Nepal: la Corte suprema ripristina il Parlamento e nomina un nuovo premier

Pubblicato il 13 luglio 2021 alle 18:39 in Asia Nepal

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La Corte suprema del Nepal ha ripristinato la Camera dei rappresentanti, il 12 luglio, e ha sostenuto la posizione del leader dell’opposizione,Sher Bahadur Deuba, che ha assunto il ruolo  di nuovo primo ministro.

Con l’ordine emesso il 12 luglio, la Corte suprema ha rimosso dal proprio incarico il premier K.P. Sharma Oli, che stava guidando un governo transitorio incaricato di governare il Paese fino alle elezioni generali previste per il prossimo novembre. Queste ultime erano state indette dalla presidente del Nepal, Bidya Devi Bhandari, lo scorso 22 maggio, quando era stato sciolto il Parlamento per la seconda volta in meno di un anno su richiesta del premier Oli. Tale decisione è stata contestata da una coalizione di partiti dell’opposizione che si sono rivolti alla Corte suprema i quali hanno affermato di disporre di una maggioranza che potrebbe consentir loro di formare un nuovo governo.

Il 12 luglio, la Corte suprema ha poi comunicato che la Camera dei rappresentanti dovrà riunirsi entro una settimana, quando è previsto che il leader dell’opposizione Sher Bahadur Deuba, appartenente al partito Congresso nepalese, richieda un voto di fiducia.

 Oli ha criticato la decisione della Corte suprema ma ha annunciato che lascerà il suo incarico. Alcuni suoi sostenitori hanno organizzato una manifestazione di protesta di fronte alla Corte suprema. I partecipanti hanno avuto scontri con la polizia anti sommossa ma non vi sono stati né feriti, né arrestati. Secondo The Diplomat, è possibile che nel corso della settimana vi saranno altre proteste in quanto Oli ha molti sostenitori nel Paese.

 Il 12 luglio, la Corte suprema ha ripristinato il Parlamento per la seconda volta dopo che lo aveva già fatto lo scorso 23 febbraio dopo che l’aula era stata sciolta il 20 dicembre 2020. In tale occasione, Bhandari aveva sciolto il Parlamento del Paese su richiesta del primo ministro Oli e aveva annunciato che sarebbero state indette elezioni parlamentari dal 30 aprile al 10 maggio 2021. Dopo il primo ripristino del Parlamento, Oli aveva perso un voto di fiducia il 10 maggio scorso.

L’ormai ex premier premier, in carica dal 15 febbraio 2018, aveva richiesto lo scioglimento del corpo legislativo, formato da 275 sedute e dal mandato quinquennale, così da non doversi dimettere in favore di una seconda persona interna alla coalizione di governo, secondo quanto previsto da un’intesa interna alla sua fazione politica, risalente al 2017. In tale anno, in Nepal, due diversi partiti comunisti si erano uniti nel Partito comunista del Nepal (NCP), stringendo un accordo che prevedeva un cambio nella figura del premier dopo due anni e mezzo in carica, ma Oli sarebbe stato finora restio a rispettare tale impegno, creando tensioni interne al partito.  In particolare, lo NCP era nato dall’unione del Partito Comunista del Nepal (Leninisti e Marxisti Unificati) (CPN-UML), guidato dal premier Oli, e del Partito Comunista del Nepal (Centro Maoista) (CPN-MC), con a capo Pushpa Kamal Dahal. Quest’ultimo è il co-presidente dello NCP insieme ad Oli e avrebbe dovuto   prendere il suo posto a metà legislatura.

Il nuovo premier Deuba, invece, ha ricoperto tale ruolo nel 1995, 2001, 2004 e 2017, ma non ha mai governato per un mandato completo. Anche questa volta, Deuba resterà in carica solo fino alle elezioni parlamentari che dovranno essere indette entro il 2022.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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