Etiopia: il partito del premier Abiy Ahmed vince le elezioni

Pubblicato il 11 luglio 2021 alle 9:04 in Africa Etiopia

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Secondo i risultati ufficiali, il Partito della Prosperità ha vinto la maggioranza dei seggi nelle elezioni parlamentari etiopi. Tale vittoria assicura al primo ministro Abiy Ahmed un secondo mandato di cinque anni.

I risultati finali delle elezioni del 21 giugno sono stati resi noti la sera del 10 luglio e, in una dichiarazione pubblicata su Twitter, lo stesso giorno, Abiy ha salutato il voto del 21 giugno come un’elezione storicamente inclusiva. “Anche il nostro partito è felice che sia stato scelto dalla volontà del popolo per amministrare il Paese”, ha scritto. Si è trattato della prima volta in cui il presidente etiope ha affrontato gli elettori da quando è stato nominato primo ministro nel 2018, dopo diversi anni di proteste antigovernative.

Il Partito della prosperità di Abiy ha conquistato 410 seggi su 436 nel Parlamento federale, secondo i risultati pubblicati dal Consiglio Elettorale Nazionale dell’Etiopia (NEBE). Inoltre, queste elezioni si sono svolte nonostante il boicottaggio dell’opposizione, la guerra nella regione settentrionale del Tigray, le continue violenze inter-etniche in alcune aree del Paese. La votazione non ha avuto luogo in 3 delle 10 regioni dell’Etiopia.

L’Etiopia avrebbe dovuto tenere le elezioni nazionali ad agosto 2020, ma l’organo elettorale del Paese ha stabilito, a marzo dello scorso anno, che tutte le votazioni sarebbero state rinviate a causa della pandemia di coronavirus. I legislatori hanno dunque votato per estendere i mandati dei funzionari, che sono scaduti a inizio ottobre, mentre i leader del Tigray si sono rifiutati di accettare la decisione e sono andati avanti con le elezioni regionali, a settembre. Il voto, tuttavia, è stato ritenuto non valido dal governo di Abiy. 

Ad oggi, nessuna data è stata ancora fissata per il voto in Tigray. La regione settentrionale esprime 38 seggi nel Parlamento nazionale ed è governata da un’amministrazione provvisoria da quando Abiy ha inviato truppe sul territorio promettendo una rapida campagna militare per riportare l’ordine nel Tigray. Sette mesi dopo, il conflitto si sta ancora trascinando. Le Nazioni Unite hanno affermato che circa 350.000 persone stanno affrontando una grave carestia nella regione. 

Il primo ministro Abiy aveva ordinato l’avvio di operazioni militari nella regione settentrionale del Tigray il 4 novembre 2020, dopo aver affermato che il TPLF aveva attaccato alcuni campi militari federali situati nell’area, dichiarazioni che il governo tigrino ha sempre negato apertamente. Il Fronte Popolare di Liberazione del Tigray è stato per molto tempo, almeno dal 1991, la forza dominante nella coalizione di governo, il cosiddetto Fronte democratico rivoluzionario del Popolo etiope (EPRDF), un’alleanza multietnica composta da quattro partiti, che ha guidato il Paese per quasi 30 anni prima che il primo ministro Abiy salisse al potere, sulla scia di un diffuso sentimento antigovernativo nazionale.

Nel 2020, il TPLF si è separato dall’EPRDF dopo essersi rifiutato di fondersi con gli altri tre partiti della coalizione nel neo formato Prosperity Party (PP), sotto il comando di Abiy. Si stima che migliaia di persone, combattenti e non, siano state uccise da quando il conflitto è iniziato. Questo nonostante la comunità internazionale abbia chiesto più volte l’immediata fine degli scontri, la riduzione dell’escalation, il dialogo e l’accesso umanitario.

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Maria Grazia Rutigliano

 

di Redazione

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