Russia-Bielorussia: vetrice di alto livello tra i due “Paesi fraterni”

Pubblicato il 13 luglio 2021 alle 16:32 in Bielorussia Russia

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Il presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko, è giunto a San Pietroburgo, martedì 13 luglio, per incontrare la sua controparte russa, Vladimir Putin. I temi principali discussi dai due capi di Stato sono state le sanzioni occidentali, il rafforzamento delle relazioni economiche e il pagamento del debito russo. 

La visita di martedì giunge a seguito della conversazione telefonica che i due presidenti hanno tenuto il primo luglio. È in tale occasione che è stato concordato l’incontro di persona, il quale è da collocare nel quadro di summit che i due Paesi “fraterni” organizzano regolarmente. Lukashenko ha dichiarato che le relazioni economiche e di cooperazione con Mosca hanno permesso a Minsk di affrontare senza difficoltà l’ondata di sanzioni che l’Occidente ha imposto, il 21 giugno. È anche in virtù del forte legame dell’asse Mosca-Minsk, e dei copiosi investimenti che la prima attiva sulla seconda, che la Bielorussia ha dato un forte impulso al proprio settore economico. Grazie a ciò, è anche incrementato l’interscambio bilaterale tra i due Paesi, “nonostante il virus” che “dall’esterno” ha tentato di intaccare i rapporti.  

Nel corso dei colloqui bilaterali, il presidente della Bielorussia ha affermato che il Paese ha tentato di diversificare il commercio estero con altri partner occidentali. Questi ultimi, però, ha continuato Lukashenko, non hanno svolto un ruolo decisivo per l’economia del Paese, soprattutto in riferimento all’Unione Europea e le sanzioni. Tali misure, nello specifico, hanno colpito una società automobilistica bielorussa, la MAZ, e l’impresa automobilistica BELAZ. Tuttavia, ha continuato Lukashenko, il commercio di Bruxelles con queste ultime è, rispettivamente, di 3,3 e 4 milioni di dollari. L’aspetto centrale per Minsk, così come per Mosca, è quello di “garantire la sicurezza dello Stato

La Bielorussia, nonostante le difficoltà, sta facendo del suo meglio per adempiere ai suoi obblighi ed estinguere i debiti che ha contratto con la Federazione, ha affermato Lukashenko. Il presidente ha spiegato che, da un punto di vista economico, Minsk ha sempre affrontato grandi ostacoli, i quali sono stati superati grazie al supporto finanziario della Russia. A sua volta, Putin ha osservato che, nonostante fattori esterni come la pandemia di coronavirus e le sanzioni occidentali, Minsk adempie a tutti i suoi obblighi, ragion per cui è stata definita un “partner affidabile e stabile”.

In tale contesto, è importante ricordare che, nel dicembre 2020, il primo ministro russo, Mikhail Mishustin, ha approvato una direttiva per fornire alla Bielorussia un prestito interstatale da 1 miliardo di dollari, erogato in due tranche, ciascuna da 500 milioni di dollari. Il 30 dicembre 2020, la Bielorussia ha ricevuto la prima parte e, secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa russa TASS, il 2 luglio è stato reso noto che il Paese ha ricevuto la metà restante. Mosca non è stata l’unica a supportare economicamente la Bielorussia. In precedenza, il 16 ottobre 2020, il Paese ha ottenuto 500 milioni di dollari dal Fondo eurasiatico per la stabilizzazione e lo sviluppo, da destinare ad un arco temporale decennale. La Bielorussia, da parte sua, ha spiegato che tali fondi sono stati impiegati nella lotta al coronavirus e per pagare il gas russo. Altrettanto rilevante è il decreto che il presidente del regime ha firmato, il 13 maggio, con lo scopo di attrarre prestiti governativi esterni. Lukashenko ha dunque incaricato il Consiglio dei ministri di collocare titoli di stato per un importo fino a 100 miliardi di rubli in Russia, i quali devono avere una scadenza ad almeno 1.092 giorni. Secondo quanto riferito dalle autorità di Minsk, il collocamento azionario ha lo scopo di finanziare il debito pubblico estero.

Le relazioni diplomatiche tra Mosca e Minsk risalgono al 1996, anno in cui sono stati firmati numerosi accordi dai due Paesi “fraterni”. È importante sottolineare che a sancire l’inizio dei rapporti bilaterali tra i due Paesi è stata la “Comunità di Russia e Bielorussia”, nata a seguito della firma del Trattato congiunto tra i due Paesi, avvenuta il 2 aprile del 1996. Negli oltre due decenni trascorsi dalla sottoscrizione della suddetta intesa, Mosca e Minsk sono riuscite a stabilire meccanismi di integrazione reciprocamente vantaggiosi, rafforzando in modo significativo la cooperazione bilaterale nel settore economico, scientifico e umanitario. Sono in corso progetti comuni per il coordinamento della politica estera e di difesa. Nel campo umanitario, l’obiettivo dell’asse è quello di formare uno spazio unico di migrazione, come sancito il 13 dicembre 2018 dalla firma dell’accordo intergovernativo sul riconoscimento reciproco dei visti e su questioni relative all’ingresso di cittadini stranieri nel territorio dello “Stato dell’Unione”.

Mosca, con una quota del 50% nel commercio mondiale bielorusso, è il principale partner economico di Minsk. La Bielorussia si colloca al quarto posto tra i partner commerciali della Russia. In termini di investimenti russi nell’economia bielorussa, il Cremlino occupa il primo posto. Una componente importante delle relazioni russo-bielorusse sono i legami interregionali, che disvelano il potenziale della cooperazione commerciale, economica e umanitaria. I contatti sono regolarmente mantenuti nel campo dell’istruzione, della scienza e della cultura. Infine, l’esperienza di successo dell’interazione nel quadro dello “Stato dell’Unione” ha contribuito ad incrementare i processi di integrazione nello spazio della Comunità degli Stati Indipendenti (CSI), portando alla formazione dell’Unione doganale, dello spazio economico comune di Russia, Bielorussia e Kazakistan e poi l’Unione economica eurasiatica.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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