Cina: con l’UE non vi sono conflitti d’interesse e contrasti geopolitici

Pubblicato il 9 luglio 2021 alle 18:37 in Cina Europa

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Il ministro degli Esteri della Cina, Wang Yi, ha avuto una videoconferenza con l’Alto rappresentante dell’Unione europea (UE) per gli affari esteri e la politica di sicurezza, Josep Borrell, l’8 luglio. In tale data il Parlamento europeo ha adottato una risoluzione su Hong Kong chiedendo all’UE di boicottare le olimpiadi invernali di Pechino e di sanzionare la Cina per la repressione della libertà di stampa.

Wang ha affermato che l’UE e la Cina, oltre ad essere partner strategici globali, sono anche due grandi forze indipendenti a livello globale. Per Pechino, le parti dovrebbero stabilire una corretta comprensione reciproca, eliminare interferenze provenienti da ogni luogo e promuovere lo sviluppo sano e stabile delle relazioni Cina-UE su un percorso corretto. Wang ha dichiarato che tra le parti non vi sono né grandi conflitti d’interesse, né contrasti geopolitici. Per la Cina, l’unico posizionamento per le relazioni bilaterali corretto è quello del partenariato strategico globale e, a tal proposito, ha ribadito che l’importanza dei principi di rispetto reciproco e di ricerca di un punto d’incontro pur mantenendo le differenze. Wang ha quindi affermato che la Cina sostiene l’UE nel rafforzare l’autonomia strategica e lo sviluppo veramente indipendente delle relazioni e della cooperazione con la Cina.

Wang ha poi citato il cosiddetto “ordine internazionale basato su regole” sottolineando che tali regole dovrebbero essere formulate congiuntamente dalla comunità internazionale e non regole interne o di sostegno da imporre ad altri. Il ministro cinese ha quindi ribadito la posizione sinese sulle questioni dello Xinjiang, di Hong Kong e dei diritti umani, ribadendo la volontà e la determinazione della Cina di salvaguardare la sovranità e la dignità nazionale e di opporsi a tutti i tipi di “insegnanti ipocriti”. Rispetto alla promozione di un’interazione sana tra Cina e UE, Wang ha citato la 15esima Conferenza delle parti della Convenzione di Kunming sulla diversità biologica, la Conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici di Glasgow e la Conferenza mondiale sulla conservazione di Marsiglia.

In base a quanto riferito dal Ministero degli Esteri della Cina, Borrell ha dichiarato che l’UE non intende avviare uno scontro istituzionale, non è d’accordo con “la nuova guerra fredda” e “i circoli ristretti” e non vuole destabilizzare le relazioni UE-Cina. Borrell avrebbe poi affermato che la cooperazioni tra Bruxelles e Pechino non è un’opzione ma una necessità e, per questo, le parti dovrebbero gestire le differenze. Il rappresentante dell’UE avrebbe poi citato l’Accordo sugli investimenti Cina-UE affermando che esso sia nell’interesse di entrambe le parti e di sperare che entrambe cooperino a tal fine. Rispetto alla questione di Hong Kong, sempre secondo la fonte cinese, Borrell ha dichiarato che l’UE rispetta la sovranità e l’integrità territoriale della Cina e non sostiene l’indipendenza di Hong Kong.

Prima dell’incontro Wang-Borrell, il 5 luglio, il presidente cinese, Xi Jinping, ha avuto un vertice via video con la cancelliera tedesca, Angela Merkel, e con il presidente francese, Emmanuel Macron. In tale occasione, Xi aveva espresso la speranza che la Cina e l’Europa possano ampliare la cooperazione e il consenso per rispondere in modo corretto alle sfide globali.

Tutti tali scambi sono avvenuti in un momento di tensione nelle relazioni tra Pechino e Bruxelles, iniziato da quando, il 22 marzo scorso, Bruxelles ha imposto sanzioni contro quattro soggetti e un’entità cinesi in relazione ad accuse di violazione dei diritti umani nella regione cinese dello Xinjiang. In tale occasione, Bruxelles aveva imposto sanzioni contro la Cina per la prima volta dagli eventi di Piazza Tiananmen, del 1989. In risposta, nella stessa giornata anche Pechino aveva annunciato di aver sanzionato 10 individui e 4 istituzioni europei. Tale scambio di misure punitive è risultato nel blocco da parte del Parlamento europeo del processo di ratifica dell’Accordo globale sugli investimenti tra UE e Cina, il 20 maggio scorso.

Altra criticità era poi emersa dopo che l’UE si è unita agli USA per istituire un corpo per stabilire regole economiche e adottare misure per affrontare la crescente competizione con la Cina, il Consiglio UE-USA per il commercio e la tecnologia (TTC), il 15 giugno scorso. Tale iniziativa era nata in seguito ai summit dei leader del G7 e della NATO rispettivamente il 13 e 14 giugno, durante i quali la Cina è stata al centro del dibattito. Nel primo caso, i partecipanti hanno deciso di creare un’alternativa all’iniziativa delle Nuove Vie della Seta della Cina e hanno sottolineato l’importanza della pace nello Stretto di Taiwan. I leader del G7 hanno poi chiesto a Pechino di rispettare i diritti umani a Hong Kong e nello Xinjiang, di consentire un’indagine completa sulle origini del coronavirus e di limitare la propria aggressività nel Mar Cinese Meridionale e nel Mar Cinese Orientale. Nel secondo caso, la NATO ha affermato che la Cina e le sue ambizioni dichiarate presentano “sfide sistemiche” all’ordine internazionale basato su regole e alle aree rilevanti per la sicurezza dell’Alleanza.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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