Egitto, Iraq e Giordania verso il partenariato strategico del “Nuovo Levante”

Pubblicato il 4 luglio 2021 alle 7:16 in Egitto Giordania Iraq

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

Il vertice tripartito del 27 giugno tra Iraq, Giordania ed Egitto è stata occasione per discutere di questioni non solo politiche, ma altresì economiche e in materia di sicurezza e investimenti. L’obiettivo dei tre Paesi è creare un nuovo partenariato, chiamato dal primo ministro iracheno, Mustafa al-Kadhimi, “Nuovo Levante”.

Quest’ultima iniziativa mira, in particolare, a rafforzare i legami di cooperazione tra le tre parti e a giungere a una graduale integrazione economica. Come affermato in una dichiarazione congiunta, a margine degli ultimi colloqui, Amman, Baghdad e Il Cairo si sono dette disposte a tradurre i “forti legami strategici” in una cooperazione in settori vitali, dall’interconnessione elettrica, ai progetti energetici alla creazione di una zona economica congiunta, facendo leva sul potenziale di ciascun Paese, così da integrare le loro risorse e affrontare alcune problematiche comuni. Tra queste, le conseguenze della pandemia di Coronavirus sul settore sanitario e sulla sicurezza economica e alimentare.

Sebbene sia stato messo in luce il ruolo di ciascuna parte all’interno di dossier regionali di mutuo interesse, dalla crisi libica alla lotta al terrorismo, economia, energia ed elettricità sono in cima agli interessi economici dei tre Paesi. Come dichiarato ad al-Monitor da Ahmed Zaki, direttore del Dipartimento del Mashreq arabo, delle Organizzazioni islamiche e della Cooperazione del Golfo nel Servizio commerciale egiziano, il valore degli investimenti iracheni in Egitto è di circa 490 milioni di dollari, effettuati da circa 3.329 società irachene, con capitali superiori a 724 milioni di dollari. L’Iraq occupa la 25esima posizione nella lista dei Paesi investitori in Egitto, con il 25% delle imprese irachene che investono nel settore industriale, il 24% nel settore agricolo, il 22% nel settore dei servizi e il 20% nel turismo. Ad ogni modo, a detta di Zaki, la bilancia commerciale è a favore del Cairo, con un valore di 116,231 milioni di dollari durante il primo trimestre del 2021.

Al contempo, l’Iraq rappresenta un “mercato promettente” per il partner Nordafricano, in quanto offre opportunità di investimento, commercio e cooperazione economica. L’Egitto esporta verso i territori iracheni soprattutto mobili, cotone, pasta, vari ingredienti alimentari, medicinali, oli, ferro, silicone, cipolle essiccate, sapone, prodotti per la pulizia, piastrelle, sanitari in ceramica, colture agricole, vestiti, petrolio e carbonio, oltre a frutta e verdura, mentre importa cioccolato e prodotti a base di cacao.

Secondo un esperto di economia, Khaled al-Shafei, il vertice tripartito tra Egitto, Iraq e Giordania potrà dare nuovo impulso al riavvicinamento economico tra i tre Paesi. Sebbene questi già collaborino in diversi campi, incluso il commercio di beni, servizi e materie prime, si prevede che i legami di cooperazione economica verranno ulteriormente rafforzati negli anni a venire. Il fulcro verrà rappresentato dai progetti di interconnessione elettrica, visto che l’Egitto mira a divenire un hub regionale in campo energetico e per l’esportazione di gas verso la Giordania.

Inoltre, ha sottolineato al-Shafei, l’alleanza del Nuovo Levante si basa sulla massimizzazione dell’uso delle risorse. In tale quadro si inserisce il progetto di estensione di un oleodotto volto a trasportare petrolio dalla provincia irachena di Bassora, definita la “capitale petrolifera” dell’Iraq, fino al porto giordano di Aqaba, sul Mar Rosso, e che si prevede arriverà anche in Egitto. In tal modo, Amman potrebbe avere la possibilità di acquistare greggio iracheno a un prezzo inferiore rispetto a quello del mercato internazionale. Parallelamente, Il Cairo potrà trarre vantaggio dal processo di raffinazione di parte del petrolio iracheno sul suo territorio, mentre Baghdad importerà elettricità dall’Egitto. L’Iraq potrà poi beneficiare dell’esperienza egiziana nel settore della ricostruzione, e delle capacità di Amman nel campo dei trasporti.

Mentre per al-Shafei, l’iniziativa del Nuovo Levante riflette il desiderio dell’Egitto di attuare mosse a beneficio del proprio Paese, senza, però, limitare la cooperazione a un’unica nazione, secondo Qadri Ismail, preside della Facoltà di studi economici e scienze politiche dell’Università di Alessandria, la cooperazione egiziana con l’Iraq e la Giordania rappresenta una risposta ad altre potenze regionali, che cercano di sfruttare le grandi capacità economiche dell’Iraq. Il Cairo, ha spiegato Qadri Ismail, ha iniziato ad emergere a livello regionale rafforzando le sue relazioni con i Paesi arabi, e il suo ruolo in Iraq deriva da interessi economici comuni, tradotti nell’importazione di petrolio iracheno da parte egiziana, in cambio della partecipazione del Cairo alla ricostruzione irachena. Ad ogni modo, per il preside egiziano, l’economia rappresenterà l’attore principale nelle dinamiche della regione araba nel prossimo periodo, anche alla luce degli accordi di normalizzazione siglati da Israele con alcuni Paesi, che potrebbe portare alla creazione di “un mercato mediorientale gestito dalle potenze regionali”. Alla luce di ciò, l’Egitto è chiamato a rafforzare la sua presenza, così da garantirsi un ruolo di primo piano nella fase successiva.

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo e inglese

di Redazione

Al fine di migliorare la tua esperienza di navigazione, questo sito utilizza i cookie di profilazione di terze parti. Chiudendo questo banner o accedendo ad un qualunque elemento sottostante acconsenti all’uso dei cookie.