Coronavirus: in Tunisia situazione “catastrofica”, il Marocco produrrà il vaccino cinese

Pubblicato il 9 luglio 2021 alle 11:13 in Marocco Tunisia

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Il Ministero della Salute tunisino ha definito “catastrofiche” le condizioni del Paese Nord-africano, alla luce di un’impennata dei contagi da coronavirus e un sistema sanitario prossimo al collasso. Poco prima, il Marocco ha riferito che produrrà il vaccino anti-Covid in collaborazione con l’azienda farmaceutica cinese Sinopharm.

Le dichiarazioni della portavoce del Ministero della Salute tunisino, Nisaf Ben Alaya, sono giunte l’8 luglio, dopo che, nella sola giornata del 7 luglio, sono stati registrati quasi 10.000 contagi da coronavirus e 134 decessi, il più alto tasso di vittime giornaliero. In totale, su una popolazione di circa 12 milioni di abitanti, in Tunisia sono stati riportati oltre 473.000 casi positivi e 15.861 vittime dallo scoppio della pandemia. Nelle ultime due settimane, gli ospedali hanno accolto un numero sempre maggiore di pazienti, in un momento in cui le strutture, sovraffollate, lamentano mancanza di ossigeno e posti letto, mentre il personale sanitario è “esausto”. “La situazione sanitaria peggiorerà se non saranno profusi sforzi congiunti”, ha dichiarato la portavoce, dopo che, dalla pagina Facebook, il Ministero ha riferito che gli ospedali da campo, allestiti nel corso degli ultimi mesi, non sono più sufficienti.

Circa la situazione interna al Paese, il 4% della popolazione tunisina risulta aver ricevuto una doppia dose del vaccino anti-Covid. Dal 20 giugno, le autorità hanno imposto un lockdown totale in sei regioni, tra cui Kairouan, mentre la capitale Tunisi è interessata da una chiusura “parziale”, ad eccezione dei weekend, dove si mira a prevenire assembramenti nelle spiagge. L’8 luglio, tali misure sono state estese ulteriormente fino a fine mese, mentre è stato imposto il divieto di spostarsi tra regioni. Nel frattempo, il governo della Libia, sempre l’8 luglio, ha stabilito di chiudere i confini con la Tunisia e di interrompere il traffico aereo tra i due vicini Nord-africani per una settimana, considerato il peggioramento della situazione epidemiologica tunisina.

In generale, con l’inizio della terza ondata della pandemia, a maggio, l’intero continente africano ha assistito a un aumento dei contagi da Covid-19. A ragione di ciò, sono state riposte speranze nel Regno del Marocco, che, il 5 luglio, ha annunciato di aver raggiunto un accordo con il gruppo farmaceutico cinese Sinopharm per la produzione del vaccino anti-Covid. L’azienda marocchina Sothema si è impegnata a produrre 5 milioni di dosi di vaccino al giorno nel breve termine, proponendosi di raddoppiare gradualmente la capacità produttiva. Il progetto, dal valore di 500 milioni di dollari, verrà finanziato tramite fondi statali e verrà supportato da un consorzio di banche marocchine. Non da ultimo, il governo di Rabat ha siglato un accordo con la svedese Recipharm, volto a stabilire una fabbrica nel Paese per la produzione di altri vaccini. L’obiettivo, è stato specificato nel corso di una cerimonia alla presenza del monarca marocchino, il re Mohammed VI, è rendere il Paese indipendente nella produzione dei sieri anti-Covid.

Il Marocco, Paese con circa 36 milioni di abitanti, ha iniziato la campagna vaccinale a gennaio 2021 e, al momento, risulta essere la nazione con il più alto tasso di vaccinati a livello africano, pari al 25,24%. Nello specifico, fino al 5 luglio, sono state inoculate 19.23 milioni di dosi dei vaccini prodotti da Sinopharm e AstraZeneca, dopo averne ricevute circa 20.4 milioni. L’obiettivo posto da Rabat è vaccinare l’80% della popolazione locale e straniera fino a 17 anni di età. Il Regno è rimasto relativamente al sicuro dalla pandemia, se confrontato con altri Paesi del continente. Tuttavia, anche in Marocco è stato registrato un aumento della curva epidemiologica a seguito del graduale allentamento delle restrizioni, il 21 maggio, e la riapertura delle frontiere. Sino ad oggi, 9 luglio, sono stati registrati 538.589 casi positivi e 9.346 decessi.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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