Export militare italiano: Roma tenta di ricucire i rapporti con Emirati e Arabia Saudita

Pubblicato il 7 luglio 2021 alle 11:53 in Arabia Saudita Emirati Arabi Uniti Italia

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L’Italia ha allentato le restrizioni alle esportazioni di armi verso l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti, revocando le clausole rafforzate, necessarie all’export verso i due Paesi, che si applicavano alle licenze già assegnate alle aziende nazionali. Lo si apprende dall’agenzia di stampa Reuters, che ha citato fonti del Ministero degli Esteri e una nota dell’Uama, l’ufficio della Farnesina responsabile per le autorizzazioni alle esportazioni. La mossa sarebbe finalizzata ad ammorbidire le tensioni diplomatiche con i due Stati del Golfo.

Roma aveva annunciato la revoca delle autorizzazioni all’esportazione di missili e bombe verso l’Arabia Saudita e gli Emirati Arabi Uniti il 29 gennaio di quest’anno, segnando un momento di crisi nei rapporti bilaterali con entrambe le nazioni. La decisione, la prima di questo genere in circa 30 anni, dall’entrata in vigore della legge 185 del 1990 sull’esportazione degli armamenti, era stata motivata dalla necessità di mostrare uno sforzo più concreto a favore della pace in Yemen, dove Riad ed Abu Dhabi sono impegnate nel tentativo di fermare la rivolta dei ribelli sciiti Houthi. Il ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, aveva affermato, all’epoca, che la decisione voleva essere “un chiaro messaggio di pace da parte del nostro Paese”, sottolineando l’importanza del rispetto dei diritti umani per l’attuale esecutivo. L’intervento governativo ha previsto altresì che rimanesse in vigore la sospensione della concessione di nuove licenze per gli stessi materiali e verso gli Stessi Paesi. 

Questi divieti, sanciti con la decisione di gennaio, resteranno in vigore, ma, secondo quanto espresso dalla nuova nota dell’Uama, datata 5 luglio 2021, altri limiti, introdotti nel 2019, che hanno di fatto bloccato la vendita di armi e attrezzature militari che rischierebbero di essere utilizzate in Yemen, saranno ora revocati. Nello specifico, a partire dal 30 giugno 2021, non è più richiesta la clausola dell’Euc rafforzato per le esportazioni verso Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Ciò significa che “tutte le autorizzazioni rilasciate, in corso di validità, sono da da ritenersi valide anche senza tale prescrizione”, si legge nella nota. Euc è una sigla che sta per “end-user certificate”, un documento che l’acquirente deve fornire al venditore in cui si assicura che il prodotto o servizio acquistato non sarà utilizzato per determinati scopi. I requisiti richiesti per le esportazioni verso i due Stati del Golfo erano stati rafforzati due anni fa a seguito di una crescente opposizione dell’opinione pubblica nei confronti della guerra. Le licenze sugli armamenti revocate a gennaio, compresa la vendita di circa 12.700 missili, rimarranno invece bloccate. 

Tutto ciò avviene a pochi giorni dalla chiusura, il 2 luglio, della base italiana presso l’aeroporto di Al Minhad, negli Emirati Arabi Uniti, un polo strategico per il supporto alle missioni nazionali in Iraq e Corno d’Africa. La decisione della Farnesina, pertanto, è stata interpretata dagli esperti come un tentativo di ricucire lo strappo con Abu Dhabi.

I circa cento militari dell’Aeronautica italiana presenti ad Al Minhad hanno sgomberato la base il giorno in cui è scaduto il termine imposto da Abu Dhabi per lasciare il sito. Il ritiro era già iniziato la scorsa settimana, quando il quotidiano Defense News aveva diffuso la notizia, citando Matteo Perego Di Cremnago, membro della Commissione per la Difesa del Parlamento italiano. Reuters aveva poi confermato la scadenza del 2 luglio per lo sgombero definitivo. “Quando le relazioni nel Golfo si interrompono, è molto difficile resuscitarle”, aveva commentato Di Cremnago, riferendosi alle recenti tensioni tra Italia ed Emirati Arabi Uniti. In particolare, vale la pena ricordare che, l’8 giugno di quest’anno, la Farnesina aveva convocato l’ambasciatore emiratino a Roma, Omar al-Shamsi, dopo che Abu Dhabi aveva negato ad un aereo militare italiano, diretto in Afghanistan, di transitare nel suo spazio aereo. Durante il colloquio, il ministro degli Esteri italiano aveva manifestato “sorpresa e forte disappunto” per un “gesto inatteso che si fatica a comprendere”. L’episodio aveva interessato un aereo militare che trasportava giornalisti e ufficiali militari, diretti alla cerimonia per il ritiro delle truppe italiane dall’Afghanistan. Quando il mezzo aveva chiesto l’autorizzazione a transitare nello spazio aereo emiratino, Abu Dhabi gliel’aveva negata, costringendo uno scalo non pianificato a Dammam, in Arabia Saudita. Più tardi, l’aereo aveva continuato il suo viaggio su una rotta più lunga.

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Chiara Gentili

di Redazione

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