Cina: rallenta la crescita del CPI ma non del PPI

Pubblicato il 11 luglio 2021 alle 7:34 in Asia Cina

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L’Ufficio nazionale di statistica della Cina ha reso noto, il 9 luglio, che, nel mese di giugno 2021, l’indice dei prezzi al consumo (CPI) ha avuto una crescita dello 1,1 % rispetto allo stesso periodo del 2020 e una riduzione dello 0,4% rispetto a maggio 2021. Oltre ai dati relativi al CPI, ha anche diffuso i dati relativi all’indice dei prezzi alla produzione (PPI)  che, a giugno 2021, è aumentato dello 8,8% anno su anno e dello 0,3% rispetto al mese di maggio 2021.

All’interno del dato, l’aumento dei prezzi nelle città è stato dell’1,2% e nelle aree rurali dello 0,7%. Il prezzo dei prodotti alimentari è diminuito dello 1,7% anno su anno mentre quello dei generi non alimentari è cresciuto dell’1,7%. A giugno, anche il prezzo dei beni di consumo ha registrato un aumento dell’1,1% rispetto allo stesso periodo del 2020, mentre quello dei servizi è aumentato dello 1,0%.

Su base mensile, i dati relativi a giugno hanno registrato una contrazione dello 0,4% rispetto al mese precedente. In particolare, nelle città i prezzi sono scesi dello 0,4% rispetto a maggio e nelle aree rurali la contrazione è stata dello 0,5%. A giugno, il prezzo dei prodotti alimentari è diminuito del 2,2% rispetto a maggio 2021 mentre quello dei generi non alimentari è restato stabile. Il prezzo dei beni di consumo è sceso dello 0,6% rispetto al mese di maggio, mentre quello dei servizi è sceso dello 0,1%.

Oltre ai dati relativi al CPI, l’Ufficio nazionale di statistica della Cina, ha anche diffuso i dati relativi all’indice dei prezzi alla produzione (PPI) che rispecchia le variazioni di prezzo di vendita dei prodotti dalle industrie ai distributori, e che a giugno 2021, è aumentato dello 8,8% anno su anno e dello 0,3% rispetto al mese di maggio 2021. Nello stesso periodo, i costi di acquisto da parte dei produttori industriali sono aumentati del 13,1% anno su anno e dello 0,8% mese su mese.

Nel mese di maggio 2021, il CPI cinese aveva avuto una crescita dell’1,3 % rispetto allo stesso periodo del 2021 mentre il PPI era aumentato del 9,0% anno su anno. Ad aprile, invece, il CPI aveva avuto una crescita dello 0,9 % rispetto allo stesso periodo del 2021, mentre il PPI era aumentato del 6,8% anno su anno. Commentando tali dati, la Banca del Popolo della Cina (PBOC), ovvero la banca centrale del Paese, aveva affermato che: “L’aumento globale dei prezzi delle materie prime potrebbe far crescere il PPI della Cina per gradi ma il rischio di un’inflazione importata è generalmente controllabile”. Tali parole erano arrivate alla luce di varie preoccupazioni rispetto alla possibilità che la Cina e il mondo in generale stiano entrando in una fase di “inflazione accelerata”.

A maggio 2021, l’inflazione dei prezzi dei produttori era cresciuta raggiungendo il livello più alto dal 2008, in seguito all’aumento a livello globale dei prezzi delle materie prime. Tuttavia, tale dato era stato considerato un apice e a giugno è tornato a scendere contestualmente ad una diminuzione nei prezzi delle materie prime a livello internazionale. I dati relativi all’inflazione del CPI sono anch’essi diminuiti e potrebbero non tornare a crescere.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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