Immigrazione, il bilancio dei primi 6 mesi del 2021: aumentano i morti e le partenze

Pubblicato il 14 luglio 2021 alle 10:31 in Europa Immigrazione

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Il numero di attraversamenti illegali alle frontiere esterne dell’Europa, nei primi sei mesi del 2021, ha superato quota 61.000, il 59% in più rispetto al totale di un anno fa, secondo le stime dell’agenzia europea Frontex. Nel suo ultimo rapporto, pubblicato martedì 13 luglio, quest’ultima ha calcolato che, nel solo mese di giugno, circa 11.150 persone hanno tentato di attraversare in maniera irregolare i confini dell’UE, il 69% in più rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Il divario tiene conto delle restrizioni messe in atto un anno fa, a causa della pandemia di Covid-19. 

L’aumento più significativo si è verificato lungo la rotta del Mediterraneo centrale, con una ripresa delle partenze soprattutto da Libia e Tunisia. I migranti che hanno attraversato questa rotta, nel mese di giugno, sono stati circa 4.700, il doppio rispetto ad un anno fa. Tunisini e bengalesi sono le due nazionalità più frequenti rilevate quest’anno lungo la tratta centrale del Mediterraneo. 

Nella rotta verso la Spagna, attraverso il Mediterraneo occidentale, Frontex ha registrato circa 870 rilevamenti nel mese di giugno, in linea con il bilancio dello scorso anno. Dopo il forte aumento di maggio, dovuto alla crisi diplomatica tra Madrid e Rabat e ai fatti di Ceuta, l’enclave spagnola in Marocco, il numero totale di traversate, nei primi sei mesi di quest’anno, è stato di circa 5.800 persone, il 27% in più rispetto allo stesso periodo del 2020. I cittadini algerini hanno rappresentato oltre il 60% di tutti gli arrivi su questa rotta, seguiti dai migranti di nazionalità marocchina.

Sulla rotta del Mediterraneo orientale, a giugno, sono stati rilevati quasi 1100 attraversamenti illegali alle frontiere europee, portando il totale della prima metà dell’anno a quota 7.340, il 40% in meno rispetto allo scorso anno. I cittadini di Siria e Turchia hanno rappresentato i gruppi maggiormente rilevati. 

La rotta dell’Africa occidentale ha assistito quest’anno, finora, ad un totale di circa 6.600 tentativi irregolari di passaggio delle frontiere, in netto aumento rispetto ai 2.700 attraversamenti registrati nel 2020. La maggior parte dei cittadini continua a provenire dai Paesi dell’Africa subsahariana. A giugno, circa 1.080 persone sono state rilevate su questa rotta.

Secondo quanto reso noto, il 13 luglio, dall’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (IOM), il numero di migranti morti in mare nel tentativo di raggiungere l’Europa è più che raddoppiato quest’anno. Stando alle statistiche pubblicate in un nuovo rapporto, almeno 1.146 persone sono morte in mare nel tentativo di raggiungere l’Europa nella prima metà del 2021. Lo scorso anno, 513 migranti avevano perso la vita nello stesso periodo. Nel 2019, erano stati 674. La maggior parte delle morti è stata registrata nel Mediterraneo (896), con un aumento del 130% rispetto allo stesso periodo del 2020. Quella del Mediterraneo centrale si è riconfermata la rotta più pericolosa al mondo, con 741 decessi finora. Segue il Mediterraneo orientale, con 149 morti registrate. Sei migranti hanno invece perso la vita cercando di raggiungere la Grecia via mare dalla Turchia. Gli altri 250 decessi rilevati dall’IOM nella prima metà del 2021 si sono verificati nella tratta verso le Isole Canarie, nell’Oceano Atlantico.

Considerati gli ultimi dati, l’IOM ha chiesto agli Stati di prendere provvedimenti urgenti. “L’Organizzazione ribadisce la richiesta di adottare misure urgenti e proattive per ridurre la perdita di vite umane sulle rotte migratorie marittime verso l’Europa e per rispettare gli obblighi previsti dal diritto internazionale”, ha affermato il direttore generale, Antonio Vitorino, in una nota. “Aumentare gli sforzi di ricerca e soccorso, mettere in atto meccanismi di sbarco prevedibili e garantire l’accesso a rotte migratorie sicure e legali sono passi chiave per raggiungere questo obiettivo”, ha aggiunto.

Secondo l’Organizzazione, le cifre registrate sarebbero molto inferiori alla realtà. “Sono centinaia i casi di naufragi invisibili, segnalati da ONG che sono in contatto diretto con chi è a bordo o con le loro famiglie. Questi casi, estremamente difficili da verificare, mostrano che il numero di morti sulle rotte marittime verso l’Europa è molto più alto di quanto indicano i dati disponibili”, ha sottolineato l’IOM.

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Chiara Gentili

 

di Redazione

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