Russia: Lavrov discute di Giappone

Pubblicato il 9 luglio 2021 alle 17:01 in Giappone Russia

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Il ministro degli Affari Esteri della Federazione Russa, Sergey Lavrov, ha dichiarato, giovedì 8 luglio, che Mosca e Tokyo dovrebbero avviare consultazioni per firmare un accordo di pace per normalizzare le relazioni bilaterali.

Tali dichiarazioni sono state rilasciate nel corso di una conferenza sulle “Attività internazionali della Russia per lo sviluppo delle proprie regioni “. Per Lavrov, l’assenza formale di un accordo di pace russo-giapponese sul contenzioso territoriale per le Isole Curili non dovrebbe impedire ai due Paesi di intrattenere regolari relazioni diplomatiche a più livelli. È proprio per tale ragione, ha continuato il ministro russo, che il Cremlino ha proposto al Giappone di sottoscrivere un trattato di pace che rilanci la partnership bilaterale dal punto di vista commerciale, culturale, nonché a livello di politica Estera. Tuttavia, per Lavrov è improbabile che tale successo venga raggiunto poiché ogni volta che i due Paesi avviano consultazioni per raggiungere un accordo di pace, il Giappone si limita a focalizzarsi solo sul contenzioso territoriale, che “per la Russia non esiste”, e non su un partenariato strategico a più livelli.

Al momento, non sono in corso negoziati per un eventuale accordo di pace, ha concluso Lavrov. Quest’ultimo ha ricordato che, nel corso del 2020, Russia e Giappone si sono incontrati in più occasioni al fine di raggiungere un compromesso. Tuttavia, nel corso delle consultazioni, Mosca ha più volte richiesto spiegazioni a Tokyo in merito all’alleanza militare con gli Stati Uniti senza ricevere risposta. Per la Russia, la cooperazione bellica tra Giappone e USA rappresenta un’alleanza “diretta contro il Cremlino”, come dimostrano le “armi statunitensi” dispiegate sul territorio Asiatico. Nello specifico, la preoccupazione russa non è legata all’alleanza statunitense-giapponese, “ma ai suoi obiettivi”. A tal riguardo, è importante sottolineare che Tokyo aveva più volte assicurato a Mosca che non avrebbe mai permesso agli USA di dispiegare armi sul territorio giapponese poiché avrebbe rappresentato una “minaccia per la sicurezza delle Russia”. Nonostante ciò, ha ribadito Lavrov, questo è quanto sta accadendo al momento. Inoltre, il fatto che la Casa Bianca definisca il Giappone come il suo “alleato principale”, è un altro fattore che allarma la Federazione.

Il ministro russo ha sottolineato che la posizione di Mosca rispetto ad un’eventuale accordo con Tokyo è chiara. Per prima cosa, è necessario che vengano appianati i suddetti dubbi sull’alleanza militare, così da proseguire e avviare consultazioni ampie al fine di raggiungere un accordo “completo” e a più livelli. Tuttavia, Tokyo sembra essere focalizzato solo sulla questione territoriale e, a detta di Lavrov, tale atteggiamento non farebbe altro che sconvolgere il piano d’azione che il presidente russo, Valdimir Putin, aveva sottoscritto con l’ex premier giapponese, Shinzo Abe, il 29 aprile 2013. In tale occasione, erano state individuate le aree più importanti per le relazioni bilaterali, tra cui l’intensificazione dei rapporti interregionali, l’espansione degli scambi e la cooperazione economica, e il rafforzamento dei legami attraverso le agenzie militari e di frontiera.

In tale quadro, è importante ricordare che in precedenza, il 27 aprile, il Giappone aveva dichiarato di voler continuare i negoziati con la Russia sulla disputa delle isole Curili, dopo averla definita “l’aspetto più critico nei rapporti bilaterali con Mosca”. Tali richieste sembrerebbero, in parte, confermare i timori avanzati da Lavrov. Tuttavia, lo scorso aprile, il Giappone aveva altresì sottolineato che i due Paesi dovrebbero avviare un dialogo costruttivo per risolvere la questione e per intensificare le relazioni russo-giapponesi e ampliarle verso una pluralità di settori, ovvero quello economico, politico, territoriale e infrastrutturale.

Analoghe dichiarazioni erano state rilasciate in precedenza, il 14 febbraio, da Putin, il quale aveva affermato di voler sviluppare le relazioni con il Giappone, a patto che le proposte non fossero entrate in contrasto con la Costituzione del Paese. A tal riguardo, è importante sottolineare che in Russia, a partire dal 2020, sono entrati in vigore vari emendamenti costituzionali che hanno criminalizzato l’alienazione dei territori russi o la richiesta di concessioni territoriali. Tali leggi si applicano anche alle aree controverse, quali le isole Curili e la Crimea.

La disputa tra Russia e Giappone sulla sovranità delle isole Curili trova le sue origini alla fine del 1855, quando le due parti ratificarono il Trattato di Shimoda. Quest’ultimo assegnava a Tokyo il controllo dei quattro territori più prossimi al Giappone e a Mosca le restanti isole. Più tardi, nel 1875, con il Trattato di San Pietroburgo la Russia rinunciò alla sovranità su Kunashir, Iturup, Shikotan e Habomai in cambio del controllo totale della strategica isola di Sachalin. La situazione geopolitica, tuttavia, ha subito profondi mutamenti a seguito della Seconda guerra mondiale. Sulla base degli accordi di Jalta, la Russia si impegnava ad entrare in guerra contro il Giappone. La promessa venne mantenuta e culminò con l’occupazione delle isole Curili, nello specifico della catena che si estende dall’isola giapponese di Hokkaido alla penisola russa di Kamchatka, a Nord. Tra gli obiettivi, Mosca era intenzionata ad assicurarsi il controllo sugli stretti di fronte alla base navale di Vladivostok sul Pacifico, area strategica per il controllo del Mar del Giappone e del Pacifico Nordoccidentale.

Strategicamente, il controllo delle isole assicura alla Russia l’accesso all’Oceano Pacifico per la propria flotta di navi da guerra e sottomarini con base a Vladivostok, per la durata di tutto l’anno, poiché lo stretto tra Kunashir e Iturup non gela durante l’inverno. In aggiunta, Mosca ha aperto basi militari nell’arcipelago e ha dispiegato sistemi missilistici sulle isole. Non da ultimo, la zona è ricca di sorgenti calde, minerali e metalli rari come il renio, il quale viene utilizzato nella produzione di aerei supersonici.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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