Hong Kong: arrestate 9 persone per terrorismo, progettavano bombe

Pubblicato il 7 luglio 2021 alle 18:43 in Asia Hong Kong

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L’Ufficio per la sicurezza nazionale della polizia di Hong Kong ha dichiarato di aver smantellato il rifugio di un’organizzazione per l’indipendenza di Hong Kong che stava pianificando attacchi con bombe artigianali. In totale, il 5 luglio, la polizia ha arrestato 9 persone, di cui 5 uomini e 4 donne di età compresa tra i 15 e i 39 anni che facevano parte dell’organizzazione. Il 7 luglio, tre di loro sono stati accusati di cospirazione per compiere atti terroristici.

Secondo quanto riferito dalla polizia, il laboratorio per la realizzazione degli ordigni era situato in una stanza prenotata da giugno all’interno di un hotel sulla Nathan Road ed è stato smantellato il 5 luglio. Le autorità locali hanno riferito di ritenere che l’obiettivo sarebbe stato colpire infrastrutture pubbliche di Hong Kong quali tunnel sottomarini, ferrovie, tribunali, bidoni della spazzatura per le strade e anche eseguire attacchi con autobomba. Tra il materiale sequestrato vi sono prime chimiche, attrezzature per la fabbricazione di bombe, manuali d’azione, oltre 80.000 dollari di Hong Kong in contanti e 10.000 dollari di Hong Kong in valuta estera.

Le 9 persone arrestate sono sospettate di aver violato la legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong commettendo il reato di attività terroristica. Sei tra gli arrestati sarebbero studenti delle scuole secondarie, uno è un dirigente della School of Continuing Education, Hong Kong Baptist University e si occuperebbe di reperire fondi per l’organizzazione, la moglie che lavora alle scuole secondarie, tassisti e disoccupati. In totale, la polizia ha poi.  bloccato beni per 600.000 dollari di Hong Kong.

Secondo fonti cinesi, l’organizzazione di cui fanno parte le persone arrestate, nota come Returning Valiant in inglese, sarebbe formata principalmente da studenti delle scuole secondarie e delle università che dalle proprie pagine social parlava di “fiamme rivoluzionarie” e indipendenza.

Come riferito da South China Morning Post, il 7 luglio, tre tra gli studenti, ovvero il 17enne Ho Yu-wang, 17, il 19enne Alexander Au e un 15enne non identificato sono stati accusati formalmente di aver cospirato per commettere atti di terrorismo. Tale reato prevede pene detentive che vanno fino all’ergastolo, tuttavia, altre leggi locali stabiliscono che gli imputati di età inferiore ai 16 anni non possono essere mandati in carcere a meno che non esistano opzioni di condanna alternative. I tre torneranno in tribunale il prossimo primo settembre mentre, tra gli altri detenuti, in tre sono stati rilasciati su cauzione ed è previsto che lo stesso avvenga anche per i restanti.

Un avvocato d’ufficio che rappresenta il 15enno ha riferito che gli investigatori abbiano indotto il ragazzo a fare una confessione dicendogli che non necessitasse di consulenza se sua madre fosse stata presente durante i colloqui con la polizia. Gli agenti sono stati poi accusati di aver tirato i capelli al ragazzo e di averlo intimidito per fargli sbloccare il cellulare per un’ispezione.

La legge sulla sicurezza nazionale di Hong Kong è stata approvata il 30 giugno 2020 dall’Assemblea Nazionale del Popolo di Pechino ed è entrata in vigore il successivo primo luglio . Con essa sono stati proibiti movimenti secessionisti e sovversivi, interferenze straniere e azioni di terrorismo sull’isola, rendendoli atti criminali per i quali sono previste pene fino all’ergastolo. Oltre a questo, è stata istituita la Commissione di Salvaguardia della Sicurezza Nazionale, che prevede l’impiego sull’isola di forze dell’ordine rispondenti al governo centrale di Pechino. Successivamente, lo scorso 11 marzo, la Cina ha poi modificato il sistema elettorale di Hong Kong in modo da garantire che siano i patrioti, ovvero coloro che amano il proprio Paese, a governare Hong Kong. 

La legge sulla sicurezza nazionale era arrivata dopo che, nel 2019, l’isola era stata teatro di proteste iniziate il 31 marzo di quell’anno, quando gli abitanti dell’isola erano scesi in strada per manifestare contro una controversa proposta di legge che prevedeva l’estradizione verso la Cina continentale per i residenti di Hong Kong. Nonostante tale proposta fosse stata ritirata, le proteste si erano evolute in una generale rivendicazione contro le ingerenze del governo centrale di Pechino nelle questioni interne dell’isola, diventando sempre più violente.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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