Confine Turchia-Iran: incidente letale per un autobus di migranti

Pubblicato il 11 luglio 2021 alle 20:38 in Immigrazione Iran Turchia

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La mattina dell’11 luglio, un autobus che trasportava migranti afghani, pakistani e bengalesi ha avuto un incidente nella Turchia orientale, al confine con l’Iran, causando la morte di almeno 12 persone e il ferimento di altre 26. 

L’incidente è avvenuto nel distretto di Muradiye, nella provincia di Van, vicino al confine turco con l’Iran, dove il veicolo ha preso fuoco dopo essere caduto in un fosso, secondo quanto hanno riferito all’agenzia di stampa Reuters due fonti locali informate sulla questione. Inoltre, queste hanno riferito che l’autista dell’autobus è sopravvissuto ed è stato arrestato e le identità delle persone decedute nell’incidente non sono state ancora rivelate. La Turchia è un punto di transito chiave per i migranti che cercando di entrare in Europa. Questi provengono principalmente dall’Iran, dall’Afghanistan e dal Pakistan, attraversano regolarmente il confine iraniano in Turchia a piedi prima di essere traghettati ad Ovest verso città come Istanbul e Ankara. 

Nell’ambito di un accordo siglato da UE e Turchia, il 18 marzo 2016, Ankara aveva accettato di bloccare il flusso di rifugiati e migranti verso l’Europa in cambio di 6 miliardi di euro di aiuti. Il governo turco, tuttavia, afferma di aver ricevuto solo una parte del sostegno finanziario promesso. Di conseguenza, a seguito di un attacco contro le postazioni militari turche in Siria e dell’aumento dei rifugiati siriani verso il confine con la Turchia, il 29 febbraio, il presidente di Ankara, Recep Tayyip Erdogan, ha dato l’ordine di aprire le frontiere e di non bloccare più i migranti, soprattutto siriani.

A seguito di tale crisi migratoria, particolarmente grave per la Grecia, l’alto rappresentante per la Politica Estera dell’Unione, Josep Borrell, è stato incaricato di tenere colloqui con il ministro degli Esteri turco, Mevlut Cavosuglu, per trovare il modo di attuare l’accordo del 2016. Da parte sua, Erdogan ha avviato i negoziati con il presidente del Consiglio Europeo, Charles Michel, e il presidente della Commissione Europea, Ursula Von Der Leyen. In un discorso del 23 marzo, Borrell ha affermato che la situazione al confine turco-greco è migliorata. “Dobbiamo continuare con l’accordo”, ha affermato, sottolineando che tale opzione è nell’interesse reciproco di entrambe le parti. Ad oggi, la Turchia ospita circa 3.7 milioni di rifugiati siriani e sostiene di non poterne più accogliere.

Dal 2014, sono più di 20.000 i migranti e i rifugiati che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere le coste europee. Il tratto del Mediterraneo centrale, tra Italia e Libia, ha visto un aumento significativo dei tentativi di traversata e dei decessi quest’anno, dopo una pausa in concomitanza con l’inizio della pandemia, l’anno scorso. Quasi 15.000 uomini, donne e bambini sono stati intercettati dalla Guardia costiera libica e riportati sulle coste del Paese nordafricano da inizio gennaio a fine giugno 2021. Con il sostegno, anche finanziario, dell’UE, le autorità libiche hanno intensificato le intercettazioni di imbarcazioni di migranti, trasferendo un numero sempre maggiore di persone in Libia. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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