L’Italia accoglie il premier dell’Iraq, colloqui con Draghi

Pubblicato il 2 luglio 2021 alle 17:11 in Iraq Italia

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Il primo ministro iracheno, Mustafa al-Kadhimi, dopo essere stato a Bruxelles, si è recato a Roma, oggi, 2 luglio, dove ha tenuto colloqui con l’omologo italiano, Mario Draghi. Nel corso dell’incontro, l’Italia ha ribadito il sostegno alla “stabilizzazione e allo sviluppo socio-economico” dell’Iraq, così come della regione mediorientale.

Il bilaterale del 2 luglio ha visto Draghi e al-Kadhimi discutere delle modalità per rafforzare il partenariato, definito “storico”, e delle sfide che caratterizzano il Medio Oriente, tra cui la lotta al terrorismo. Il primo ministro iracheno, da parte sua, ha ringraziato l’Italia per il ruolo svolto all’interno della coalizione internazionale anti-ISIS e per il sostegno fornito alle forze del proprio Paese nel medesimo ambito, e si è detto in attesa di assistere a un ruolo “maggiore” in una fase successiva.

Baghdad, ha spiegato il premier, desidera rafforzare i legami di cooperazione militare con Roma, beneficiando della sua esperienza, anche per quanto riguarda l’addestramento, la lotta alla criminalità organizzata e il contrasto al contrabbando di denaro e di altre attività illecite. Al contempo, l’Iraq guarda con favore al crescente ruolo delle aziende italiane nel Paese mediorientale e ai loro investimenti, soprattutto in ambito infrastrutturale. I legami di cooperazione tra Roma e Baghdad riguardano, poi, la manutenzione di dighe, petrolio, energia, istruzione, turismo e archeologia. Non da ultimo, al-Kadhimi ha espresso il desiderio del suo Paese di attivare voli diretti tra le capitali italiana e irachena, e ha invitato il suo interlocutore a recarsi a Baghdad. Draghi, da parte sua, ha riferito che l’Italia continuerà a sostenere l’Iraq per quanto riguarda investimenti, ricostruzione, formazione e negli altri ambiti in cui necessita di assistenza. Al contempo, è stato elogiato il ruolo di al-Kadhimi alla guida del governo iracheno, il quale ha favorito il potenziamento delle relazioni internazionali e profuso sforzi per disinnescare tensioni a livello regionale.

L’Italia è uno degli 83 Paesi membri della Coalizione Internazionale anti-ISIS, dal 2014. Roma, insieme a Stati Uniti e Arabia Saudita, è a capo del Counter ISIS Finance Group (CIFG), il cui compito è identificare e smantellare le reti finanziarie dello Stato Islamico. Inoltre, l’Italia ha finora sostenuto lo sviluppo dell’Iraq, attraverso progetti dal valore di circa 13 milioni di euro, con un focus sulla promozione della stabilizzazione e della riconciliazione nelle aree un tempo occupate dall’ISIS. Roma è anche impegnata nel rafforzamento delle capacità delle forze militari e di polizia irachene e curde e svolge compiti militari a sostegno del Piano di campagna militare della coalizione per sconfiggere lo Stato Islamico. L’attuale contributo militare italiano prevede l’ingaggio – in fasi successive – di un massimo di 900 soldati, 84 veicoli terrestri e 11 velivoli. 

La visita di al-Kadhimi, alla guida dell’esecutivo iracheno dal 7 maggio 2020, è giunta in un momento in cui l’Iraq continua a far fronte alla presenza di cellule terroristiche ancora attive, oltre ad essere testimone di tensioni tra Washington e gruppi filoiraniani. Non da ultimo, il Paese mediorientale si sta dirigendo verso le elezioni legislative, programmate per il 10 ottobre prossimo, che potrebbero portare a cambiamenti a livello governativo. Parallelamente, Baghdad ha intrapreso un percorso di riforme economiche e finanziarie, al fine di risanare il sistema economico e favorire l’indipendenza dell’Iraq dalle entrate petrolifere.

Prima di recarsi a Roma, al-Kadhimi ha fatto tappa a Bruxelles, tra il 30 giugno e il primo luglio, dove ha tenuto colloqui con la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, il segretario generale della Nato, Jens Stoltenberg e l’omologo belga, Alexander De Croo. In tale occasione, il premier ha ribadito il rifiuto di trasformare il proprio Paese in una base da cui attaccare i territori vicini. Come precisato, la sicurezza e la stabilità dell’Iraq sono strettamente legate alla sicurezza della regione mediorientale, la quale può essere raggiunta solo rispettando le risoluzioni internazionali. Queste ultime esortano le parti impegnate in conflitti a rispettare la legittimità internazionale, i diritti umani , il principio di non ingerenza negli affari interni, e invitano a evitare “aggressioni transfrontaliere verso qualsiasi Paese indipendente e sovrano”.

L’Iraq, ha dichiarato al-Kadhimi, apprezza la cooperazione con l’Organizzazione del Trattato del Nord Atlantico (NATO) e i suoi stati membri, volta a sostenere la ricostruzione delle istituzioni militari e a migliorare le capacità delle forze armate e dei servizi di sicurezza. L’Iraq, per oltre quaranta anni, ha dovuto far fronte a disordini di diverso tipo, tra cui la presenza dello Stato Islamico, che hanno provocato ondate di sfollamento e la distruzione di monumenti e infrastrutture culturali. Al di là della gravità della lotta al terrorismo, per al-Kadhimi si è trattato di un’occasione per le forze irachene di acquisire esperienza. Ancora oggi, ha poi affermato il premier, il Paese è in prima linea per fronteggiare bande terroristiche affiliate all’ISIS. 

Il primo ministro ha poi ringraziato la NATO per il ruolo svolto nel proprio Paese e per il sostegno offerto. I risultati ottenuti, ha affermato al-Kadhimi, spingono le autorità irachene a migliorare le capacità delle proprie forze e a trovare, attraverso il dialogo strategico avviato nel 2020 con la Coalizione Internazionale, dei meccanismi che consentano ai Paesi membri di ritirare gradualmente le proprie truppe. Stoltenberg, da parte sua, ha ribadito il sostegno da parte dei Paesi NATO e la disponibilità a rafforzare i legami di cooperazione. Ad ogni modo, è stato precisato, la missione dell’organizzazione non è una missione di combattimento, ma è impegnata in attività di addestramento e consultazione e qualsiasi ampliamento del suo ruolo dovrà essere eventualmente richiesto e approvato dal governo di Baghdad.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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