Il Qatar fornirà gas naturale alla Cina per i prossimi dieci anni

Pubblicato il 2 luglio 2021 alle 7:03 in Cina Qatar

FacebookTwitterLinkedInEmailCopy Link

L’azienda petrolifera statale del Qatar, Qatar Petroleum, ha firmato un accordo a lungo termine con Shell, che prevede la fornitura di circa un milione di tonnellate di gas naturale liquefatto (GNL) all’anno alla Cina, per un periodo di dieci anni.

L’accordo di vendita e acquisto (SPA) è stato siglato il 30 giugno, e si prevede che le prime consegne inizieranno nel mese di gennaio 2022, presso una serie di terminali di GNL situati in Cina. Come specificato dalla compagnia stessa, Pechino rappresenta un cliente rilevante per Doha nell’ambito energetico, oltre che un partner strategico. Con l’intesa del 30 giugno, la quantità totale di gas naturale liquefatto che sarà fornita alla Cina, con contratti a lungo termine, arriverà a quota 12 milioni di tonnellate all’anno. Qatar Petroleum prevede di fornire i volumi di GNL stabiliti in base al nuovo accordo dalla sua impresa Qatargas 1, che diventerà posseduta al 100% da Qatar Petroleum a partire dal primo gennaio 2022. In particolare, la compagnia qatariota gestisce il progetto di joint venture da 10 milioni di tonnellate all’anno con TotalEnergies, ExxonMobil e le società giapponesi Marubeni e Mitsui. Tuttavia, Qatar Petroleum sarà proprietaria al 100% di Qatargas 1 all’inizio del prossimo anno, quando scadrà l’accordo di joint venture con i suoi partner.

L’accordo del 30 giugno è giunto in un momento in cui la domanda cinese di GNL continua ad aumentare e i fornitori in Qatar, Russia e Africa sembrano essere destinati a trarne vantaggio, considerato che Pechino prova a diversificare il suo mix di importazioni. Nel commentare il nuovo patto del 30 giugno, il ministro di Stato qatariota per gli Affari Energetici, Saad Sherida al-Kaabi, presidente e amministratore delegato di Qatar Petroleum, si è detto lieto per l’intesa raggiunta con un partner “fidato” come Shell, che consentirà di rispondere a parte della domanda dei clienti di Shell in Cina, oltre a potenziare il ruolo di Doha nel soddisfare il fabbisogno energetico di Pechino. Già ad aprile scorso, CNOOC, la terza maggiore compagnia petrolifera cinese, ha mostrato interesse a diventare partner del progetto per l’espansione del North Field, da 29 miliardi di dollari, destinato a divenire il più grande giacimento di gas naturale del mondo.

Attualmente, il Qatar, il quale fornisce un quinto delle forniture mondiali, produce GNL a uno dei costi più bassi. Da parte sua, la Qatar Petroleum ha già dimostrato di essere pronta a tagliare i prezzi per assicurarsi accordi, come dimostrato dal contratto decennale siglato con il Pakistan o da quello con il Bangladesh, i cui prezzi sono stati definiti “competitivi”. La compagnia ha precedentemente riferito che il proprio obiettivo è aumentare del 40% la produzione di GNL del Qatar entro il 2026.

In tale quadro, l’8 febbraio scorso, la Qatar Petroleum ha siglato un accordo per la prima fase del progetto di sviluppo del North Field, con la partecipazione di CTJV, la joint venture tra TechnipFMC and Chiyoda. Poi, il primo marzo, la medesima compagnia ha riferito di aver firmato un contratto con la società coreana Samsung C&T Corporation per l’espansione degli impianti di stoccaggio e carico di GNL situati all’interno della città industriale di Ras Laffan. Entrambi i contratti rappresentano il culmine di un lavoro di progettazione intrapreso dall’inizio del 2018. Una volta completato, si prevede che il North Field East consentirà al Qatar di passare da 77 milioni a 110 tonnellate all’anno di GNL. La seconda fase di espansione, relativa al progetto North Field South (NFS), aumenterà, poi, ulteriormente la capacità di produzione da 110 a 126 tonnellate entro il 2027.

Tale quantità è sufficiente per soddisfare le esportazioni verso Giappone e Corea del Sud, inclusi tra i maggiori importatori di GNL a livello mondiale. Motivo per cui, si pensa che Doha possa riuscire a ostacolare gli altri esportatori rivali, dopo che, negli ultimi due anni, ha già messo sotto pressione i prezzi dei contratti di GNL. Alla fine, secondo alcuni esperti, Doha potrebbe riuscire a dominare il mercato del gas, a scapito degli altri concorrenti. 

 

 

Leggi Sicurezza Internazionale, il quotidiano italiano interamente dedicato alla politica internazionale

Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione