UE, Frontex: intervento urgente in Lettonia a causa dell’immigrazione clandestina lungo il confine con la Bielorussia

Pubblicato il 12 luglio 2021 alle 16:18 in Bielorussia Europa Repubbliche Baltiche

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L’Agenzia europea per il controllo delle frontiere, Frontex, ha annunciato, lunedì 12 luglio, di aver avviato una “missione rapida” lungo i confini della Lettonia con la Bielorussia per contenere il crescente flusso migratorio, diventato ingestibile per le autorità del Paese europeo.

Annunciando la nuova missione europea, Frontex ha accettato la richiesta di assistenza che Riga aveva inviato due giorni prima, il 10 luglio. L’operazione rapida di intervento, secondo quanto riportato dal quotidiano russo RBC, prevede il dispiegamento di specialisti e attrezzature per limitare l’immigrazione illegale. Nell’ultimo periodo, sono circa un centinaio i migranti che, ogni giorno, tentano di attraversare il confine del Paese senza possedere i permessi necessari. Già a partire dal primo luglio Frontex aveva iniziato a supportare le autorità frontaliere lettoni, inviando i primi aiuti. Annunciando l’intervento, il direttore esecutivo dell’Agenzia dell’UE, Fabrice Leggeri, ha definito “preoccupante” la situazione nel Paese, spiegando dettagliatamente l’obiettivo della “missione rapida” dell’UE.  “Rafforzeremo la nostra assistenza e invieremo ulteriori guardie di frontiera, auto di pattuglia e ufficiali specializzati”, questi ultimi, intervistando i migranti “raccoglieranno informazioni sulle reti criminali” che alimentano l’immigrazione illegale, ha sottolineato Leggeri. 

I dati di Frontex hanno rivelato che, dal primo al 7 luglio, le autorità lettoni hanno registrato oltre 800 violazioni per attraversamento di confine illegale. Oltre a ciò, a partire dal primo gennaio 2021, la Lettonia ha posto in stato di fermo un totale di 1.577 migranti, catturati lungo il confine con la Bielorussia. La crescente criticità della situazione ha poi obbligato le autorità di Riga a indire, il 2 luglio, lo stato di emergenza. Se, in precedenza, i migranti erano perlopiù provenienti da Iraq, Siria e Iran; nell’ultimo periodo è incrementato il numero di persone dai Paesi africani. Tra questi, le autorità di Riga hanno menzionato la Repubblica Democratica del Congo, il Gambia, la Guinea, il Mali e il Senegal. In precedenza, il medesimo 10 luglio, Leggeri aveva tenuto un vertice di alto livello con il presidente lettone, Gitanas Nauseda, per discutere della questione. In tale occasione, il rappresentante di Frontex aveva reso noto l’invio di una serie di elicotteri per facilitare le operazioni di pattugliamento. Il giorno successivo, Nauseda, durante una visita ufficiale in Polonia, ha definito i migranti un’arma politica del regime bielorusso.

A partire da gennaio, nel Paese europeo è cresciuto di 20 volte il numero di persone che ha tentato di giungere in Lettonia passando attraverso il confine con la Bielorussia. Il recente incremento è legato alle contromisure adottate dal presidente della Bielorussia, Alexander Lukashenko, a seguito delle sanzioni che l’Unione Europea ha imposto contro il regime di Minsk per il dirottamento del volo Ryanair del 23 maggio. l’episodio aveva portato all’arresto dell’attivista e giornalista Roman Protasevich. Lukashenko aveva dichiarato che la Bielorussia non avrebbe più contribuito ad aiutare l’Unione Europea nella lotta all’immigrazione clandestina a causa dell’interferenza europea in quelli che sarebbero “affari interni” del Paese.

Nel dettaglio, il 21 giugno, Stati Uniti, Canada, Gran Bretagnaseguendo le orme dell’UE, hanno applicato misure restrittive per condannare quanto accaduto il 23 maggio, nonché le continue violazioni dei diritti umani nel Paese. Oltre a colpire il settore petrolifero, del potassio e del tabacco, le sanzioni occidentali hanno anche preso di mira numerosi stretti collaboratori del presidente bielorusso, Alexander Lukashenko, accusati di aver svolto un ruolo chiave nella repressione delle manifestazioni antigovernative pacifiche dell’agosto 2020. “Gli Stati Uniti e i suoi partner non tollereranno più i continui attacchi alla democrazia, nonché l’incessante repressione delle voci indipendenti in Bielorussia”, ha affermato in una nota ufficiale il direttore dell’Ufficio per il Controllo dei beni esteri del Tesoro di Washington, Andrea Gacki. La risposta delle autorità di Minsk non ha tardato ad arrivare. Il giorno successivo, il 22 giugno, la Bielorussia ha definito le misure occidentali una “dichiarazione di guerra economica”. A distanza di pochi giorni, il 28 giugno, il Ministero degli Esteri del Paese ha annunciato nuove contromisure contro l’UE. Tra queste, la sospensione della cooperazione con l’Unione Europea nella lotta all’immigrazione illegale, al contrabbando e al narcotraffico. La Bielorussia si è anche ritirata da numerosi progetti congiunti con l’UE. Tra questi vale la pena menzionale il “Partenariato Orientale”, un programma congiunto proposto su iniziativa europea.

Una delle conseguenze dell’aggravamento delle relazioni bielorusso-europee è stata la frattura anche nei rapporti con Riga. Nello specifico, il 6 luglio, la leader dell’opposizione, Svetlana Tikhanovskaya, nonché ex candidata alle elezioni presidenziali, ha ricevuto lo status diplomatico in Lettonia. “La rappresentanza democratica bielorussa in Lettonia è ufficialmente accreditata”, ha affermato il portavoce del Ministero degli Esteri della repubblica Baltica, Gabrielyus Landsbergis. Secondo il rappresentante del Dipartimento, il riconoscimento della leader dell’opposizione è la continuazione della politica delle autorità lettoni “a sostegno dei rappresentanti del popolo bielorusso e di Tikhanovskaya”. In tal contesto, è importante sottolineare che la dissidente Bielorussia si è rifugiata nella Repubblica Baltica a partire dall’agosto 2020, per sfuggire alla stretta su tutte le forze di opposizione posta da Lukashenko.  In risposta, il medesimo 6 luglio, Minsk ha ridotto al minimo il personale della missione diplomatica di Riga nella capitale bielorussa. Al momento, sono operativi solo tre membri del personale tecnico-amministrativo e un console. Tali misure punitive saranno attive finché la Lettonia non interromperà la politica di “azioni ostili”, ha dichiarato Lukashenko. 

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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