Balcani occidentali: tutti i temi del Summit di Berlino

Pubblicato il 6 luglio 2021 alle 15:47 in Balcani Europa

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Si è svolto ieri, lunedì 5 luglio, in modalità online, il Summit di Berlino sui Balcani Occidentali, l’ottavo vertice annuale ospitato dalla cancelliera tedesca Angela Merkel. I partecipanti hanno fatto il punto sui risultati della cooperazione regionale e hanno delineato i passi futuri da intraprendere in vista di una maggiore solidarietà, soprattutto per quanto riguarda l’adesione all’UE. Oltre ai funzionari dell’Unione e ai leader regionali, tra i quali c’erano i rappresentati di Albania, Bosnia ed Erzegovina, Montenegro, Kosovo, Macedonia del Nord e Serbia, hanno partecipato al vertice anche il presidente francese, Emmanuel Macron, e i primi ministri di Italia, Bulgaria, Polonia, Slovenia, Grecia, Croazia e Austria. 

Il summit è un’iniziativa lanciata nel 2014 dalla Merkel, volta a rafforzare la cooperazione regionale nei Balcani occidentali e a favorire l’integrazione di questi Paesi nell’UE. Gli incontri annuali tra i più alti funzionari governativi rientrano all’interno del progetto generale, chiamato “Processo di Berlino”, fatto anche di incontri dei rappresentanti delle organizzazioni regionali della società civile, delle organizzazioni giovanili e delle associazioni imprenditoriali. 

Merkel, nella sua ultima apparizione al vertice in qualità di capo del governo, ha osservato che, al di là di tutte le difficoltà che ancora esistono, si sono registrati una serie di successi negli ultimi anni. La cancelliera ha citato l’Accordo Regionale sul Roaming, entrato in vigore il primo luglio, le cosiddette “Corsie Verdi”, istituite lo scorso anno, l’Ufficio Regionale per la Cooperazione Giovanile e i passi avanti verso il Mercato Comune Regionale. “Questo percorso rende evidente che oltre al processo di avvicinamento all’Unione Europea, con l’obiettivo di aderire al blocco, è soprattutto importante che la regione collabori in una fase in cui ogni singolo Paese sta ancora lavorando per delineare il suo percorso verso l’adesione”, ha detto la Merkel in una conferenza stampa dopo l’incontro. Tra le difficoltà da superare, la cancelliera ha menzionato il dialogo tra Serbia e Kosovo e la situazione in Bosnia-Erzegovina. “Purtroppo, abbiamo ancora una serie di discussioni tra Bulgaria e Macedonia del Nord. Ci vuole tanta pazienza e tanto impegno. Queste due cose sono emerse oggi da parte di tutti i soggetti coinvolti”, ha affermato Merkel.

Stando a quanto riportato nelle Conclusioni del Summit, pubblicate ieri sera, i partecipanti hanno sottolineato la necessità di proseguire il Processo di Berlino al fine di sfruttare appieno il potenziale di una migliore cooperazione regionale e superare le conseguenze socio-economiche della pandemia. I Paesi hanno sottolineato che l’allargamento dell’UE ai Balcani occidentali costituisce un investimento strategico per la pace, la democrazia, la prosperità, la sicurezza e la stabilità in Europa, riconfermando la visione di lunga data secondo cui il futuro dell’intera regione risiede nell’UE. “È ora compito di questi Stati concludere senza indugio il lavoro intrapreso e facilitato dal Consiglio di cooperazione regionale (RCC) e nell’ambito dell’Accordo centro-europeo di libero scambio (CEFTA) e firmare o adottare rapidamente gli accordi e le decisioni pertinenti a beneficio dei cittadini e delle imprese della regione”, si legge nel documento.

I partecipanti hanno poi sottolineato che la corruzione, il riciclaggio di denaro e la criminalità finanziaria rappresentano minacce alla sicurezza condivise e hanno accolto con favore i progressi compiuti dal Gruppo direttivo per gli impegni di sicurezza del Processo di Berlino, finalizzato a rafforzare la cooperazione regionale e internazionale sulla prevenzione e la lotta al traffico di droga, di persone, di armi e all’estremismo violento. Gli Stati che hanno preso parte all’incontro hanno infine elogiato la solidarietà mostrata dall’UE nei confronti dei Balcani occidentali nella lotta alla pandemia, soprattutto tramite le consegne di vaccini attraverso il meccanismo di condivisione dell’UE.

