Venezuela: membro dell’opposizione arrestato per “terrorismo” e “cospirazione”

Pubblicato il 13 luglio 2021 alle 11:08 in America Latina Venezuela

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I pubblici ministeri venezuelani hanno annunciato che accuseranno di “terrorismo” e “tradimento” Freddy Guevara, un politico di spicco dell’opposizione, dopo che gli agenti del Servizio di intelligence nazionale lo hanno prelevato dalla sua auto, su un’autostrada di Caracas, e arrestato. 

In una dichiarazione rilasciata lunedì 12 luglio, il procuratore generale Tarek Saab ha affermato che Guevara avrebbe “legami con gruppi estremisti e paramilitari associati al governo colombiano”. “Sarà accusato di crimini di terrorismo, attacchi contro l’ordine costituzionale, cospirazione finalizzata a commettere reati e tradimento”, si legge nella nota. L’uomo, uno stretto alleato del leader dell’opposizione Juan Guaido, ha detto, tramite social media, poco prima di essere arrestato: “Saluti alla mia famiglia, mi dispiace molto che stiate attraversando questa sofferenza, spero che sia breve”. Un portavoce dell’ufficio di Guaido ha affermato che Guevara sarebbe stato portato nella prigione Helicoide dei servizi di intelligence, a Caracas. Il venezuelano era stato graziato meno di un anno fa dopo che, nel 2017, era stato accusato di istigazione alla violenza. 

In una dichiarazione separata, sempre nella giornata di lunedì, Guaido ha riferito che alcuni uomini armati non identificati lo avrebbero minacciato di arresto mentre cercava di lasciare il suo appartamento nel tentativo di aiutare Guevara. I video diffusi dal suo ufficio mostrano almeno due persone, con giubbotti antiproiettile e passamontagna, nel seminterrato dell’edificio di Guaido che si avvicinano alla sua auto e puntano contro di lui fucili d’assalto. Uno degli uomini apre la portiera del conducente e spinge l’autista a terra. Altri, che nel video non si vedono, avrebbero indossato cappelli con la scritta DIE, l’acronimo spagnolo che identifica l’unità di polizia della Direzione dell’intelligence e della strategia.

I giornalisti sono arrivati fuori dalla residenza del leader dell’opposizione, nella parte orientale di Caracas, pochi minuti dopo che sua moglie, Fabiana Rosales, aveva twittato la notizia del tentativo di arresto. I vicini si erano radunati in strada urlando “Dittatura!”. Poco dopo, un camion Toyota grigio è uscito di corsa dal garage del seminterrato, lasciando il complesso residenziale. Guaido, uscito qualche minuto più tardi, ha riferito ai giornalisti, riuniti fuori dall’edificio, che gli uomini se ne erano andati ma che non era chiaro a quale ramo delle forze di sicurezza appartenessero. “Ci hanno intercettato e ci hanno puntato le armi contro, nel seminterrato”, ha detto l’oppositore. Il Ministero dell’Informazione venezuelano non ha ancora risposto alle richieste di commento.

I fatti di lunedì si sono verificati mentre il governo e l’opposizione del Venezuela si stanno preparando ai negoziati, previsti per il prossimo mese in Messico, con la mediazione della Norvegia. I colloqui mirano a risolvere la profonda crisi politica del Paese sudamericano. Il presidente Nicolas Maduro, in un’apparizione televisiva, ha confermato i piani di negoziazione, ma ha sottolineato che l’opposizione dovrebbe rinunciare alla violenza prima dei colloqui. Senza nominare Guevara o Guaido, Maduro ha dichiarato di possedere prove che dimostrano come alcuni attori starebbero tramando colpi di stato. I pubblici ministeri, ha specificato il presidente, stanno agendo sulla base di tali prove. “Sono d’accordo con il tavolo Messico e Norvegia, ma ci devono essere le condizioni, ci deve essere una rinuncia espressa alle pratiche violente”, ha affermato Maduro.

Il governo venezuelano ha collegato Guevara e il suo mentore politico, Leopoldo Lopez, ora esiliato in Spagna, ai violenti scontri che, dal 7 luglio, hanno interessato il quartiere Sud-occidentale di Cota 905, a Caracas, provocando la morte di almeno 26 persone. “Vogliono travestirsi da democratici, ma si alleano con i criminali”, ha detto Maduro, senza menzionare direttamente il caso di Guevara. “Alcuni di questi attori li abbiamo graziati per cause precedenti, ma quando vengono perdonati si uniscono immediatamente alla ricerca di criminali, pagando i gruppi violenti e preparando omicidi”, ha aggiunto. 

Gli USA hanno denunciato le azioni contro Guevara e Guaido. “Condanniamo fermamente l’arresto del deputato venezuelano Freddy Guevara e le minacce contro il presidente ad interim Juan Guaido, in Venezuela”, ha scritto su Twitter Julie Chung, assistente segretario ad interim dell’Ufficio per gli affari dell’emisfero occidentale del Dipartimento di Stato USA. Chung ha poi esortato la comunità internazionale ad unirsi nella condanna e ha chiesto il rilascio di tutti i prigionieri politici. L’opposizione venezuelana, sostenuta dagli Stati Uniti, etichetta Maduro come un dittatore, sostenendo che abbia truccato la sua rielezione, il 20 maggio del 2018, e che utilizzi il sistema giudiziario per soffocare il dissenso. Tuttavia, il presidente, che conserva il sostegno dei militari, nega che le elezioni siano state truccate e accusa Guaido di aver cospirato con gli Stati Uniti per rimuoverlo dalla carica con un colpo di stato.

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Chiara Gentili

di Redazione

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