Caccia russo da Kaliningrad interrompe il summit NATO di Spagna e Lituania

Pubblicato il 8 luglio 2021 alle 17:06 in NATO Repubbliche Baltiche Russia Spagna

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La conferenza stampa congiunta del primo ministro della Spagna, Pedro Sanchez, e il presidente di Vilnius, Gitanas Nauseda, presso la base aerea della NATO nella città lituana di Siauliai è stata interrotta, giovedì 8 luglio, a causa della presenza di un caccia russo sopra il Mar Baltico.

Mentre i funzionari sono stati scortati in un luogo sicuro, due Eurofighter spagnoli hanno ricevuto l’ordine di decollare per intercettare un Su-24 di Mosca. Quest’ultimo era partito dall’enclave russa di Kaliningrad senza presentare un “piano di volo” e stava sorvolando le acque internazionali del Mar Baltico. La conferenza stampa è poi ripresa 25 minuti dopo. Il premier spagnolo ha osservato che l’episodio rappresenta “un esempio reale di quanto sta accadendo”, e “giustifica la presenza militare spagnola” in Lituania. Poco dopo, Sanchez ha anche rinnovato l’impegno di Madrid nel garantire la sicurezza del confine Orientale dell’Alleanza Atlantica, nonché l’integrità territoriale e la sicurezza di un “Paese amico e alleato come Lituania.”

A partire dal 2004, la NATO ha avviato una missione di polizia internazionale aerea per proteggere i cieli del Mar Baltico sopra le tre omonime Repubbliche, quali Lituania, Lettonia ed Estonia. L’operazione è stata avviata poiché queste ultime non dispongono delle risorse militari necessarie per garantire il controllo dello spazio aereo dell’Alleanza Atlantica nei pressi delle frontiere russe. I Paesi membri della NATO, a rotazione, schierano nei tre Stati il proprio contingente militare. È a partire dal 30 aprile che l’aeronautica militare spagnola vi ha collocato i sette Eurofighters e circa 130 militari. Dall’aprile 2014 è stata poi avviata una missione analoga in Estonia, presso la base di Emari, dove l’Italia, al momento, vi ha dispiegato il proprio arsenale.

È importante sottolineare che quando accaduto l’8 luglio non rappresenta un caso eccezionale poiché, regolarmente, i velivoli della NATO presso le Repubbliche Baltiche ricevono l’ordine di prendere il volo per scortare gli aerei russi. Inoltre, il Ministero della Difesa della Federazione ha più volte ribadito che i voli delle forze aerospaziali di Mosca, collocate a Kaliningrad, sono effettuati in “conformità con le regole internazionali per l’utilizzo dello spazio aereo”.

L’enclave di Kaliningrad, che si trova tra la Polonia e la Lituania, con accesso sul Mar Baltico, è geograficamente separata dal resto della Russia. Garantendo accesso al blocco europeo e alle regioni dell’Alleanza Atlantica, l’area è strategicamente importante per la Russia. Per tale ragione, il Cremlino vi ha costruito numerose basi militari dotate di missili di difesa aerea S-300 e S-400, nonché di missili anti-nave Oniks e Iskander.

Negli ultimi anni, Mosca ha rafforzato in modo significativo la difesa dell’enclave. Le truppe di terra ivi collocate, nel 2019, hanno ricevuto un’ingente fornitura di missili balistici russi Iskander-M. Il Cremlino ha affermato, il primo gennaio 2019, che, in tal modo, è stato completato il riarmo delle formazioni missilistiche delle truppe terrestri. A Kaliningrad, la Russia ha collocato oltre 50 veicoli, quali lanciatori, veicoli di comando e di manutenzione e altri dispositivi militari. A completare il tutto sono stati i missili balistici Iskander-M, i quali sono stati sviluppati per trasportare sia una testata convenzionale sia una nucleare fino a circa 500 chilometri di distanza.

Oltre a ciò, la Russia ha stanziato ingenti somme di denaro per sviluppare zone Anti-Access e Area Denial, anche note come A2/AD. Queste rappresentano una strategia volta a ridurre al minimo la libertà di movimento dell’avversario nel campo di battaglia. Mosca, con tale obiettivo, ha implementato le zone A2/AD, collocandole presso avamposti che massimizzano in modo esponenziale il loro effetto strategico. Nonostante gli schieramenti Anti-Access  russi si estendano dall’Artico alla Siria, quelle a maggiore concentrazione sono la Crimea e Kaliningrad. In caso di escalation, tali dispiegamenti A2/AD minimizzerebbero la capacità della NATO di accedere ad aree chiave, come i Paesi Baltici o la Polonia.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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