Cile: inaugurata la prima sessione della Convenzione costituzionale

Pubblicato il 5 luglio 2021 alle 15:55 in America Latina Cile

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In Cile è stata inaugurata, domenica 4 luglio, la prima sessione della Convenzione incaricata di redigere una nuova Magna Carta in sostituzione della Costituzione del 1980 ereditata dall’ex presidente Augusto Pinochet. Il giorno in cui la Convenzione si è riunita per la prima volta è coinciso con un altro importante evento storico nella storia politica del Cile, dal momento che il 4 luglio di quest’anno ha segnato i 210 anni dall’insediamento del Primo Congresso Nazionale.

È iniziato così il periodo di nove mesi, prorogabili per altri tre, in cui i 155 costituenti, eletti nelle elezioni del 15 e 16 maggio, stanno procedendo con l’elaborazione di un nuovo testo costituzionale, che è il primo scritto democraticamente. “È una scadenza realistica”, ha evidenziato María Cristina Escudero, accademica presso l’Istituto degli Affari Pubblici dell’Università del Cile, aggiungendo tuttavia che dipenderà molto da come sarà organizzata la Convenzione al suo interno. Il risultato del suo lavoro sarà poi sottoposto ad un referendum di ratifica popolare che si svolgerà nel secondo semestre del 2022 e, in caso di approvazione, la nuova Costituzione entrerà in vigore immediatamente, sostituendo automaticamente quella precedente. Se la nuova Magna Carta non dovesse avere abbastanza consensi alle urne, continuerebbe a governare la Costituzione del 1980.

Il presidente del Cile, Sebastián Piñera, ha affermato che la sua amministrazione vuole riaffermare il suo “impegno solenne” a garantire la normale installazione e il corretto funzionamento dell’Assemblea costituente. “Questa Convenzione Costituzionale rappresenta una grande opportunità per dare origine a una nuova Costituzione che sia riconosciuta e rispettata da tutti i cileni e che costituisca un grande quadro di unità, stabilità e proiezione verso il futuro, per la nostra democrazia e la nostra società”, ha dichiarato Piñera, aggiungendo che il Governo fornirà alla presente Convenzione tutto il supporto tecnico, finanziario e amministrativo necessario per la sua installazione e funzionamento. Tuttavia, il Governo ha rifiutato di prendere in considerazione una richiesta degli indigeni, che hanno 17 seggi nell’assemblea, di esprimersi nella propria lingua durante gli incontri.

Elisa Loncon, accademica e attivista delle lingue dei popoli indigeni, è stata eletta presidente della Convenzione Costituente con 96 voti su 155. “È importante dare segnali che il Paese si sta muovendo verso una società più plurale, più rappresentativa, soprattutto dal punto di vista dell’incorporazione dei popoli indigeni nel processo e anche dell’uguaglianza politica tra uomini e donne”, ha dichiarato Rodrigo Espinoza, coordinatore e accademico della facoltà di Scienze Politiche dell’Università Diego Portales, sottolineando che i poteri dello Stato non erano presenti alla cerimonia di apertura. “Il messaggio è che non abbiamo nulla a che fare con i poteri che sono già stati costituiti e che contano sul rifiuto della cittadinanza”, ha concluso Espinoza.

Nei primi tre mesi di funzionamento, la Convenzione dovrà definire autonomamente il proprio regolamento e la composizione delle commissioni in relazione alle diverse tematiche e aree da trattare. Espinoza ha riferito che ci sono proposte di regolamentazione “interessanti” da parte dei movimenti femministi, che consistono nel non assegnare le commissioni più rilevanti solo agli uomini e nel rispettare il diritto delle donne a stare con le loro famiglie.

Nell’ottobre del 2020, circa il 78,2% dei cittadini cileni aveva votato a favore della stesura di una nuova Carta costituzionale in un referendum che era stato concesso dal Governo in seguito alle proteste che erano scoppiate nell’ottobre del 2019.

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Ludovica Tagliaferri

 

di Redazione

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