Giappone, relazione sulla difesa: tra le priorità lo Stretto di Taiwan

Pubblicato il 13 luglio 2021 alle 15:59 in Cina Giappone Taiwan

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il Giappone ha affermato che la sicurezza nello Stretto di Taiwan, minacciata da una crescente pressione militare cinese, è “più importante che mai”, nel libro bianco sulla difesa pubblicato il 13 luglio. La Cina ha chiesto al Giappone di cambiare attitudine e di mostrare rispetto per la sovranità cinese ma anche sincerità di voler mantenere la pace e la stabilità regionali.

Nel libro bianco sulla difesa, Tokyo ha affermato che Pechino ha intensificato le proprie attività militari intorno a Taiwan e che, nel 2020, sono stati 380 gli aerei da guerra cinesi che sono entrati nello spazio aereo a Sud-Ovest dell’isola. Oltre a questo, nella relazione, è stato indicato che navi militari cinesi, compresa una portaerei, hanno attraversato il Canale di Bashi, che connette il Mar Cinese Meridionale e l’Oceano Pacifico, conducendo esercitazioni militari. Alla luce di tale quadro, Tokyo ha affermato che: “Stabilizzare la situazione intorno a Taiwan è importante per la sicurezza del Giappone e la stabilità della comunità internazionale”.

Al ministro della Difesa del Giappone, Nobuo Kishi, è stato chiesto perché la stabilità di Taiwan fosse stata menzionata nel libro bianco sulla difesa. In risposta, Kishi ha affermato che, di fronte all’intensificarsi delle attività militari nel Mar Cinese Orientale e nel Mar Cinese Meridionale, i giapponesi devono prestare maggiore attenzione alle tendenze militari di Stati Uniti e Cina nella regione dell’Indo-Pacifico. Il ministro ha scritto la prefazione al libro bianco affermando che il Giappone collaborerà con Paesi quali Australia, Regno Unito, Canada, Francia, Germania, India, Nuova Zelanda e Stati Uniti, con i quali condivide lo stesso valore per la promozione di un Indo-Pacifico libero e aperto. Kishi ha quindi affermato la propria determinazione a proteggere il proprio Paese e i suoi valori, quali libertà, democrazia, stato di diritto e rispetto per i diritti umani fondamentali.

Nel libro bianco il Giappone ha anche criticato la Cina per i suoi “tentativi unilaterali” di cambiare lo status quo delle isole Senkaku, che la Cina chiama Diaoyu e la cui sovranità è contesa tra le parti. Tokyo ha affermato che, nel 2020, la Guardia costiera cinese è stata avvistata nei pressi delle isole per 111 giorni consecutivi, sottolineando che le azioni cinesi hanno rappresentato una violazione del diritto internazionale. Dal primo febbraio scorso, poi, la Cina ha introdotto una nuova legge che consente la propria Guardia costiera di utilizzare le armi contro imbarcazioni straniere che entrano nelle proprie acque e, nel libero bianco del Giappone, tale legge è stata criticata in quanto non in linea con il diritto internazionale.

Infine, il libro bianco sulla difesa del Giappone comprende una nuova sezione incentrata sulle relazioni USA-Cina in cui è stato affermato che i due Paesi sono impegnati in una “competizione strategica” e che, in futuro, la loro rivalità sarà ancora più evidente in più ambiti. La sezione del libro bianco dedicata a Taiwan è stata inserita in quest’ultimo capitolo e non in quello dedicato alla Cina.

Lo stesso 12 luglio, il portavoce del Ministero degli Esteri della Cina, Zhao Lijian, ha commentato il libro bianco del Giappone affermando che, nell’ultimo periodo, Tokyo ha più volte fatto varie affermazioni sulla Cina, ha interferito nei suoi affari interni e la ha accusata irragionevolmente per normali attività militari e di difesa. Per la Cina, parlare della cosiddetta “minaccia cinese” è estremamente irresponsabile e sbagliato da parte giapponese. Zhao ha poi ricordato che la questione taiwanese riguarda gli affari interni della Cina in quanto l’isola fa parte del proprio territorio e ha ribadito che la Cina non lascerà mai che alcun Paese intervenga nella questione taiwanese in alcun modo, ribadendo che “la Cina deve essere riunificata”. Per Pechino, la completa riunificazione con l’isola porterà benefici alla pace e alla stabilità regionali.

La Cina considera Taiwan parte integrante del territorio nazionale in base al principio “una sola Cina”. Dal 2016, però, l’esecutivo taiwanese è guidato dalla presidente Tsai Ing-wen, a capo del Partito Progressista Democratico (PPD), la quale ha sempre rifiutato di riconoscere il principio “una sola Cina” ed è stata rieletta con un’ampia maggioranza alle ultime elezioni sull’isola l’11 gennaio 2020. Il governo di Pechino, da parte sua, ha più volte affermato di voler risolvere la questione di Taiwan, che rappresenta la sua maggiore problematica dal punto di vista territoriale e diplomatico, e non ha escluso la possibilità di farlo utilizzando la forza. Di recente, vari funzionari del governo giapponese hanno rilasciato più affermazioni sull’importanza della stabilità dello Stretto di Taiwan per la sicurezza del Giappone.

Rispetto alla questione delle isole Diaoyu/Senkaku, Zhao ha ribadito la legittimità delle rivendicazioni cinesi e ha affermato che la cosiddetta “strategia dell’Indo-Pacifico” promuove il confronto di gruppo. Nel Mar Cinese Orientale, in particolare, Pechino e Tokyo hanno una disputa territoriale aperta riguardante un gruppo di isole, chiamate dalla prima Diaoyu e dalla seconda Senkaku. Tali territori, rivendicati anche da Taiwan, sono, al momento, amministrati dal Giappone ma intorno alle loro acque e sui loro cieli sta crescendo la presenza militare di entrambe le parti. In tale contesto, gli Stati Uniti hanno ripetutamente ribadito che in caso di scontro sosterrebbero il Giappone, in base al Trattato di mutua cooperazione e sicurezza concluso tra Tokyo e Washington, il 19 gennaio 1960. L’Articolo 5 di tale documento prevede che, nel caso in cui uno dei due contraenti venisse attaccato all’interno dei territori amministrati dal Giappone, l’altro dovrebbe intervenire.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.