Libia: Guardia costiera ripresa mentre spara a barcone di migranti

Pubblicato il 2 luglio 2021 alle 9:23 in Immigrazione Libia

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L’equipaggio della Sea-Watch ha riferito di aver visto la Guardia costiera libica inseguire una barca di migranti affollata e sparare nella sua direzione, nella zona di ricerca e soccorso maltese, cercando di impedirle di attraversare il Mar Mediterraneo in direzione dell’Europa. Il personale della ONG tedesca ha filmato l’incidente, mercoledì 30 giugno, mentre un suo aereo sorvolava l’area durante una missione di osservazione.

“Quelli che sparano ai rifugiati e cercano di capovolgere le loro barche non sono lì per salvarli. L’UE deve immediatamente porre fine alla cooperazione con la cosiddetta Guardia costiera libica”, ha affermato Felix Weiss, capo delle operazioni aeree di Sea-Watch, in una dichiarazione rilasciata dal gruppo insieme al video.

Nel filmato, si vede una barca di legno blu con un piccolo motore e decine di persone a bordo, mentre viene seguita in cerchio, ad alta velocità, dalle autorità libiche. Secondo l’organizzazione no-profit, si tratterebbe della motovedetta Ras Jadir, donata dall’Italia, ripresa nel tentativo di effettuare manovre per provocare lo speronamento di un’imbarcazione con 63 migranti a bordo, nella zona SAR maltese, per poi spararle contro. Durante l’inseguimento, uomini in uniforme sulla nave libica sparano almeno due volte, con proiettili che colpiscono l’acqua ma molto vicino alla barca dei migranti. La Guardia costiera rischierebbe anche più volte di schiantarsi contro il barcone. Alla fine, tuttavia, l’imbarcazione sarebbe riuscita ad allontanarsi e a sbarcare a Lampedusa, nella mattinata di giovedì primo luglio. A sostenerlo la stessa Sea Watch, che ha altresì invitato Bruxelles a interrompere il sostegno alla Guardia costiera libica e La Valletta a garantire le operazioni di soccorso nelle acque maltesi.

Nel riportare l’episodio, la Sea-Watch ha affermato di aver comunicato via radio alle autorità libiche che stavano mettendo in pericolo la vita delle persone a bordo del barcone e le ha esortate a smettere di sparare. La Guardia costiera libica, dal canto suo, ha risposto che stava cercando di salvare i migranti. Al momento, nessun commento sull’incidente è stato rilasciato da Libia, Malta o dalle autorità di Lampedusa.

Quest’anno, almeno 723 persone sono morte o risultano scomparse dopo essersi imbarcate sulla rotta del Mediterraneo centrale, verso l’Europa, a bordo di barche non idonee alla navigazione. Quasi 15.000 uomini, donne e bambini sono stati intercettati dalla Guardia costiera libica e riportati sulle coste del Paese nordafricano da inizio gennaio a fine giugno. Con il sostegno, anche finanziario, dell’UE, le autorità libiche hanno intensificato le intercettazioni di imbarcazioni di migranti, trasferendo un numero sempre maggiore di persone in Libia. Tuttavia, le Nazioni Unite e altre organizzazioni per la difesa dei diritti umani condannano il rimpatrio dei migranti nel Paese, dilaniato dalla guerra e considerato un “porto non sicuro”, dove molti vengono rinchiusi in centri di detenzione a rischio di abusi e torture.

Dal 2014, sono più di 20.000 i migranti e i rifugiati che hanno perso la vita nel tentativo di raggiungere le coste europee. Il tratto del Mediterraneo centrale, tra Italia e Libia, ha visto un aumento significativo dei tentativi di traversata e dei decessi quest’anno, dopo una pausa in concomitanza con l’inizio della pandemia.

Secondo le stime della UN Refugee Agency (UNHCR), nel mese di giugno 2021, sono giunti in Europa, via mare e via terra, oltre 6.171 migranti, segnando una diminuzione rispetto alle cifre registrate nel mese precedente. Il Paese che ha accolto il maggior numero di stranieri risulta essere l’Italia, seguita da Spagna (11.599), Grecia (3.594), Cipro (1.074) e Malta (244). L’Organizzazione Internazionale per la Migrazione (IOM) ha stimato che il numero di morti e dispersi in mare nei primi sei mesi del 2021 ammonta a 832, cifra significativamente superiore rispetto ai dati del 2020, quando, nello stesso periodo, persero la vita in mare 290 persone. Le Le prime cinque nazionalità dei migranti entrati in Europa, secondo le stime della UNHCR sono bangladese, tunisina, siriana, ivoriana ed eritrea.

Per quanto riguarda l’Italia, i dati del Ministero dell’Interno riferiscono che, complessivamente, dal primo gennaio al 30 giugno 2021, sono sbarcati circa 19.800 migranti, segnando un aumento importante rispetto ai dati dello stesso periodo del 2020, pari a 6.700. Le prime cinque nazionalità dei migranti sono bengalese, tunisina, ivoriana, egiziana e eritrea. Dall’inizio dell’anno, invece, i minori non accompagnati ammontano a 2.279.

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Chiara Gentili

di Redazione

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