L’Egitto pronto a inaugurare la maggiore base militare al confine con la Libia

Pubblicato il 2 luglio 2021 alle 11:27 in Egitto Libia

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L’Egitto si prepara a inaugurare una nuova base navale al confine con la Libia. Secondo alcuni, Il Cairo sta inviando un messaggio ad Ankara, mettendola in guardia da un eventuale insediamento della Fratellanza musulmana nei territori libici.

La nuova base, intitolata “Tre luglio”, sarà inaugurata proprio sabato 3 luglio dal presidente egiziano, Abdel Fattah al-Sisi. Alla cerimonia sono stati invitati anche il capo del Consiglio presidenziale libico ad interim, Mohamed al-Menfi, il presidente della Camera dei Rappresentanti della Libia, Aguila Saleh, e il capo dell’Esercito Nazionale Libico (LNA), Khalifa Haftar. Tuttavia, sinora, la loro presenza non è stata confermata da canali ufficiali.

La base, sia aerea sia navale, è stata definita la maggiore per l’Egitto sulle coste del Mediterraneo. Questa è posta nella regione di Gargoub, nel Nord-Ovest dell’Egitto, a circa 250 chilometri dal confine con la Libia, e svolgerà il ruolo di “base di lancio”. Il fine ultimo è salvaguardare i territori egiziani e la sovranità della nazione sulle “strategiche direzioni settentrionali e occidentali”. Inoltre, sarà tale base ad ospitare le esercitazioni Qader 2021. Come specificato da un portavoce dell’esercito egiziano, la costruzione della base “Tre luglio” si inserisce nel quadro di un piano di sviluppo più ampio, portato avanti dalla Marina egiziana. L’obiettivo è fornire supporto logistico alle forze che operano nella regione del Mediterraneo e del Mar Rosso, impegnate nel far fronte a diverse sfide e minacce. Non da ultimo, in tal modo, Il Cairo mira a salvaguardare i propri interessi economici e a mettere in sicurezza le rotte del trasporto marittimo internazionale, anche nel Mediterraneo Orientale e Sud-orientale.

Secondo esperti militari, la cui opinione è stata riportata dal quotidiano al-Monitor, la base farà parte della Flotta egiziana del Nord, che presidia la costa mediterranea del Paese. Come specificato da un ammiraglio in pensione della Marina egiziana, Mohamed Mitwali, si tratta di una regione ricca di insidie, soprattutto alla luce degli sviluppi nella vicina Libia, ma la flotta egiziana è ben equipaggiata per affrontarle. Si prevede che la nuova base, oltre a comporsi di strutture che consentiranno alle truppe egiziane di schierarsi in modo strategico, sarà dotata di una vasta gamma di attrezzature navali, tra cui una delle due portaelicotteri che l’Egitto ha acquisito dalla Francia nel 2016, oltre a un sottomarino, fregate, alcune corvette e motoscafi.

L’inaugurazione di “Tre luglio” giunge in un momento in cui la Libia, nonostante il cessate il fuoco siglato il 23 ottobre e i successivi progressi a livello politico, continua a rappresentare una fonte di preoccupazione per l’Egitto. Nel corso del conflitto libico, Il Cairo ha prestato sostegno all’uomo forte di Tobruk, Khalifa Haftar, che di fatto controllava la Libia orientale. Come ricorda al-Monitor, era stato il presidente al-Sisi a dichiarare, il 20 giugno 2020, che il proprio esercito era pronto a intervenire nel caso in cui le truppe tripoline, coadiuvate da Ankara, avessero oltrepassato “la linea rossa” nelle vicinanze dei confini egiziani. A seguito del cessate il fuoco, e con l’inizio del cammino libico verso la transizione democratica, l’Egitto ha mostrato un progressivo avvicinamento verso Tripoli. Tuttavia, è il crescente ruolo di Ankara nella regione che preoccupa Il Cairo, e, a detta di alcuni analisti, l’esclusione dall’East Mediterranean Gas Forum, potrebbe avere ripercussioni.

Ad ogni modo, l’Egitto e la Turchia si sono impegnati, nel corso degli ultimi mesi, in un percorso di riavvicinamento, dopo un’interruzione dei contatti durata circa otto anni. Nonostante ciò, alcuni analisti, consultati dal quotidiano al-Arab, ritengono che l’apertura della nuova base a Gargoub rappresenti un modo per far fronte all’influenza turca in Libia e al rifiuto di Ankara di ritirare le sue forze e mercenari da Tripoli. L’apertura della nuova base giunge, poi, in occasione dell’anniversario della destituzione ufficiale dal potere dei Fratelli Musulmani in Egitto, il che invierebbe altri messaggi. Uno di questi è che a qualsiasi tentativo di radicare la presenza della Fratellanza in Libia potrebbero corrispondere “mosse decisive egiziane”. Parallelamente, Il Cairo sembra voler sottolineare la sua presenza e l’interesse per ciò che sta accadendo al confine occidentale.

Tra le basi militari egiziane di più recente creazione si annovera quella di Berenice, città situata sul Mar Rosso, nell’Est della città meridionale di Assuan, al confine con il Sudan, inaugurata il 15 gennaio 2020. Tale base ha una superficie di 150.000 feddan, ed include al suo interno sia aree navali sia aeree, una serie di unità di combattimento e amministrative, un aeroporto, oltre a bunker e hangar per aerei militari e la loro manutenzione, ed un ospedale militare. La sezione navale è in grado di accogliere imbarcazioni dalla grande portata, tra cui fregate, portaerei e sottomarini. In tal caso, secondo un esperto militare, Mohamed El Shahawi, con la costruzione della base a Berenice, l’obiettivo fondamentale del Cairo è proteggere le coste egiziane meridionali e garantire la navigazione nel Mar Rosso, di fronte allo stretto di Bab el-Mandeb.

 

 

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Piera Laurenza, interprete di arabo

di Redazione

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