L’Egitto invita israeliani e palestinesi a superare lo stallo

Pubblicato il 12 luglio 2021 alle 17:02 in Egitto Israele Palestina

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Il ministro degli Esteri egiziano, Sameh Shoukry, ha incontrato il suo omologo di Israele, Yair Lapid, per la prima volta dalla formazione del nuovo governo israeliano. Nel frattempo, il presidente dell’Autorità palestinese, Mahmoud Abbas, ha tenuto una conversazione telefonica con il neoeletto capo di Stato israeliano, Isaac Herzog, in carica dal 7 luglio.

L’incontro tra Shoukry e Lapid si è svolto l’11 luglio a Bruxelles, secondo quanto riportato dal portavoce del ministero degli Esteri egiziano, Ahmed Hafez, in un tweet. Durante i colloqui, durati circa un’ora, il ministro egiziano ha evidenziato la necessità di mobilitarsi urgentemente per superare la situazione di stallo tra israeliani e palestinesi, avviando negoziati volti a giungere a una pace giusta e comprensiva. La due parti hanno poi discusso di una serie di questioni politiche e in materia di sicurezza, oltre che dell’assistenza umanitaria nella Striscia di Gaza. Lapid, dal canto suo, ha posto particolare attenzione al dossier dei cittadini israeliani tenuti prigionieri nell’enclave, e dei cadaveri dei soldati israeliani trattenuti da parte palestinese. Parallelamente, sono state analizzate le modalità per rafforzare la sicurezza di Israele alla luce della minaccia terroristica.

Il 28 giugno scorso era stato il premier israeliano, Naftali Bennett, a mettere in luce il ruolo svolto dall’Egitto per favorire pace e stabilità nella regione mediorientale, nel corso di una conversazione telefonica con il presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi. Il ruolo di mediatore del Cairo è stato rilavante anche per porre fine alla violenta escalation tra Israele e il gruppo palestinese Hamas, durata dal 10 al 21 maggio. In tale quadro, l’8 giugno scorso, delegazioni dei gruppi palestinesi  Fatah e Hamas sono state accolte al Cairo per discutere con funzionari egiziani di una serie di questioni, tra cui un’iniziativa volta a promuovere la riconciliazione interna palestinese e i modi per consolidare la tregua.

Parallelamente ai colloqui tra Lapid e Shoukry, sempre l’11 luglio, il presidente Abbas ha telefonato al capo di Stato Herzog, congratulandosi per l’avvio del suo mandato, che ha avuto ufficialmente inizio il 7 luglio, a più di un mese dalle elezioni del 2 giugno scorso. Da un lato, Herzog ha riferito che intende mantenere aperti i canali di dialogo tra le presidenze israeliana e palestinese, così come avvenuto in passato. La speranza, ha affermato il capo di Stato israeliano, è che le relazioni possano migliorare e possa essere raggiunta la pace tra due popoli che vivono l’uno accanto all’altro. Dall’altro lato, Abbas ha messo in luce la necessità di raggiungere una tregua a lungo termine a Gaza, in Cisgiordania e a Gerusalemme, attraverso passi concreti che consentano una pace giusta e inclusiva.

L’ultima escalation a Gaza ha avuto inizio quando, il 10 maggio, dopo giorni di tensioni, Hamas ha avvertito il governo di Tel Aviv che avrebbe avviato un attacco su larga scala qualora le forze israeliane non si fossero ritirate dalla Spianata delle Moschee e dal monte del Tempio, oltre che dal compound di al-Aqsa, entro le 2:00 del mattino. Alla luce della mancata risposta da parte israeliana, il gruppo ha iniziato a lanciare razzi contro Gerusalemme già dalla sera del 10 maggio e, nel corso dei giorni successivi, le offensive sono proseguite con attacchi da ambo le parti. Dopo 11 giorni di combattimenti, alle 2:00 di mattina del 21 maggio è entrato in vigore a Gaza un cessate il fuoco, mediato dall’Egitto, che sembra essere tuttora rispettato.

In tale quadro, lunedì 12 luglio, il portavoce dell’esercito israeliano, Avichay Adraee, ha riferito, sul proprio account Twitter, che Israele ha deciso di espandere l’area di pesca nella Striscia di Gaza da 9 a 12 miglia nautiche, a partire dalla mattina del 12 luglio stesso. Tale misura, è stato affermato, deriva dall’apparente calma testimoniata nelle ultime settimane e da una valutazione della situazione in termini di sicurezza. Non da ultimo, verrà consentita l’importazione di materiale medico, per la pesca, materie prime per l’industria e per il settore tessile da Israele alla Striscia di Gaza, attraverso il valico di Kerem Shalom, mentre saranno autorizzate le attività di export di prodotti agricoli e tessili dall’enclave verso Israele.

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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