Filippine: disastro aereo dell’Aeronautica militare

Pubblicato il 5 luglio 2021 alle 19:26 in Asia Filippine

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Il Ministero della Difesa delle Filippine ha confermato, il 5 luglio, che 50 soldati sono stati uccisi in un incidente aereo avvenuto il giorno prima nella provincia di Sulu, a Sud delle Filippine, mentre viaggiavano a bordo di un aereo da ricognizione di tipo C-130 prodotto dall’azienda statunitense Lockheed Martin. Altri 49 militari, invece, sono rimasti feriti. In generale, l’episodio è stato il disastro aereo più letale avvenuto nel Paese.

L’incidente è avvenuto alle 11:30 circa, ora locale, del 4 luglio, quando il velivolo si è schiantato durante l’atterraggio all’aeroporto di Jolo della provincia di Sulu. L’aereo ha mancato la pista di atterraggio prima dell’incidente e si è poi schiantato in un bosco di cocchi per poi andare in fiamme. Al momento, sono in corso le ricerche per ritrovare la scatola nera dell’aereo.

Il C-130 Hercules stava trasportando 96 soldati, appartenenti per lo più a truppe da combattimento. L’aereo era uno dei due velivoli ristrutturati e appartenenti in precedenza All’aeronautica statunitense che erano stati consegnati alle Filippine nel quadro dell’assistenza militare per il 2021. I militari a bordo si erano imbarcati sul C-130 a Cagayan de Oro e gran parte di loro erano reclute appena addestrate, da schierare nella battaglia contro i militanti di Abu Sayyaf nel sud del Paese.

Il ministro della Difesa delle filippine, Delfin Lorenzana, ha dichiarato di aver ordinato l’avvio di un’indagine sull’incidente, una volta terminate le operazioni di ricerca e soccorso. Al momento, non è ancora chiaro cosa abbia causato l’incidente. In via precauzionale, è stato sospeso l’impiego di almeno un altro C-130 in attesa che gli investigatori determinino la causa dell’incidente. Il comandante regionale dell’esercito, il luogotenente generale Corleto Vinluan, ha affermato che è improbabile che il velivolo sia stato colpito da un attacco a fuoco. Il capo di stato maggiore dell’Esercito, il generale Cirilito Sobejana, il 4 luglio, aveva affermato che, dopo aver mancato la pista, l’aereo aveva cercato di riprendere quota senza però riuscirci.

Un funzionario dell’Aeronautica filippina ha riferito ad Associated Press che la pista di Jolo è più corta della maggior parte delle altre presenti nel Paese, rendendo più difficile per i piloti adeguarsi se un aereo manca il punto di atterraggio.

Nel 2018, il presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte, ha intensificato la presenza dell’Esercito a Sulu per combattere Abu Sayyaf, che è un’organizzazione islamica separatista e terroristica delle Filippine. Il gruppo è stato fondata da Abdurajak Abubakar Janjalani nel 1991, anno in cui ha anche compiuto il suo primo attentato a Zamboanga City, uccidendo due evangelici di nazionalità statunitense. Tra gli obiettivi di Abu Sayyaf, che è altresì riconosciuta come l’organizzazione più pericolosa del Paese, c’è quello di istituire uno Stato indipendente e di fede musulmana nel Sud delle Filippine per la minoranza che pratica tale fede nel Paese, conosciuta come etnia Moro e che vive per lo più a Mindanao. All’inizio l’organizzazione ha subito l’influenza di Al-Qaeda essendo il suo fondatore vicino a Osama bin Laden, ma, dal 2014 il gruppo ha giurato fedeltà allo Stato Islamico. Nel 1997 è stata inserita nella lista delle organizzazioni terroristiche straniere del Dipartimento di Stato degli USA.

Il governo di Manila ha cercato per anni di modernizzare le sue forze armate, che sono tra le meno equipaggiate dell’Asia. A tal proposito, lo scorso 24 giugno, il Dipartimento di Stato degli USA aveva approvato una potenziale vendita di armi alle Filippine per un valore di 2,9 miliardi di dollari che comprenderebbe dodici aerei da caccia F-16 prodotti da Lockheed Martin e trentaquattro missili realizzati da Boeing e Raytheon ma, al momento, non è stato firmato alcun contratto a riguardo.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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