La Nigeria approva la riforma del settore petrolifero

Pubblicato il 2 luglio 2021 alle 9:09 in Africa Nigeria

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Il disegno di legge sulla riforma del settore petrolifero della Nigeria, atteso dal 2008, è stato approvato il primo luglio dal Parlamento. Secondo la stampa locale, si tratta di un “momento storico” per il principale produttore di greggio del continente africano. 

Il Parlamento ha votato per approvare il Petroleum Industry Bill (PIB), una legge sul petrolio e sul gas a lungo ritardata che mira, tra le altre cose, ad attirare nuovi investimenti stranieri, ma anche a ridistribuire i proventi di questa industria. “È un’impresa storica dell’attuale Assemblea nazionale dopo molti anni di ritardo”, ha affermato Ola Awoniyi, portavoce del presidente del Senato. Il PIB è stato sottoposto a revisione parlamentare per quasi due decenni, ostacolato da disaccordi su quanto reddito dovrebbe andare alle comunità locali nelle regioni produttrici di petrolio.

Il disegno di legge, presentato per la prima volta all’Assemblea nazionale nel 2008, è stato più volte discusso e riscritto, principalmente a causa di disaccordi sui termini tra il governo e le principali compagnie petrolifere operanti nel Paese, ma anche tra l’esecutivo e le precedenti assemblee. Le due Camere devono ancora accordarsi su alcune questioni, inclusa la quota di ridistribuzione alle comunità che vivono nelle aree estrattive, ma in generale questa legge mira a fornire un quadro legale e fiscale per l’industria petrolifera e del gas nigeriana. Il presidente dell’Assemblea, Femi Gbajabiamila, ha quindi accolto con favore questa “importante vittoria”. “Va sottolineato quanto sia importante questo giorno. Lo aspettavamo da quasi 20 anni”, ha dichiarato. 

La Nigeria, un Paese di 210 milioni di abitanti, è il primo produttore di petrolio dell’Africa con 1.9 milioni di barili esportati ogni giorno, ma il settore è stato interessato da continui scandali relativi a corruzione e bassa produttività. Inoltre, le stesse infrastrutture sono oggi fatiscenti dopo 60 anni di attività e, nel complesso, il Paese non riesce ad attirare investimenti nonostante le enormi riserve. Il disegno di legge mira a fornire un quadro più chiaro e a semplificare le tasse e le royalties per le compagnie petrolifere che lavorano in Nigeria. I cambiamenti si concentrano su tre aree principali: una tassazione più controllata, una migliore ridistribuzione della ricchezza e la trasformazione della Nigeria National Petroleum Commission (NNPC) da statale a privata.

Il petrolio fu scoperto nel Paese nel 1956. Nel decennio successivo, l’esplorazione del petrolio fu aperta alle compagnie straniere e da allora, con alcune eccezioni dovute a circostanze economiche, l’industria petrolifera nigeriana crebbe costantemente fino a diventare un grande contributo al mercato internazionale. Nel 1977 fu fondata la Nigerian National Petroleum Company (NNPC). L’obiettivo della società statale è quello di regolare e partecipare attivamente nel business petrolifero del Paese.

Secondo il Nigerian Bureau of Statistics, nel 2020 gli introiti delle aziende petrolifere hanno finanziato oltre il 70% del bilancio statale, rendendolo il settore principale dell’economia nigeriana. Secondo i dati di Statista, la Nigeria è il principale produttore di petrolio dell’Africa. Con 18 oleodotti in funzione e una produzione media giornaliera di oltre 2 milioni di barili nel 2019, la Nigeria è l’undicesimo produttore mondiale. L’industria petrolifera rappresenta circa il 9% del PIL della Nigeria e oltre il 90% di tutto il valore delle esportazioni. Inoltre, il settore ha creato più di 65.000 posti di lavoro nel Paese. 

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Maria Grazia Rutigliano

di Redazione

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