Russia: l’approccio della NATO nelle relazioni transatlantiche è “fallimentare”

Pubblicato il 13 luglio 2021 alle 12:17 in NATO Russia

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Il viceministro degli Esteri della Federazione Russa, Sergey Ryabkov, martedì 13 luglio, ha definito “fallimentare” l’approccio che la NATO continua ad adottare nei confronti della Russia. Ryabkov ha poi accusato i Paesi occidentali di non percepire Mosca come un partner “alla pari”. Di analogo avviso si è detto il vicepresidente della Commissione per gli Affari Esteri del Consiglio della Federazione, Vladimir Dzhabarov, il quale ha sottolineato la criticità dei rapporti tra Russia e l’Alleanza Atlantica, affermando però che vi è ancora speranza per rilanciare il dialogo. Anche l’Alleanza, dal canto suo, ha più volte proposto al Cremlino di indire un vertice nel formato del Consiglio NATO-Russia per normalizzare le relazioni transatlantiche.

Nello specifico, il 7 giugno, il segretario generale della NATO, Jens Stoltenberg, aveva proposto un summit nel corso di un’intervista al quotidiano tedesco Welt. A detta di Stoltenberg, le parti dovrebbero avviare una discussione trasparente e incentrata sulle “manovre militari” al fine di evitare “malintesi” che potrebbero, poi, culminare in “un’escalation”. Russia e NATO dovrebbero riunirsi nuovamente, ha ribadito il rappresentante dell’Alleanza, soprattutto perché le relazioni bilaterali, tra il 2020 e il 2021, hanno raggiunto “il punto più basso” dalla fine della Guerra Fredda. Pertanto, ha affermato Stoltenberg, rilanciare il dialogo contribuirebbe a “ridurre le tensioni”.

È importante sottolineare che la Russia e l’Alleanza non si riuniscono nel suddetto Consiglio da 20 mesi. In precedenza, il 16 marzo, la NATO aveva pubblicato il rapporto che, annualmente, viene rilasciato dal segretario generale. All’interno del documento si legge che da febbraio, l’Alleanza ha “ripetutamente invitato la Russia a prendere parte al Consiglio”. Tuttavia, Mosca ha sempre respinto le richieste. Analoghe dichiarazioni erano state rilasciate da Stoltenberg, il 24 marzo, quando aveva ribadito che l’Alleanza avrebbe continuato ad essere favorevole all’organizzazione del Consiglio NATO-Russia, sperando che anche la controparte abbia un atteggiamento altrettanto positivo.

Non si può non fare riferimento ad un altro rapporto che la NATO ha pubblicato il 2 dicembre 2020. L’Alleanza, nel documento, identificava la Russia come la “principale minaccia militare” fino al 2030. È per tale ragione che uno degli obiettivi della NATO è stato il “rafforzamento” della sua capacità di contenere il Paese. Dall’altra parte, Mosca ritiene che l’espansione verso l’Europa Orientale della NATO rappresenti una delle maggiori “minacce” alla sicurezza del Paese. “Dobbiamo partire dal presupposto che l’espansione della NATO, lo sviluppo delle sue infrastrutture militari vicino ai confini russi rappresenta una delle potenziali minacce alla sicurezza del nostro Paese”. Queste le dichiarazioni che, il 3 dicembre 2019, aveva rilasciato il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin.

Il Consiglio NATO-Russia (NRC) è stato istituito, il 28 maggio 2002, in occasione di un vertice tenutosi a Roma ed ha sostituito il Consiglio Congiunto Permanente (PJC). Quest’ultimo era un forum per la consultazione e la cooperazione creato a seguito de “l’Atto istitutivo sulle relazioni reciproche, cooperazione e sicurezza NATO-Russia”, approvato nel 1997. Qualche anno dopo, nel 1999, la Russia si è ritirata dal PJC come segno di protesta contro i bombardamenti della NATO in Jugoslavia. Tuttavia, l’anno successivo, Mosca ha ripreso la cooperazione in sede al PJC. L’NRC è un meccanismo di consultazione e cooperazione volto a prendere decisioni e compiere azioni congiunte. I Paesi membri della NATO e la Russia operano come partner alla pari su un ampio spettro di questioni relative alla sicurezza. Il formato era stato istituito con lo scopo di migliorare le relazioni tra i due blocchi. Secondo quanto dichiarato da Stoltenberg, il Consiglio si è riunito 10 volte dal 2016. Più tardi, a partire dall’estate 2019, non sono più state indette riunioni del NRC perché la Russia non ha risposto positivamente alla richiesta di convocazione del vertice.

Di recente, inoltre, ad acuire ulteriormente le tensioni tra la Russia e la NATO sono state le numerose esercitazioni militari che l’Alleanza ha avviato nei pressi del confine russo. Per Mosca, tali manovre militari rappresentano una minaccia alla propria sicurezza. Le ultime, che si sono concluse il 10 luglio, sono le Sea Breeze 2021, capeggiate da Kiev e da Washington. Sono state avviate il 28 giugno nell’area Nord-Occidentale del Mar Nero e hanno coinvolto oltre 17 Paesi NATO e altri 15 Stati partner dell’Alleanza. Le manovre hanno visto dispiegati circa 32 navi da guerra, 40 aerei e 5.000 soldati. Da parte sua, la Federazione Russa aveva più volte richiesto l’annullamento delle esercitazioni, affermando di non gradire l’ingente presenza militare dell’Alleanza Atlantica nei pressi del confine con il Paese.

Infine, secondo il calendario dell’Alleanza Atlantica, dal 17 al 30 luglio, Stati Uniti, Polonia, Ucraina e Lituania prenderanno parte alle operazioni militari Three Swords 2021, che si terranno presso il Centro Internazionale di Pace e Sicurezza (IPSC) di Yavoriv, non distante dalla città ucraina di Leopoli, a 70 chilometri dal confine con la Polonia. Tali manovre coinvolgeranno circa 1.200 militari e oltre 200 veicoli e attrezzature belliche. È altresì importante sottolineare che le suddette esercitazioni militari sono di natura “difensiva” e sono state concepite per incrementare la sicurezza dell’Europa Centrale e Orientale. Si tratta di una nuova tipologia di manovre militari internazionali, le quali sono state altresì ideate per aumentare il livello di cooperazione militare, nel quadro del Triangolo di Lublino.

  

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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