Cina-Europa: dialogo tra Xi, Merkel e Macron

Pubblicato il 5 luglio 2021 alle 20:25 in Cina Europa

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Il presidente cinese, Xi Jinping, ha avuto un vertice via video con la cancelliera tedesca, Angela Merkel, e con il presidente francese, Emmanuel Macron, il 5 luglio, durante il quale i tre hanno parlato di cooperazione in vari ambiti.

Secondo quanto riportato dal Ministero degli Esteri della Cina, Xi ha sottolineato che, al momento, la situazione legata alla pandemia di coronavirus a livello globale è ancora grave e che le prospettive della ripresa economica non sono chiare. Per tali ragioni, oggi più che mai, il mondo avrebbe bisogno di rispetto reciproco e cooperazione sincera anziché di sospetto nei confronti dell’altro e “giochi a somma zero”. Xi ha espresso la speranza che la Cina e l’Europa possano ampliare la cooperazione e il consenso per rispondere in modo corretto alle sfide globali.

Alla luce di tale premessa, Xi ha poi aggiunto che la Cina intende organizzare quanto prima il 23esimo incontro dei leader sino-europei per discutere di strategie di successo, di economia e commercio, di cultura, dell’ambito digitale e del clima. Xi ha ribadito che la Cina amplierà la propria apertura e spera che la parte europea fornisca alle aziende cinesi un ambiente commerciale equo, trasparente e non discriminatorio, in conformità con i principi di mercato. Xi ha poi sottolineato l’importanza di mantenere un livello alto di multilateralismo in ambito internazionale e ha espresso la volontà di collaborare in materia ambientale, così come commerciale. Xi ha citato l’importanza del multilateralismo per circostanze quali la Conferenza delle parti della Convenzione di Kunming sulla diversità biologica, la Conferenza delle parti della Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, la riforma dell’Organizzazione mondiale del commercio, le prossime olimpiadi invernali di Pechino e quelle estive di Parigi.

Infine, Xi ha ribadito l’importanza di instaurare relazioni complessivamente stabili ed equilibrate tra le maggiori potenze globali, ribadendo l’attenzione cinese verso il proprio sviluppo senza aver intenzione di sostituirsi ad altri. A tal proposito, la parte cinese ha ribadito che le “Nuove Vie della Seta”, il progetto globale di investimenti e infrastrutture lanciato da Xi nel 2013, sono un’opportunità per lo sviluppo comune. Pechino intende rafforzare il dialogo e la cooperazione con tutte le parti, difendendo risolutamente la propria sovranità, sicurezza e interessi di sviluppo. In tale ottica, Xi ha affermato che il proprio Paese spera che la parte europea svolga un ruolo maggiormente attivo nelle questioni internazionali, attenendosi all’autonomia strategica, per preservare congiuntamente a pace, la stabilità, lo sviluppo e la prosperità nel mondo.

Secondo quanto riferito dal Ministero degli Esteri della Cina, Macron ha affermato che la Francia si impegnerà a promuovere la cooperazione con la Cina in modo pragmatico e ha espresso sostegno per la conclusione dell’Accordo globale sugli investimenti tra UE e Cina. Sempre secondo la stessa fonte cinese, anche la cancelliera tedesca ha espresso il proprio sostegno per la conclusione dell’Accordo sugli investimenti, rispetto al quale Unione europea (UE) e Cina  avevano concluso i negoziati lo scorso 30 dicembre. Merkel ha poi ribadito la volontà della Germania di collaborare con la Cina su più fronti quali i vaccini, il commercio, l’ambiente e gli affari internazionali. L’ufficio della cancelliera ha dichiarato poi che le parti hanno parlato delle relazioni Cina-UE, della situazione legata al coronavirus, di commercio internazionale, protezione climatica e biodiversità.

La conversazione tra i tre leader è avvenuta in un momento di tensione nelle relazioni tra Pechino e Bruxelles, iniziato da quando, il 22 marzo scorso, Bruxelles ha imposto sanzioni contro quattro soggetti e un’entità cinesi in relazione ad accuse di violazione dei diritti umani nella regione cinese dello Xinjiang. In tale occasione, Bruxelles aveva imposto sanzioni contro la Cina per la prima volta dagli eventi di Piazza Tiananmen, del 1989. In risposta, nella stessa giornata anche Pechino aveva annunciato di aver sanzionato 10 individui e 4 istituzioni europei. Tale scambio di misure punitive è risultato nel blocco da parte del Parlamento europeo del processo di ratifica dell’Accordo globale sugli investimenti tra UE e Cina, il 20 maggio scorso.

Altra criticità era poi emersa dopo che l’UE si è unita agli USA per istituire un corpo per stabilire regole economiche e adottare misure per affrontare la crescente competizione con la Cina, il Consiglio UE-USA per il commercio e la tecnologia (TTC), il 15 giugno scorso. Tale iniziativa era nata in seguito ai summit dei leader del G7 e della NATO rispettivamente il 13 e 14 giugno, durante i quali la Cina è stata al centro del dibattito. Nel primo caso, i partecipanti hanno deciso di creare un’alternativa all’iniziativa delle Nuove Vie della Seta della Cina e hanno sottolineato l’importanza della pace nello Stretto di Taiwan. I leader del G7 hanno poi chiesto a Pechino di rispettare i diritti umani a Hong Kong e nello Xinjiang, di consentire un’indagine completa sulle origini del coronavirus e di limitare la propria aggressività nel Mar Cinese Meridionale e nel Mar Cinese Orientale. Nel secondo caso, la NATO ha affermato che la Cina e le sue ambizioni dichiarate presentano “sfide sistemiche” all’ordine internazionale basato su regole e alle aree rilevanti per la sicurezza dell’Alleanza.

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Camilla Canestri, interprete di cinese e inglese

di Redazione

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