Corea del Nord: allarme per la sicurezza alimentare e non solo

Pubblicato il 14 luglio 2021 alle 18:31 in Asia Corea del Nord

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Il rappresentante permanente della Corea del Nord alle Nazioni Unite, il 13 luglio, ha affermato che il Paese sta affrontando problemi dovuti ad una produzione alimentare insufficiente e a carenza di medicinali necessari, compresi i vaccini contro il coronavirus.

Le dichiarazioni sono arrivate all’interno della Revisione nazionale volontaria (VNR) inviata all’Onu per la prima volta da Pyongyang, in occasione del Forum politico di alto livello delle Nazioni Unite sullo sviluppo sostenibile (HLPF). La relazione è stata presentata a nome del vice primo ministro Nord-coreano e presidente della Commissione nazionale per la pianificazione. Dal documento si evince che il piano per la produzione cerealicola nel Paese, da 7 milioni di tonnellate annue, non è stato rispettato e, nel 2018, la produzione totale è stata di 4,95 milioni di tonnellate, toccando il valore più basso degli ultimi dieci anni.

Secondo lo World Food Programme delle Nazioni Unite, circa il 40% della popolazione della Corea del Nord non avrebbe cibo a sufficienza e “l’insicurezza alimentare e la malnutrizione sono diffuse”.

Per quanto riguarda l’aspetto sanitario, invece, i principali temi trattati sono stati la mancanza di dati statistici sugli effetti della carenza di acqua e delle problematiche sanitarie sul tasso di mortalità. La Corea del Nord sta affrontando problematiche quali la carenza di personale medico, di tecnologie per la produzione di medicinali di base, di attrezzature mediche e di medicinali necessari. Per quanto riguarda i vaccini per il coronavirus, la fornitura del Paese dipenderebbe quasi esclusivamente dall’Alleanza globale per i vaccini e l’immunizzazione (Gavi).Nella relazione di Pyongyang è poi stato affermato che, la siccità che aveva colpito il Paese nel 2016 ha influito sulla produzione energetica che è, ad oggi, in diminuzione. Al momento, il tasso di utilizzo di energie pulite si attesta al 10,3%. La carenza di energia e materie prime ha limitato lo sviluppo dell’industria manifatturiera.

In termini di relazioni internazionali, la relazione di Pyongyang ha sottolineato che sotto l’egida dell’indipendenza, della pace e dell’amicizia, la Corea del Nord svilupperà “relazioni amichevoli e cooperative con tutti i paesi amici e migliorerà la cooperazione Sud-Sud”. Nella relazione è stato poi sottolineato che le “continue sanzioni e blocchi, le catastrofi naturali e le crisi sanitarie sono ostacoli alla crescita economica della Corea del Nord”.

La Corea del Nord è soggetta a sanzioni Onu dal 2006, approvate con 9 risoluzioni, a causa dei suoi programmi missilistici balistici e nucleari. Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha così cercato di tagliare le risorse per finanziare i progetti nucleari del Paese, limitando le importazioni e le esportazioni in numerosi settori, come, ad esempio, quello del petrolio. Tuttavia, in più occasioni il Paese avrebbe violato tali disposizioni e avrebbe portato avanti i propri programmi.

Lo scorso 5 gennaio, in occasione del congresso del Partito dei Lavoratori di Corea (WPK), il leader della Corea del Nord, Kim Jong Un, aveva affermato che il piano economico quinquennale del 2016 non era riuscito a raggiungere gli obiettivi prefissati in quasi la totalità dei settori previsti e avevaa dichiarato di aver appreso “dolorose lezioni dall’esperienza”. Dal 2016, Kim ha cercato di accelerare la crescita economica e potenziare la fornitura elettrica nel Paese.

Prima del 13 luglio, più agenzie dell’Onu avevano parlato di carenze alimentari ed energetiche croniche. Tale situazione sarebbe stata esacerbata nel 2020 all’arrivo di gravi alluvioni e dalla diffusione della pandemia di coronavirus.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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