Afghanistan: i talebani conquistano ancora terreno

Pubblicato il 10 luglio 2021 alle 9:02 in Afghanistan Asia

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I talebani sostengono di controllare l’85% del territorio afghano, a seguito di recenti conquiste. Il governo di Kabul, invece, continua a negare la veridicità di questo dato, ma la situazione sul campo rimane critica. 

La dichiarazione del gruppo militante islamista afghano è stata resa nota il 9 luglio. Lo stesso giorno, i funzionari del governo hanno commentato l’affermazione e hanno sottolineato che si trattava di parte di una campagna di propaganda talebana. Tuttavia, altre autorità locali hanno confermato la conquista di nuovi territori da parte dei militanti del gruppo, che a partire dall’11 aprile, con l’annuncio del ritiro delle truppe straniere dall’Afghanistan entro settembre, hanno lanciato una serie di offensive.

Nella provincia occidentale di Herat, al confine con l’Iran, i talebani hanno conquistato un distretto chiave, secondo quanto confermato dai funzionari locali afghani. Tale zona è particolarmente critica poiché è abitata da decine di migliaia di musulmani sciiti hazara, una minoranza che ha una lunga storia di persecuzioni nel Paese. In tale area, il comandante di una milizia anti-talebana ha affermato che sosterrà gli sforzi dell’esercito afghano nella regione occidentale, compreso il valico di frontiera con l’Iran.

Mohammad Ismail Khan, conosciuto come il “Leone di Herat” e noto per aver sostenuto la guerra contro i talebani nel 2001, ha esortato la popolazione afghana ad unirsi alla lotta. Il comandante ha, inoltre, dichiarato che centinaia di civili armati dalle province di Ghor, Badghis, Nimroz, Farah, Helmand e Kandahar si erano già uniti al gruppo, con l’intenzione di contribuire a colmare il vuoto lasciato con il ritiro delle forze armate della NATO. “Presto andremo in prima linea e con l’aiuto di Dio cambieremo la situazione”, ha dichiarato Khan ai giornalisti nella città occidentale di Herat. 

Inoltre, anche Torghundi, una città al confine settentrionale con il Turkmenistan, è passata sotto il controllo dei talebani durante la notte tra l’8 e il 9 luglio. La notizia è stata confermata dai funzionari afgani e talebani. Il 22 giugno, i talebani avevano preso il controllo del principale valico di frontiera dell’Afghanistan con il Tagikistan, presso la città di Shir Khan Bandar. L’attacco era arrivato in concomitanza con l’allarme lanciato dall’inviata speciale delle Nazioni Unite in Afghanistan, Deborah Lyon, che ha avvertito che i talebani hanno preso il controllo di più di 50 dei 370 distretti afghani da maggio e che l’aumento del conflitto “significa una maggiore insicurezza per molti altri Paesi, vicini e lontani”. Lyon aveva sottolineato che le aree conquistate circondano le capitali provinciali.

Secondo l’accordo di Doha firmato da USA e talebani il 29 febbraio 2020, i militanti si sono impegnati a non lanciare attacchi contro le grandi città. Di conseguenza, il timore è che i talebani stiano preparando il terreno, per poi lanciare gli assalti finali una volta che le forze straniere si saranno completamente ritirate. In tale contesto, il governo afghano ha ripetutamente minimizzato la portata delle conquiste dei talebani, definite di scarso valore strategico. Tuttavia, il controllo di più valichi di frontiera insieme ad aree ricche di minerali rischia di riempire le casse del gruppo armato di nuove fonti di reddito. Il 9 luglio, il portavoce del Ministero degli Interni afghano, Tareq Arian, ha quindi dichiarato che sono in corso operazioni per rimuovere i talebani dalle posizioni appena acquisite. 

Tuttavia, lo stesso giorno, i talebani hanno attaccato una prigione ai margini della città meridionale di Kandahar, la capitale del loro principale rifugio negli scorsi anni. Non è chiaro se con tale assalto i militanti siano riusciti o meno a liberare prigionieri per rafforzare i propri ranghi. In ogni caso la situazione rimane critica e in rapida evoluzione in più aree dell’Afghanistan. 

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Maria Grazia Rutigliano 

di Redazione

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