La Grecia sostiene l’integrazione euro-atlantica dell’Ucraina

Pubblicato il 5 luglio 2021 alle 19:06 in Europa Grecia Ucraina

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Il ministro degli Affari Esteri della Grecia, Nikos Dendias, si è recato a Kiev, lunedì 5 luglio, per incontrare l’omologo ucraino, Dmytro Kuleba. In tale occasione, Atene ha dichiarato di avere piena fiducia nel percorso di integrazione euro-atlantica di Kiev. 

A riferirlo è stata l’agenzia di stampa Ukrinform, la quale ha riportato le parole pronunciate da Dendias nel corso di una conferenza di stampa congiunta con Kuleba. Atene è intenzionata a sviluppare le relazioni bilaterali con Kiev poiché ritiene che il Paese, definito “vicino”, sia parte dell’Europa. Il ministro greco ha altresì affermato di aver accolto con favore la decisione dell’Ucraina di unirsi al Green Deal dell’UE, uno dei numerosi progetti che il blocco ha elaborato e a cui Kiev ha preso parte.

“La Grecia aiuta e aiuterà sempre l’Ucraina nelle sue aspirazioni europee. Crediamo che appartenga all’Unione, accanto a noi”, ha affermato il rappresentante degli Esteri, esortando Kiev ad attenersi fedelmente alle disposizioni dell’Accordo di Associazione tra l’Ucraina e l’UESi tratta di un’intesa entrata in vigore il primo settembre 2017 attraverso cui le parti si sono impegnate a cooperare dal punto di vista della politica economica, legislativo, giuridico e umanitario. Nello specifico, con l’accordo l’Ucraina si è impegnata ad attuare una serie di riforme nei suddetti settori al fine di allineare le sue politiche e la sua legislatura con quelle dell’Unione Europea. Da parte sua, Bruxelles è concentrata nel fornire a Kiev sostegno politico e finanziario, nonché l’accesso ai mercati dell’UE. Bruxelles, da parte sua, sostiene da diversi anni il Paese nella lotta alla corruzione. È in tale direzione che, nel 2017, l’UE ha elaborato l’iniziativa anticorruzione (EUACI). Quest’ultima, nel 2020, ha ricevuto nuovi finanziamenti dal valore di 22,9 milioni di euro. Tale somma sosterrà l’Ucraina fino al 2024.

Secondo quanto riferito dalla suddetta agenzia stampa, il diplomatico di Atene si recherà a Odessa, una città nel Meridione del Paese che si affaccia sul Mar Nero. Per quanto riguarda le sfide che l’Ucraina sta affrontando, il ministro greco ha ribadito il sostegno dell’UE all’indipendenza, alla sovranità e all’integrità territoriale dell’Ucraina sulla base del diritto internazionale. Pertanto, ha concluso Dendias, Bruxelles condanna l’annessione illegale della Crimea e di Sebastopoli da parte della Federazione Russa, avvenuta il 16 marzo 2014.

In tal contesto, è importante sottolineare che, il 29 giugno, il Parlamento di Kiev ha approvato un disegno di legge che sancisce l’istituzione di una Commissione Speciale che avrà il compito di valutare l’adeguatezza di giudici e ufficiali giudiziari nel Paese. Tale mossa è da inserire nel quadro delle proposte anticorruzione suggerite dalla NATO e da numerosi Paesi Occidentali.

Quando si fa riferimento alle aspirazioni euro-atlantiche dell’Ucraina non si possono non menzionare le riforme anticorruzione, il rafforzamento dello stato di diritto e l’adozione di sistemi affini a quelli dell’UE e della NATO. Nonostante le richieste di adesione, l’Alleanza ha sempre esortato Kiev a impegnarsi nella promozione dello stato di diritto e nell’attuazione di riforme economiche e anti-corruzione al fine di rafforzare le istituzioni del Paese. In tale quadro, è importante ricordare l’ultimo vertice ucraino-statunitense, tenutosi lo scorso 13 aprile. In tale data, Kuleba ha incontrato a Bruxelles il segretario di Stato degli Usa, Antony Blinken, il quale ha sottolineato che tali misure permetteranno di ridurre i tempo di integrazione euro-atlantica.

Infine, per numerosi esperti, non è casuale il fatto che l’Occidente, di recente, abbia esercitato maggiori pressioni sull’Ucraina, esortandola ad accelerare i tempi di approvazione delle riforme anticorruzione. In tal contesto, lo scorso febbraio, il Parlamento europeo aveva ribadito che era proprio la corruzione a prolungare i tempi di attuazione di nuove leggi in Ucraina. Attraverso tali dichiarazioni, il Parlamento europeo intendeva porre l’accento sull’instabilità interna e sui problemi istituzionali che continuano a destabilizzare il Paese. Gli eurodeputati avevano altresì posto l’accento sulla mancanza di progressi nella “de-oligarchizzazione” del Paese. Tale aspetto è chiave nel processo di integrazione nell’Unione Europea e nella NATO perché, finché nel Paese gli oligarchi continueranno ad esercitare una forte influenza sull’economia e sulla politica, e, soprattutto, sui media, sui sistemi giudiziari, e sulle forze armante, l’Ucraina non potrà entrare a far parte delle suddette organizzazioni.

 

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Anna Peverieri, interprete di russo e inglese

di Redazione

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