Russia-Sudan: colloqui tra ministri degli Esteri con focus sulla base navale russa

Pubblicato il 12 luglio 2021 alle 18:25 in Russia Sudan

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

La ministra degli Affari Esteri del Sudan, Mariam al-Mahdi, si è recata, lunedì 12 luglio, a Mosca, per incontrare la sua controparte russa, Sergey Lavrov. Sul tavolo la ratifica dell’accordo che permetterà alla Federazione di costruire una base navale nel Paese africano.

A riferire la notizia è stata l’agenzia di stampa russa TASS, il medesimo lunedì. Khartoum, nel corso della conferenza stampa, ha rivelato che l’accordo sarà ratificato nel breve periodo, in conformità alle modalità e alle tempistiche previste dal parlamento del Paese. Da parte sua, Mosca ha assicurato di aver già avviato il processo per ratificare ufficialmente l’intesa. Nello specifico, il primo luglio, il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, ha presentato alla Duma di Stato, anche nota come Camera Bassa del parlamento, il documento. Quest’ultimo, per entrare ufficialmente in vigore, dovrà essere approvato e ratificato dalla Duma per poi passare al presidente della Federazione.  

L’accordo in questione, firmato a Khartoum, il 23 luglio 2019, e a Mosca, il primo dicembre 2020, ha una durata di 25 anni e prevede il rinnovo automatico a meno che una delle parti si opponga. L’intesa riveste un’importanza strategica per la Russia poiché le consente di creare un centro logistico vicino alla città di Port Sudan, bagnata dal Mar Rosso, dove potrà altresì dispiegare fino a 300 militari. Dall’altra parte, l’intesa è vantaggiosa anche per il Sudan. Quest’ultimo potrà sfruttare le forze militari di Mosca per far fronte ai problemi che perturbano la stabilità della regione. Tra questi, vale la pena menzionare la pirateria, il contrabbando e la tratta degli schiavi.  

L’incontro di alto livello tra Russia e Sudan ha fatto chiarezza sui dubbi rispetto l’intenzione del Sudan di ritirarsi dall’accordo. Nello specifico, a partire dal 29 aprile, erano iniziate a circolare notizie sulla temporanea sospensione dell’intesa per presunte verifiche da parte della legislatura di Khartoum. Lo stesso giorno, però, il Cremlino aveva smentito tali dichiarazioni. L’Ambasciata russa in Sudan aveva inoltre sottolineato di non aver ricevuto alcuna notifica ufficiale sull’interruzione dell’accordo. La versione russa è stata poi supportata dal portavoce del Ministero degli Affari Esteri del Sudan, Al Mansour Bulad, il quale aveva annunciato che il Dipartimento non aveva ricevuto informazioni sulla presunta sospensione dei piani russo-sudanesi. Dopo un temporaneo silenzio, i dubbi sono sorti nuovamente, a seguito delle dichiarazioni del capo di Stato maggiore dell’Esercito di Khartoum, il generale Mohamed Othman al-Hussein. Quest’ultimo, il 2 giugno, aveva ribadito che il Paese stava riconsiderando l’intesa per via di alcune clausole “dannose” per il Sudan. Al-Hussein aveva inoltre reso noto che una delegazione russa, una settimana prima del suo annuncio, si era recata in Sudan per rendere l’accordo più affine agli interessi del Paese Nordafricano.

Nel corso della conferenza stampa congiunta, il ministro russo ha poi discusso del futuro vertice Russia-Africa. Nello specifico, Lavrov ha rivelato che Mosca sta attuando gli accordi raggiunti, nell’ottobre del 2019, a margine del primo vertice di alto livello tra i due Paesi. Successivamente, il ministro russo ha informato la controparte sudanese sui passi futuri di Mosca, intenzionata ad incrementare la cooperazione con l’Unione Africana (UA). In tal contesto è importante ricordare che il primo vertice russo-africano si è tenuto a Sochi, dal 23 al 24 ottobre del 2019. All’incontro, presieduto dal presidente egiziano, Abdel Fattah al Sisi, e dalla sua controparte russa, hanno partecipato 54 Paesi del continente.  

La penetrazione della Russia in Africa è in continuo aumento. La Federazione, secondo gli analisti, ha ogni possibilità di ottenere un’influenza dominante nel continente. Nello specifico, tra i vantaggi della Russia ci sarebbero l’assenza di un passato coloniale, il sostegno di movimenti di liberazione africani e la formazione di numeroso personale nelle università russe. Negli ultimi anni, poi, Mosca è diventato un importante mercato per le materie prime, le attrezzature militari e di sicurezza, e l’aviazione civile in Africa, oltre allo sviluppo di infrastrutture e telecomunicazioni. Di conseguenza, i media hanno sottolineato che le ambizioni della Russia nel continente non sono più ideologiche, ma Mosca starebbe cercando di perseguire la propria agenda tramite l’utilizzo del soft power.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.