Filippine-Giappone: la prima esercitazione aerea congiunta

Pubblicato il 6 luglio 2021 alle 7:36 in Filippine Giappone

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L’Aeronautica del Giappone e quella delle Filippine hanno avviato la loro prima esercitazione militare congiunta, dal 5 all’8 luglio. L’annuncio di tali operazioni era stato dato il 2 luglio scorso dall’ambasciata giapponese a Manila, che aveva definito l’evento come “un importante pietra miliare per la cooperazione in materia di difesa tra Giappone e Filippine”.

L’esercitazione aria-aria partirà dalla base aerea Clark situata nell’isola filippina di Luzon che, in passato, era una base militare statunitense. Le operazioni si incentreranno su esercitazioni di soccorso umanitario e in caso di calamità. L’ambasciata giapponese ha specificato che l’esercitazione si concentrerà sul “rafforzamento dell’interoperabilità per la consegna di beni di soccorso alle persone colpite in aree isolate in gravi situazioni di emergenza”. Tra le operazioni previste  vi saranno esercitazioni di carico e scarico e di lancio con paracadute. Il maggiore Mizuno Masaki dell’Aeronautica giapponese ha affermato che sia le Filippine, sia il Giappone sono Paesi inclini ai disastri naturali e hanno esperienze da condividere l’uno con l’altro.

Tra i mezzi impiegati vi saranno gli aerei da trasporto C-130H del Giappone. Annunciando l’esercitazione, l’ambasciata giapponese ha ribadito “l’importanza di mantenere un Indo-Pacifico libero e aperto, inclusivo e basato sullo stato di diritto, sui valori democratici, sull’integrità territoriale, sulla trasparenza e sulla risoluzione pacifica delle controversie”.

Secondo The Diplomat, le esercitazioni aeree del Giappone e delle Filippine segnalerebbero un aumento nel livello di cooperazione in materia di sicurezza tra le parti di fronte alla crescente espansione delle rivendicazioni cinesi e del potenziamento delle capacità navali e marittime di Pechino. Sia il Giappone, sia le Filippine hanno dispute di sovranità aperte con Pechino rispettivamente nel Mar Cinese Orientale e nel Mar Cinese Meridionale

Le rivendicazioni concorrenti di Manila e Pechino sono state oggetto di una sentenza della Corte di giustizia internazionale, il 12 luglio 2016. In tal caso, nel 2013, Manila aveva denunciato Pechino per aver costruito isole artificiali nelle acque contese tra i due Paesi e la corte di giustizia internazionale si era espressa in favore delle Filippine invalidando le rivendicazioni cinesi. La Cina si era rifiutata di partecipare al processo e non ha mai preso in considerazione e rispettato il suo esito. Per Pechino, la propria sovranità sul Mar Cinese Meridionale deriva da presupposti storici, nello specifico da una mappa pubblicata il primo dicembre 1947 dall’allora Repubblica di Cina e rivista nel 1953, in cui con nove tratti si delimitava la sovranità cinese sulle acque in questione, includendole pressoché per intero. Anche Taiwan rivendica pressoché in toto la sovranità sul Mar Cinese Meridionale mentre Vietnam, Filippine, Malesia e Brunei, ne reclamano solamente alcune parti.

Anche il Giappone, come le Filippine, ha dispute di sovranità aperte con la Cina rispetto al possesso delle isole Senkaku, che la Cina chiama Diaoyu. Queste sono, al momento, amministrate dal Giappone ma intorno alle loro acque e sui loro cieli sta crescendo la presenza militare di entrambe le parti. Di fronte alla crescente presenza militare cinese nell’area e nella regione dell’Indo-Pacifico in generale, il Giappone sta rafforzando i propri legami di difesa con vari attori regionali e non, quali le Filippine.

Nel 2011, i governi di Tokyo e Manila avevano firmato un’intesa di partenariato strategico e, dal 2015 ad oggi, hanno condotto 17 esercitazioni navali congiunte. Dal 2016, poi, i due Paesi sono legati da un accordo che consente il trasferimento di attrezzature e tecnologie per la difesa dal Giappone alle Filippine. Il 5 maggio scorso, Tokyo ha iniziato a fornire all’Esercito filippino equipaggiamenti di salvataggio utilizzati dalle Forze di autodifesa del Giappone tramite il meccanismo official development assistance (ODA). Rispetto alla fornitura di armi questa è stata resa possibile dal fatto che, dal 2014, il Giappone ha rimosso una legge che gli impediva di vendere armi all’estero. Tra il 2016 e il 2018, le Filippine hanno messo in servizio dieci navi da pattuglia di fabbricazione giapponese per potenziare la propria Guardia costiera e Tokyo ha assistito Manila per il prestito necessario al finanziamento del loro acquisto.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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