Giordania: accordi con la Banca Mondiale per finanziamenti da 853,75 milioni di dollari

Pubblicato il 14 luglio 2021 alle 15:52 in Giordania Medio Oriente

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Il governo della Giordania ha raggiunto tre accordi con la Banca mondiale, la quale si è impegnata a finanziare una serie di progetti “prioritari”, per un valore complessivo di 853,75 milioni di dollari.

La notizia è giunta il 13 luglio, con riferimento alle intese siglate dal ministro della Pianificazione e della cooperazione internazionale, Nasser al-Shraideh, e dal Direttore regionale del Dipartimento dei Paesi del Mashreq presso il gruppo della Banca mondiale, Saroj Kumar Jha, alla presenza del rappresentante residente della Banca mondiale in Giordania, Holly Welborn Benner. L’obiettivo dei finanziamenti è sostenere gli sforzi del governo di Amman profusi nell’ambito della protezione sociale, consentendo la realizzazione di riforme economiche e piani di ripresa, e supportare quei programmi che mirano ad aumentare le opportunità lavorative, soprattutto nel settore privato, e a sviluppare condizioni favorevoli ad affari e investimenti. È stato il ministro al-Shraideh a sottolineare che i finanziamenti della Banca mondiale mirano altresì ad aiutare la Giordania a mitigare le ripercussioni negative della pandemia di Covid-19, sostenendo i settori economici e stimolandone la crescita.

Il primo accordo prevede un finanziamento aggiuntivo di 290 milioni di dollari al piano già finanziato allo scoppio della pandemia. Tra le misure di protezione sociale dell’esecutivo giordano che la Banca mondiale si è impegnata a sostenere vi è il programma di aiuti mensili del Fondo nazionale di aiuti, dal valore di 100 milioni di dinari per il 2021, e il programma di sostenibilità dal costo di 115 milioni. Con tali iniziative, Amman mira a fornire supporto alle famiglie più bisognose, ulteriormente colpite dagli effetti della pandemia. Tra queste, quelle degli impiegati nel lavoro informale.

Il secondo finanziamento della Banca mondiale ammonta a circa 64 milioni di dollari e mira a supportare la Giordania nell’acquisto di vaccini anti-Covid. Un altro contributo, pari a 14 milioni di dollari, verrà fornito dal Global Concessional Financing Facility, mentre altri 50 milioni di dollari verranno forniti dalla Banca mondiale sottoforma di prestito agevolato. Il terzo contratto firmato il 13 luglio, invece, ammonta a 500 milioni di dollari. Tale cifra verrà stanziata nell’arco di cinque anni, con l’obiettivo di stimolare gli investimenti pubblici e privati in Giordania e favorire la ripresa del Paese mediorientale. In tal modo, la Banca mondiale desidera aiutare Amman ad accelerare la ripresa economica e a creare maggiori opportunità di lavoro, beneficiando del proprio potenziale, anche nell’ambito della “crescita verde”. Anche l’Asian Infrastructure Investment Bank sta preparando un finanziamento aggiuntivo di 250 milioni di dollari per sostenere il medesimo programma. I finanziamenti della Banca mondiale saranno soggetti al rispetto, da parte dell’esecutivo giordano, di una serie di “indicatori di riforma”, relativi al miglioramento dell’ambiente imprenditoriale, alla crescita economica e alla lotta ai cambiamenti climatici.

Circa il quadro economico giordano, il Parlamento del Regno ha approvato un bilancio, per il 2021, pari a 9.9 miliardi di dinari, corrispondenti a circa 14 miliardi di dollari, che mira a preservare “prudenza fiscale” e a garantire stabilità, nonostante un debito pubblico pari a 45 miliardi di dollari, una cifra record per Amman. Come affermato dal ministro delle Finanze, al momento della presentazione del bilancio in Parlamento, l’emergenza sanitaria e le sue conseguenze hanno ridotto al minimo la crescita del Regno hashemita, e il bilancio è risultato essere il più difficile della storia del Paese. A detta del ministro, accanto a una contrazione economica prevista al 3% per il 2021, i tassi di inflazione potrebbero salire in modo “sano e ragionevole”, con una percentuale pari a circa l’1,3%, mentre ci si aspetta un aumento del 6,5% delle esportazioni. Secondo le statistiche ufficiali, il tasso di disoccupazione in Giordania è salito al 23,9% nel terzo trimestre del 2020, a causa delle ripercussioni della pandemia di Coronavirus. Il tasso di povertà, invece, ha superato il 15% e si prevede salirà ulteriormente.

Come riportato dalla Banca Mondiale, l’economia giordana potrebbe crescere dell’1,8% nel 2021 e del 2% nel 2022. Ad ogni modo, il Paese attualmente risente delle circostanze vissute nell’ultimo anno. Il blocco causato dalle misure anti-Covid ha paralizzato le imprese e ha ridotto le entrate di decine di milioni di dollari, provocando la contrazione economica più acuta degli ultimi venti anni. Ad essere stato colpito è stato altresì il settore turistico. Tuttavia, secondo funzionari giordani, l’impegno di Amman nell’attuare le riforme del Fondo Monetario Internazionale e la fiducia mostrata dagli investitori, alla luce di prospettive future migliori, ha aiutato il Paese a mantenere stabili i rating sovrani in un momento in cui altri mercati emergenti sono stati declassati. 

 

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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