Nigeria: crescono le incursioni dei gruppi armati nei villaggi

Pubblicato il 8 luglio 2021 alle 12:29 in Africa Nigeria

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Sospetti militanti islamisti hanno ucciso, nella giornata di mercoledì 7 luglio, almeno 18 persone in un attacco contro un villaggio nel Nord-Est della Nigeria. In quest’area, le offensive dei gruppi jihadisti locali si sono intensificate negli ultimi mesi, con decine di civili e militari uccisi e migliaia di residenti sfollati.

L’attacco di mercoledì è avvenuto a Dabna, un villaggio vicino all’area amministrativa di Hong, nello Stato di Adamawa. James Pukuma, un funzionario locale, ha riferito all’agenzia di stampa Reuters che 18 persone sono state uccise quando un gruppo di uomini armati, a bordo di motociclette, ha fatto irruzione nel villaggio, costringendo alcuni abitanti a fuggire. Due chiese e varie abitazioni sono state date alle fiamme, ha specificato Mohammed Aminu, presidente dell’agenzia di emergenza statale di Adamawa. “L’attacco è avvenuto nelle prime ore di mercoledì, verso le 5 del mattino”, ha aggiunto. Due residenti di Hong hanno dichiarato che il gruppo armato, dopo l’offensiva a Dabna, si sarebbe diretto verso i vicini villaggi di Kwapre e Garka, dove avrebbe nuovamente sparato e ferito alcune persone. 

L’episodio si verifica due giorni dopo un’incursione simile avvenuta contro il villaggio di Tsauwa, nell’area di Batsari, nello Stato settentrionale di Katsina, lunedì 5 luglio. Almeno 19 persone sono rimaste uccise nell’attacco e diverse altre risultano disperse. Anche in questo caso, gli aggressori hanno preso d’assalto l’area a bordo di motociclette. Una fonte del villaggio ha riferito che gli aggressori hanno colpito poco dopo le 17:45. Le case sono state date alle fiamme e il bestiame rubato. “Dopo aver lasciato la zona, gli assalitori si sono diretti verso il villaggio di Yar Lumo, dove hanno trascorso la notte suonando musica e sparando per celebrare la loro vittoria a Tsauwa”, ha riferito una fonte del luogo, confermando il bilancio di 19 vittime e specificando che sui dispersi non si è ancora avuta nessuna notizia. Il villaggio di Tsauwa era già stato attaccato da banditi il 17 febbraio 2020. In quell’occasione, circa 21 persone erano rimaste uccise.

La situazione della sicurezza in Nigeria è messa a dura prova dall’esistenza di varie minacce, dagli attacchi dei gruppi terroristici, agli scontri inter-etnici, fino alla presenza di bande criminali, che operano soprattutto a cavallo tra gli Stati nigeriani di Zamfara, Katsina, Kaduna e Niger. Il fenomeno del banditismo deriva da una serie di antiche divisioni interne, che hanno alimentato la violenza armata, come, per esempio, la competizione per la terra e le risorse idriche tra le etnie Fulani e Hausa, unite ad altri fattori, tra cui la diffusione di armi leggere e di piccolo calibro. Inoltre, secondo quanto emerso da una ricerca dell’Institute for Security Studies (ISS), a rendere ancora più pericolosa la minaccia sarebbe il fatto che i gruppi di banditi starebbero formando alleanze con i militanti islamisti appartenenti a Boko Haram. Quest’ultima è un’organizzazione nata nel 2002 in Nigeria come movimento religioso finalizzato a riformare la società in base ad un’interpretazione letterale della Sharia. Nel 2013, le forze di sicurezza regionali hanno inferto duri colpi al gruppo di Boko Haram, costringendolo a trasferirsi nelle zone rurali, dove ha continuato a perpetrare attacchi in tutto il Nord-Est, prendendo di mira sia i militari che i civili. 

Oltre a Boko Haram, uno dei gruppi più temuti nell’area è ISWAP, nato da una divisione interna all’organizzazione madre. Il 7 marzo 2015, Abubakar Shekau, leader di Boko Haram, ha promesso fedeltà allo Stato Islamico della Siria e del Levante, che ha accettato i nuovi adepti e ha annunciato l’espansione del califfato in Africa occidentale. Tuttavia, nell’agosto 2016, la leadership dello Stato Islamico in Siria e Iraq ha riconosciuto e nominato Abu Musab al-Barnawi come leader de facto dell’ISWAP, cosa che Shekau ha rifiutato di accettare. A causa di lotte intestine, la neonata organizzazione si è divisa tra la fazione di al-Barnawi (ISWAP) e la fazione di Shekau (Boko Haram). Si stima che lo Stato Islamico dell’Africa Occidentale contasse tra i 3.500 e i 5.000 combattenti, nel febbraio del 2020. Il 6 giugno, l’ISWAP ha annunciato che Shekau sarebbe morto a seguito dell’esplosione di un ordigno, il 18 maggio, mentre tentava di scappare da un assalto dei militanti dello Stato Islamico. 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.