicato il 14 luglio 2021 alle 8:28 in Iraq Medio Oriente

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Secondo le ultime cifre fornite dalle autorità sanitarie del governatorato meridionale di Dhi Qar, l’incendio che, il 12 luglio, ha colpito un ospedale Covid di Nassiriya ha provocato almeno 92 morti e 110 feriti. Nel frattempo, centinaia di iracheni sono scese in piazza per protestare contro la negligenza della classe politica al potere e il perdurante deterioramento dei servizi.

L’episodio risale alla sera del 12 luglio, quando un vasto incendio ha colpito il Covid Hospital “Imam al-Hussein”, situato nella città di Nassiriya, nel Sud dell’Iraq. Secondo i risultati delle prime indagini, l’incendio è stato provocato dall’esplosione di una bombola di ossigeno, a sua volta derivante da un cablaggio difettoso. La Protezione Civile di Dhi Qar non ha escluso la presenza di cadaveri ancora intrappolati sotto le macerie, mentre ha riferito che, poco prima che divampasse l’incendio, era stato lanciato un allarme circa una fuga di ossigeno all’interno dell’ospedale. In un primo momento, la Security Media Cell, citando il Ministero dell’Interno iracheno, aveva affermato che l’incendio è scoppiato all’interno di 20 “caravan”, costruiti con “pannelli sandwich”, a loro volta composti da materiale altamente infiammabile. Tali pannelli, fatti di materiale isolante e strati di ferro o alluminio, sono funzionali a isolare pazienti affetti da Covid-19.

Ad ogni modo, il governo di Baghdad, su ordine del primo ministro Mustafa al-Kadhimi, ha avviato indagini a tempo indeterminato. Inoltre, dopo la sospensione e l’arresto del direttore sanitario della provincia di Dhi Qar, del direttore dell’ospedale e del capo della protezione civile di Nassiriya, un tribunale della medesima città, la Corte di inchiesta di imparzialità, ha ordinato l’arresto di 13 funzionari del Dipartimento della Sanità del governatorato di Dhi Qar, tra cui il direttore, Saddam al- Taweel. È stato il premier stesso a definire quanto accaduto al Covid Hospital di Nassiriya “una profonda ferita” che ha colpito l’intera popolazione irachena, oltre a un episodio che ha colpito la sicurezza nazionale. Per al-Kadhimi, l’incidente del 12 luglio ha messo in luce i difetti della “struttura amministrativa” irachena, le cui vittime sono i cittadini iracheni. Motivo per cui, vi è una necessità impellente di avviare riforme in tal senso. Parallelamente, il capo di Stato, Barham Salih, ha affermato che alla base della “catastrofe” verificatasi vi sono la “perdurante corruzione” e la “cattiva gestione” dei servizi pubblici, che non tiene conto della vita degli iracheni stessi.

In tale quadro, il 13 luglio, centinaia di abitanti della provincia di Dhi Qar hanno protestato contro negligenza e servizi scadenti. I manifestanti si sono radunati nel centro di Nassiriya, a piazza Haboubi, inneggiando slogan contro la classe politica al potere, considerata corrotta, e chiedendo alle autorità sanitarie di assumersi la responsabilità per quanto accade. Al contempo, i cittadini hanno impedito al personale medico sanitario di accedere agli ospedali e ai centri della città, evidenziando come in questi luoghi manchino le condizioni di sicurezza necessarie.

Quello estinto a Dhi Qar è stato il terzo incendio scoppiato nei territori iracheni in 24 ore. Inoltre, l’incidente non è il primo di tal tipo verificatosi nel Paese. Anche nella notte tra il 24 e il 25 aprile scorso, un incendio presso un ospedale Covid di Baghdad, “Ibn al-Khatib”, ha causato almeno 82 morti e 110 feriti. Anche in tal caso, la popolazione irachena ha espresso la propria rabbia nei confronti di una classe politica negligente e corrotta. A seguito dell’accaduto, al-Kadhimi ha sospeso dalle sue funzioni il ministro della Salute, Hassan al-Tamimi, sottoponendolo a interrogatorio nel corso delle indagini su quello che è stato definito un “crimine”. Non da ultimo, per il presidente iracheno, Barham Salih, l’incendio presso l’ospedale Ibn al-Khatib è stato indice della “distruzione” delle istituzioni statali, a sua volta provocata da corruzione e cattiva gestione, che caratterizzano il Paese da anni. Il sistema sanitario iracheno è in uno stato di deterioramento a causa di decenni di sanzioni internazionali, guerre e abbandono da parte delle autorità, il che desta preoccupazione soprattutto in un momento in cui l’Iraq deve continuare a far fronte alla pandemia di Covid-19.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.