Russia, FSB: console estone arrestato per spionaggio politico

Pubblicato il 6 luglio 2021 alle 18:23 in Repubbliche Baltiche Russia

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Il Servizio Federale per la Sicurezza (FSB) della Federazione Russa ha arrestato a San Pietroburgo, martedì 6 luglio, il console estone presso la suddetta città, Mart Lyatt, mentre un cittadino russo gli consegnava documenti “classificati”. Il giorno seguente, il 7 luglio, il Ministero degli Affari Esteri di Mosca ha definito “persona non grata” il diplomatico estone, annunciandone l’espulsione dal Paese.

A riferirlo, il medesimo martedì, è stata l’agenzia di stampa russa TASS, la quale ha riportato il comunicato dell’FSB. I Servizi segreti russi hanno sottolineato che l’attività di scambio di documentazione riservata non è compatibile con lo status di rappresentante diplomatico, affermando che la cessione di materiale top secret è un “atto ostile” nei confronti della Federazione Russa. Di conseguenza, le autorità di Mosca hanno annunciato che saranno presi provvedimenti contro il diplomatico estone in conformità al diritto internazionale.

La posizione giuridica di Lyatt sarà valutata alla luce del suo status diplomatico. Secondo la normativa internazionale, i funzionari godono dell’immunità diplomatica nel Paese in cui operano, ovvero trattamenti particolari concessi agli agenti accreditati presso uno Stato o un’organizzazione internazionale. Tuttavia, tali garanzie vengono meno nel caso in cui vengano commessi atti ostili e violazioni della legge.

Un analogo episodio si è verificato il 7 giugno, quando l’FSB ha arrestato il cittadino ucraino Alexey Semenyaka, con l’accusa di fornire informazioni all’intelligence di Kiev, la SBU. Successivamente, l’FSB ha emesso un mandato di espulsione dell’uomo dal territorio della Federazione. In tale occasione, i servizi segreti della Federazione avevano reso noto che l’intelligence ucraina coordinava l’attività di spionaggio dell’agente espulso. Semenyaka riportava le informazioni raccolte a due ufficiali della SBU, i quali operano nel Dipartimento di Controspionaggio per la Difesa degli interessi nazionali (DKIB) nel campo della sicurezza delle informazioni. Si tratta del tenente Timur Gasymov e del vice-capo del DKIB, il tenente colonnello Igor Chernyak.

Le principali attività antiterroristiche in Russia sono svolte dal Servizio Federale per la Sicurezza, in collaborazione con il Ministero degli Affari Interni, la Rosguard, il Comitato per la Sicurezza Interna e altre agenzie di polizia. L’ufficio del procuratore generale della Federazione Russa svolge poi un ruolo di coordinamento nella lotta contro la criminalità. Il 9 marzo, al fine di ridurre la minaccia del terrorismo in Russia, la Camera Bassa della Federazione Russa ha approvato in prima lettura un disegno di legge per bloccare i contenuti ritenuti estremisti o associabili al terrorismo. In passato, soprattutto a partire dal 1996, erano principalmente i separatisti ceceni a minacciare la sicurezza della Russia e ad organizzare assedi di matrice terroristica. I tre attacchi più gravi che hanno colpito la nazione sono avvenuti a Stavropol, a Mosca e in  Settentrionale.  

Il primo si è verificato il 14 giugno 1995. Con il fine di richiedere il ritiro delle truppe russe dal Caucaso, un gruppo di separatisti ceceni prese in ostaggio circa 1.600 persone all’interno dell’ospedale cittadino. Le vittime totali furono 129, oltre a diverse centinaia di feriti. Il secondo attacco durò tre giorni, dal 23 al 26 ottobre 2002. Anche in questo caso, una coalizione di separatisti ceceni sequestrò circa 850 persone nel teatro Dubrovka di Mosca. In seguito a trattative non soddisfacenti, le autorità russe intervennero per porre fine al sequestro. La tragedia si concluse con la morte di 129 persone e numerosi feriti. Il terzo attentato era stato organizzato nella regione autonoma dell’Ossezia del Nord, a Beslan, quando, dal primo al 3 settembre 2004, un gruppo di separatisti ceceni attaccò una scuola. Durante l’assedio e l’assalto delle forze speciali russe morirono 334 persone, mentre oltre 800 rimasero ferite. Durante la missione del 2004, a guidare i gruppi d’assalto era Movsar Barayev, il nipote del comandante della milizia cecena, Arbi Barayev, organizzatore dei precedenti sequestri.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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