Malesia: a rischio la tenuta del governo

Pubblicato il 8 luglio 2021 alle 18:30 in Malesia

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Il partito di maggioranza nella coalizione di governo della Malesia, lo United Malays National Organization (UMNO), ha annunciato il ritiro del proprio sostegno all’esecutivo del premier malese, Muhyiddin Yassin, che guida la l’8 luglio. Il procuratore generale della Malesia, Idrus Harun, ha però specificato che il governo del premier resterà in piedi fin quando la perdita della maggioranza sarà provata in Parlamento.

Il presidente di UMNO, Ahmad Zahid Hamidi, ha affermato che il governo guidato Muhyiddin non è riuscito a gestire la crisi legata alla pandemia di coronavirus e con le parziali misure di lockdown avrebbe intensificato le difficoltà economiche del Paese. Zahid ha quindi chiesto che il premier si dimetta e lasci che sia un leader transitorio a guidare il Paese fino alle prossime elezioni, da indire non appena la situazione legata al coronavirus lo consentirà. Per il leader di UMNO, tale mossa sarebbe necessaria affinché sia formato un governo stabile appoggiato dalla popolazione.

In totale, UMNO ha 38 parlamentati ma, tra questi, solamente in 15 fanno parte dell’organo decisionale del partito e, per questo, non è chiaro se si atterranno tutti alla linea dettata dal partito. Come specificato dal procuratore generale della Malesia, non vi sarebbero prove chiare che Muhyiddin abbia perso il sostegno della maggioranza in Parlamento in quanto ciò può essere deciso solamente dai legislatori della camera bassa e non sulla base della dichiarazione di un partito politico.

L’annuncio di Zahid è arrivato dopo che Muhyiddin aveva cercato di riguadagnare il sostegno del suo partito nominando suo vice l’attuale ministro della Difesa, Ismail Sabri, che appartiene ad UNMO. Alla luce della revoca del sostegno del partito al premier, l’ufficio di quest’ultimo ha annunciato che l’incarico di ministro della Difesa sarà assunto dall’attuale ministro degli Esteri, Hishammuddin Hussein.

Al momento, la Malesia si trova in uno stato d’emergenza, dichiarato da Muhyiddin lo scorso 12 gennaio e che è previsto resterà in vigore fino il prossimo primo agosto, a causa della diffusione del coronavirus. Da tale data in poi, le sedute parlamentari sono state sospese. In molti hanno criticato tale decisione sostenendo si sia trattato di un tentativo del premier di rinsaldare il suo potere e, dopo aver subito varie pressioni, tra cui quella del sovrano malese, il sultano Abdullah Ahmad Shah, Muhyiddin ha deciso di riconvocare il Parlamento il prossimo 26 luglio.

In tale quadro il leader di UNMO ha affermato che Muhyiddin ha abusato delle misure di contenimento del coronavirus per ottenere potere. Zahid ha sottolineato come, dall’inizio dello stato d’emergenza, i decessi a causa della pandemia nel Paese sono raddoppiati, arrivando a 5.768. Tuttavia, già in precedenda, UMNO aveva dichiarato che non avrebbe partecipato all’alleanza di Muhyiddin alle prossime elezioni generali.

L’attuale governo di Muhyiddin, appartenente al partito Bersatu, ha assunto la leadership della Malesia dopo che, il 24 febbraio 2020, era caduto l’esecutivo guidato dall’alleanza Pakatan Harapan, con a capo l’ex-premier, Mahathir Mohamad, quando molti dei suoi membri si erano uniti ad altri partiti dell’opposizione portando l’ex-primo ministro alle dimissioni. Quest’ultimo, a sua volta, era al potere dalle elezioni dell’8 maggio 2018, che aveva vinto contro la coalizione del Barisan Nasional, dominata da UMNO, che aveva governato la Malesia per 6 decenni. Secondo gli avversari di Muhyiddin, il suo governo sarebbe il frutto di un “furto di potere”, in quanto sarebbe stato istituito grazie ad uno spostamento di alleanze avvenuto a seguito delle dimissioni del suo predecessore e non attraverso il processo elettorale. Al contempo, i suoi sostenitori hanno chiesto ripetutamente al premier malese di indire una votazione nazionale che gli consenta di assicurarsi una maggioranza e un mandato solidi.

I dubbi sulla tenuta della maggioranza di Muhyiddin erano sorti per la prima volta lo scorso 23 settembre, quando il leader dell’opposizione, Anwar Ibrahim, a capo dell’alleanza Pakatan Harapan, aveva affermato di essere appoggiato da una solida maggioranza, formata da circa 120 legislatori, compresi alcuni che farebbero parte dell’esecutivo, che gli avrebbe consentito di formare un nuovo governo, scalzando quello di Muhyiddin. Il successivo 13 ottobre, Anwar era stato ricevuto dal sovrano maleseper provare l’esistenza della maggioranza a suo sostegno e per chiedergli di sciogliere l’attuale governo in carica. Tuttavia, tale tentativo era fallito e il sovrano non aveva sostenuto Anwar.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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