Singapore: le prospettive del settore dei semiconduttori

Pubblicato il 13 luglio 2021 alle 20:47 in Asia Singapore

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il produttore di semiconduttori statunitense GlobalFoundries ha annunciato che investirà 4 miliardi per ampliare le proprie strutture di produzione dei chip a Singapore che è previsto entreranno in funzione nel 2023. Come riferito da The Diplomat il 13 luglio, l’annuncio segnalerebbe un processo di diversificazione delle catene di approvvigionamento globali nel contesto di una crescente competizione tra Cina e USA.

Il CEO di GlobalFoundries, Tom Caulfield, ha annunciato la decisione del gruppo sottolineando che il 70% della produzione nel settore in cui opera l’azienda avviene a Taiwan ad opera di una sola azienda, ovvero TSCM che è tra i principali fornitori di Apple e di altri grandi marchi globali. Questo, secondo Caulfield, porrebbe gravi rischi per l’economia mondiale. Secondo The Diplomat, fattori quali la pandemia di coronavirus, una posizione geopolitica sempre più aggressiva della Cina e la guerra commerciale sino-statunitense avrebbero evidenziato aspetti delle catene di approvvigionamento globali a cui non era stata dedicata sufficiente attenzione.

Singapore è da tempo una destinazione apprezzata per gli investimenti nella produzione ad alto valore aggiunto, grazie al suo contesto fiscale e normativo favorevole e ad un pool di lavoratori competenti e altamente qualificati. In passato, anche Singapore era tra i luoghi di destinazione degli investimenti nel settore dei semiconduttori e, nel 1987, vi era stata fondata la Charted Semiconductorche tra i propri finanziatori aveva ST Engineering, un conglomerato high-tech posseduto in maggioranza dal fondo sovrano Temasek Holdings. Chartered Semiconductor avrebbe dovuto contribuire a trasformare Singapore in un centro di produzione globale per semiconduttori e componenti per computer. In un primo momento, tale settore aveva registrato successo, tant’è vero che, nel 2000, a Singapore erano stati realizzati prodotti informatici, elettronici e ottici per un valore di 84 miliardi di dollari, inclusi i semiconduttori. Tale dato aveva rappresentato il 52,7% di tutta la produzione manifatturiera in quell’anno.

In seguito alla bolla speculativa sviluppatasi tra il 1997 e il 2000 e nota come Bolla delle Dot-com il settore dei semiconduttori a Singapore era entrato in una fase di declino. Nel 2009, Chartered Semiconductor era stata venduta alla società emiratina Advanced Technology Investment Company di Abu Dhabi per 1,8 miliardi di dollari in contanti. Tra le difficoltà allora evidenziate da ricerche citate da The Diplomat vi sarebbe stata la concorrenza taiwanese. Advanced Technology Investment Company è la società madre di GlobalFoundries e questo aveva fatto sì che il produttore di chip stabilisse per la prima volta una presenza a Singapore.

Dal 2014, l’industria manifatturiera dei componenti elettronici e informatici è tornato a crescere a Singapore. In tale anno, il settore era tornato a produrre beni per un valore di 84 miliardi di dollari che avevano però rappresentato il 28,96 della produzione totale nel Paese. Il settore ha continuato a crescere e, nel 2018, i produttori di Singapore hanno prodotto computer e componenti elettroniche per un valore di 139,6 miliardi di dollari e nel 2020 il settore ha rappresentato il 46,3% della produzione totale.

The Diplomat ha sottolineato la necessità dal punto di vista geopolitico di diversificare le catene di approvvigionamento in settori chiave.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.