Libano: il Qatar pronto a fornire aiuti all’esercito

Pubblicato il 7 luglio 2021 alle 15:21 in Libano Qatar

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Il Qatar si è impegnato a fornire 70 tonnellate di risorse alimentari al mese alle forze armate del Libano, in un momento in cui il Paese continua a far fronte a una grave crisi economica, politica e sociale.

Questo è quanto riferito dal ministro degli Esteri qatariota, Sheikh Mohammed bin Abdulrahman al-Thani, nel corso di una visita a Beirut, svolta il 6 luglio, durante la quale ha tenuto colloqui con il presidente libanese, Michel Aoun, il premier designato, Saad Hariri, il presidente del Parlamento, Nabih Berri e il comandante dell’esercito, Joseph Aoun. In tale occasione, Doha ha espresso il suo sostegno a Beirut, mentre ha esortato le parti libanesi a formare quanto prima un nuovo esecutivo, volto a raggiungere “stabilità”, nell’interesse dell’intera nazione. Al contempo, è stata ribadita la necessità di promuovere una “azione araba congiunta”, mentre l’esercito libanese è stato elogiato per il ruolo svolto soprattutto nel corso della crisi derivante dall’esplosione che, il 4 agosto 2020, ha devastato il porto della capitale Beirut. Proprio le forze armate saranno destinatarie degli aiuti mensili qatarioti, di cui, però, non sono stati specificati ulteriori dettagli.

In precedenza, era stato il capo dell’esercito libanese a rivolgere un appello ai donatori internazionali, chiedendo assistenza per i soldati del Libano, i cui stipendi hanno subito una forte riduzione, alla luce della svalutazione della lira libanese e della crescente inflazione. Per il comandante Aoun, l’esercito rappresenta l’unico in grado di garantire sicurezza e stabilità in una situazione “critica”, oltre ad essersi guadagnato la fiducia delle istituzioni a livello nazionale e internazionale. Motivo per cui, risulta essere necessario supportare le forze armate libanesi.

In generale, Beirut ha più volte chiesto il sostegno della comunità internazionale, oltre che dei Paesi del Golfo. Tuttavia, le nazioni sunnite della regione mediorientale sembrano essere restie a fornire assistenza a un Paese in cui un partito sciita, Hezbollah, svolge un ruolo rilevante. Circa gli altri donatori internazionali, questi non hanno negato aiuti al Libano, ma hanno richiesto dapprima la formazione di un nuovo governo, in grado di attuare riforme volte a risanare un quadro economico in continuo deterioramento.

Quanto al Qatar, non è la prima volta che il Paese del Golfo mostra la sua vicinanza al Libano. A tal proposito, risale al 19 aprile una visita del primo ministro del governo custode libanese, Hassan Diab, a Doha, dove ha tenuto colloqui con funzionari qatarioti, volti a discutere sia degli sviluppi nel panorama libanese sia delle modalità per rafforzare le relazioni bilaterali tra il Libano e il Qatar. Durante il meeting, l’emiro del Qatar, Tamim bin Hamad al-Thani, ha ribadito il sostegno del suo Paese verso il Libano e la sua posizione a fianco del popolo libanese. Ancora prima, il 16 aprile, il Qatar, tramite il proprio Fondo per lo Sviluppo, aveva inviato in Libano ulteriori aiuti, da inserirsi nel quadro della risposta umanitaria di Doha all’esplosione del porto di Beirut.

Prima di Diab, anche Saad Hariri ha incontrato, il 9 febbraio scorso, il vicepremier e ministro degli Affari esteri del Qatar, al-Thani. In tal caso, diverse fonti mediatiche del mondo arabo hanno collegato la visita a sorpresa di al-Thani a un tentativo del Qatar di riunire le forze politiche libanesi al tavolo dei negoziati, così come avvenuto nel 2008, quando, il 21 maggio di quell’anno, venne siglato il cosiddetto “accordo di Doha”, che metteva fine a una crisi politica libanese durata circa 18 mesi, scongiurando, al contempo, un’eventuale guerra civile. Alla luce di un perdurante stallo politico, Doha potrebbe ritornare a svolgere un ruolo simile. Tuttavia, diversi analisti hanno evidenziato che raggiungere un nuovo accordo come quello del 2008 non è semplice, in quanto si è di fronte a un contesto nazionale e regionale diverso.

Nel frattempo, come evidenziato dallo stesso Diab il 6 luglio, il Libano è “sull’orlo di una catastrofe”. Oltre ad essere la crisi più grave registrata nel Paese mediorientale dalla guerra civile del 1975-1990, per la Banca Mondiale potrebbe trattarsi di una delle peggiori tre crisi registrate a livello internazionale negli ultimi 150 anni.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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