Somalia: attentato suicida letale a Mogadiscio

Pubblicato il 10 luglio 2021 alle 13:08 in Africa Somalia

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Nella capitale della Somalia, Mogadiscio, un attentato suicida con autobomba ha preso di mira un convoglio governativo, sabato 10 luglio, causando la morte di almeno 8 persone. 

Secondo quanto riferito dall’agenzia di stampa governativa, citata da Reuters, l’obiettivo dell’attacco era un alto funzionario della polizia, Farhan Qarole, che è riuscito però a sopravvivere. Il bilancio delle vittime è ancora provvisorio, ma l’esplosione, che si è verificata intorno alle ore 12 presso un incrocio particolarmente trafficato della capitale, ha causato danni ingenti a cose e persone. “Ho visto otto cadaveri sulla scena dell’attentato, inclusa una donna”, ha raccontato Hassan Sayid Ali, autista di un taxi a motore a tre ruote che si trovava sul luogo dell’assalto. Non c’è stata alcuna rivendicazione immediata dell’attentato. 

L’ultimo episodio di questo tipo si era verificato il 2 luglio, quando un uomo si è fatto esplodere in un bar situato anche questa volta nel centro della capitale, non lontano dal quartier generale dell’intelligence di Mogadiscio. Anche questo attacco è avvenuto durante l’ora di punta, quando molte persone si trovavano all’interno del locale. Almeno 6 persone sono decedute, mentre i feriti sono stati decine. Anche in questo caso, nessun gruppo ha rivendicato la responsabilità dell’attacco. 

In tale contesto, è importante ricordare che l’organizzazione terroristica più attiva nella regione, e principale indiziata per questi attacchi, è al-Shabaab, un gruppo estremista islamista affiliato ad al-Qaeda. Un altro episodio recente che è stato attribuito al gruppo è avvenuto il 28 giugno, quando almeno 30 persone, tra cui 17 soldati e 13 civili, sono morte a seguito di un assalto. Gli attentatori hanno colpito una base militare nella città di Wisil, nello Stato semi-autonomo di Galmudug, usando due autobombe e innescando scontri a fuoco con le truppe governative e i residenti armati. 

L’organizzazione terroristica nota come al-Shabaab ha l’obiettivo di rovesciare il governo di Mogadiscio per imporre la propria interpretazione della legge islamica. Per tale ragione, i suoi militanti conducono regolarmente attentati contro le autorità statali e le forze di sicurezza, colpendo spesso la capitale. Il gruppo ha controllato ampie zone del Paese fino al 2011, anno in cui i suoi militanti furono respinti dai principali centri abitati, tra cui anche Mogadiscio, grazie all’offensiva dell’esercito somalo e delle truppe dell’Unione Africana. In Somalia, per combattere al-Shabaab, sono presenti 20.000 uomini dell’operazione di peacekeeping dell’Unione Africana, la African Union Mission to Somalia (AMISOM).

Tuttavia, secondo il Country Report on Terrorism del governo statunitense, l’Africa Orientale rimane “un porto sicuro per al-Shabaab”, che ha il controllo de facto su ampie porzioni del territorio della Somalia centro-meridionale, dove riscuote anche tributi e assoggetta i governanti locali. Stando al report, da queste postazioni i terroristi organizzano, pianificano e conducono attentati, agendo indisturbati, anche contro il confinante Kenya. In tale contesto, gli Stati Uniti sono intervenuti per combattere il gruppo islamista, conducendo ripetuti attacchi aerei a supporto delle operazioni somale sul campo. A fine 2020, l’ex presidente USA, Donald Trump, ha ordinato ai circa 700 soldati statunitensi di ritirarsi dalla Somalia, riducendo l’impegno di Washington contro il terrorismo in questa regione dell’Africa. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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