Al vertice online di lunedì, hanno partecipato anche la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, e il commissario per il vicinato e l’allargamento, Olivér Várhelyi. Secondo quanto riferito, la Commissione ha riconfermato il suo impegno alla cooperazione e al sostegno della regione nella sua ripresa post-pandemia attraverso il piano economico e di investimenti, concentrandosi su investimenti per la transizione verde e digitale, collegamenti di mobilità intelligente, energia sostenibile, infrastrutture digitali, e lo sviluppo del settore imprenditoriale e del capitale umano, compresi i giovani. La Commissione ha inoltre chiesto ulteriori progressi nell’integrazione economica della regione per sfruttare appieno i vantaggi degli investimenti previsti. La presidente von der Leyen, nel suo discorso di apertura, ha affermato che la priorità della Commissione è accelerare l’agenda dell’allargamento in tutta la regione e sostenere i partner dei Balcani occidentali nel loro lavoro per realizzare le riforme necessarie per avanzare sul loro cammino europeo. “Ma il nostro impegno con i Balcani occidentali va oltre e il Processo di Berlino è servito da incubatore per molte iniziative che ora sono diventate parte integrante della politica dell’UE nei confronti della regione. Insieme abbiamo tracciato la rotta per un’Europa più sostenibile, più digitale e più resiliente”, ha affermato von der Leyen. Il commissario Várhelyi, dal canto suo, ha sottolineato che colmare il divario socioeconomico tra i Balcani occidentali e l’UE è fondamentale per il compimento del processo di allargamento. “Stiamo portando significative opportunità di investimento nella regione attraverso il Piano economico e degli investimenti. Ora spetta alla regione usarli bene sfruttando il suo pieno potenziale economico e istituendo un mercato regionale comune basato sulle regole dell’UE. La creazione di “Corsie verdi” ai valichi di frontiera all’interno dell’intera regione è un esempio perfetto di come può funzionare”, ha affermato Várhelyi.

Nonostante i passi avanti realizzati in diversi ambiti della cooperazione regionale, il processo di allargamento dell’Unione rimane lento. Negli ultimi sette anni, l’unico progresso è stata la decisione del Consiglio europeo, nel marzo 2020, di aprire i colloqui di adesione con l’Albania e la Macedonia del Nord, ma le trattative non sono ancora iniziate, soprattutto a causa delle condizioni imposte all’Albania e del veto della Bulgaria sulla Macedonia del Nord. Neanche l’iniziativa lanciata lo scorso anno da Albania, Serbia e Macedonia del Nord ha avuto molto successo. Si trattava della cosiddetta “mini Schengen”, il cui futuro rimane ancora poco chiaro. Mentre gli altri Paesi della regione si sarebbero rifiutati di aderire, i promotori del progetto dovrebbero cambiarne il nome a fine mese.

Intervenendo durante il vertice di lunedì, il primo ministro del Kosovo, Albin Kurti, ha affermato che il suo Paese è “pienamente impegnato nella cooperazione regionale”, ma che non sostiene l’idea di una “mini Schengen”. Secondo Kurti, la soluzione sarebbe un accordo di libero scambio per l’Europa sudorientale, basato sul modello EFTA-SEE, che “innalzerebbe l’intera regione e supererebbe gli ostacoli attuali”. “Speriamo certamente che la Commissione europea possa prendere seriamente in considerazione questa proposta e avviare un dialogo che porti a risultati concreti”, ha affermato il premier Kurti.

Sulla collaborazione tra i Paesi della regione, il primo ministro della Macedonia del Nord, Zoran Zaev, ha affermato che, senza dubbio, la piena integrazione dei Balcani occidentali nella famiglia europea dovrebbe essere un risultato naturale del percorso di riforma regionale e un pilastro della pace e della stabilità a lungo termine. “Posso dire che il Processo di Berlino è riuscito davvero a muovere i Balcani occidentali nella giusta direzione. Soprattutto in relazione alla cooperazione economica regionale. In questo contesto, guardando indietro, quando due anni fa abbiamo deciso di ridurre i prezzi del roaming nella regione, nessuno pensava che avremmo avuto una regione con tariffe di roaming zero. Questo successo storico è il risultato di lunghi negoziati facilitati dal Consiglio di cooperazione regionale e dall’Unione europea. Ora è fatto”, ha detto Zaev.

Per il premier italiano, Mario Draghi: “L’UE deve avere chiaro che l’obiettivo finale è la piena adesione di tutti i Paesi dell’area all’Europa. L’Europa deve dimostrare saggezza politica e visione strategica. L’integrazione di questi Paesi è l’unica strada per stabilizzare la regione e consolidare la sua transizione democratica”, ha sottolineato il primo ministro, aggiungendo di guardare “al proseguimento dello sforzo comune per accelerare l’integrazione dei Balcani Occidentali in UE”.

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di Redazione

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