Lo Stato Islamico minaccia l’Italia e Di Maio

Pubblicato il 10 luglio 2021 alle 16:29 in Europa Italia

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’8 luglio, il settimanale dello Stato Islamico, al Naba, ha pubblicato un articolo contenente minacce contro l’Italia e contro il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, per aver co-presieduto, insieme agli USA, il più recente incontro della coalizione contro l’ISIS. 

La notizia è cominciata a circolare in Italia a partire dal 10 luglio, quando diversi esponenti politici hanno lanciato messaggi di solidarietà verso il ministro, personalmente attaccato dal periodico gestito dall’ufficio stampa dello Stato Islamico. Secondo l’agenzia stampa AdnKronos, l’articolo pubblicato da al Naba recita: “Il dossier più pesante e importante sul tavolo dell’alleanza dei crociati a Roma è l’Africa e la regione del Sahel. Il ministro degli Esteri italiano ha ammesso che non basta combattere lo Stato Islamico in Iraq e Siria, ma bisogna guardare altre regioni in cui è presente, sostenendo che l’espansione in Africa e nel Sahel desta preoccupazione e proteggere le coste europee significa proteggere l’Europa”.

Il settimanale dello Stato Islamico poi aggiunge: “Non è un caso che i crociati e i loro alleati si incontrino nella Roma crociata e non c’è dubbio che i timori di Roma siano giustificati, poiché è ancora nella lista dei principali bersagli dei mujahidin. I mujahidin dell’ISIS stanno ancora aspettando il compimento della promessa di Dio onnipotente nei loro confronti: questa è Dabiq, questa è Ghouta, questa è Gerusalemme e quella è Roma e noi vi entreremo senza false promesse”. L’articolo fa riferimento alla località di Dabiq, nella Siria settentrionale, che nell’Islam è considerata il luogo dove si attende un apocalittico scontro finale tra musulmani e bizantini, che si dovrebbe concludere con la vittoria dei primi e il trionfo di questi sulla Terra. Il Ghouta, invece, è noto come “il luogo di riunione dei musulmani al momento della guerra”. 

La solidarietà verso il ministro Di Maio è arrivata da numerosi esponenti politici, del governo e non, tra cui lo stesso presidente del Consiglio, Mario Draghi, che ha sottolineato che “la conferenza anti-Daesh da lui presieduta è stata un successo”. Tra gli altri, il ministro per la Pubblica Amministrazione, Renato Brunetta, ha specificato in una nota: “Erano anni che un nostro ministro degli Esteri non riceveva minacce esplicite. Intollerabili oggi più che mai: l’Italia di Mario Draghi è solida nella sua identità nazionale, orgogliosa della sua collocazione nell’alveo della civiltà occidentale, europea e atlantica, nemica di ogni fondamentalismo, ferma nel contrasto all’espansione del terrorismo islamico in Nordafrica e negli Stati sub-sahariani, a protezione dell’intera Europa e, in primis, del nostro Paese, ingresso naturale del terrorismo jihadista”. 

Le minacce dello Stato Islamico arrivano dopo che l’Italia ha ospitato a Roma e co-presieduto con gli Stati Uniti, lunedì 28 giugno, la Ministeriale plenaria della Coalizione Globale anti-Daesh (l’acronimo arabo per riferirsi allo Stato Islamico). Tale Coalizione è composta da 83 Paesi membri e oltre la metà di loro si è presentata all’incontro dopo più di due anni dall’ultima riunione in formato completo. Secondo quanto si è appreso dalla Farnesina, l’appuntamento del 2021, organizzato nella capitale italiana, ha rappresentato un riconoscimento degli sforzi di Roma nel contrasto al gruppo terroristico, sia in ambito militare sia civile.

La Ministeriale ha avuto l’obiettivo di ribadire la coesione della Coalizione nell’assicurare una sconfitta duratura dell’ISIS, di riaffermare l’impegno per la stabilizzazione delle aree liberate in Siria ed Iraq e di consolidare la collaborazione nei Gruppi di Lavoro a carattere tematico. Ampio spazio è stato dato alla discussione sulle strategie per contrastare la minaccia di organizzazioni affiliate allo Stato Islamico in Africa, in particolare nel Sahel. A tal proposito, il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, ha dichiarato che il mondo non deve abbassare la guardia contro i militanti dell’Isis, soprattutto nel continente africano. Parlando in conferenza stampa con il segretario di Stato Usa, Antony Blinken, Di Maio ha proposto la creazione di un gruppo di lavoro internazionale per identificare e fermare la minaccia terroristica legata allo Stato Islamico in Africa.

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.